Licia Colò figli di Nicola Pietrangeli: Liala Antonino racconta perché si sente rovinata
Lialia Antonino racconta il proprio percorso lontano dalle etichette facili, mettendo al centro la ricerca di un’identità professionale personale. Figlia di Licia Colò e del pittore e documentarista Alessandro Antonino, ha chiarito di non voler essere inquadrata come “figlia d’arte” e ha descritto con precisione scelte, aspirazioni e passaggi delicati della propria vita.
lialia antonino e l’identità lontano dalla “figlia d’arte”
Lialia Antonino rivendica una posizione netta: “Esistono due tipologie di persone che lavorano in ambito familiare: quelle super viziate e coccolate e quelle schiavizzate”. Si definisce parte della seconda categoria e, proprio per questo, mira a costruire un percorso autonomo. Ha lavorato come modella, poi ha smesso spiegando di aver compreso di non esprimere il proprio potenziale.
Nel frattempo studia Comunicazione all’Università e ha recentemente preso parte a Bella Mà su Rai2. L’orizzonte lavorativo descritto è quello di un lavoro creativo capace di coinvolgere la sua testa e allo stesso tempo risultare utile nel campo dell’informazione.
lialia antonino: il bullismo subito a scuola e le ragioni dell’esclusione
Uno dei momenti più inaspettati riguarda il bullismo subito. Lialia precisa che anche nel bullismo esistono gradazioni e che non si limita al tormento fisico o alle aggressioni dirette: nel suo caso il meccanismo dominante è stato l’esclusione.
bullismo e scherno legato alla famiglia
Secondo il racconto, il bullismo sarebbe stato innescato dal fatto di essere figlia di un personaggio. A scuola si diffondevano commenti che accostavano la sua famiglia a un’idea di servitù, con un riferimento ironico a dinamiche di tipo storico.
Lialia aggiunge poi un altro elemento: crescendo, il bersaglio si è spostato anche su affermazioni legate a presunte abitudini quotidiane. Viene riportato che alcuni insegnanti avrebbero sostenuto che lei non avesse mai “preso una metro in vita sua”.
viaggi con licia colò e complicità raccontata attraverso lo sport
La crescita televisiva è descritta come un ambiente di intensa esperienza: definisce il proprio “parco giochi” gli studi televisivi. In parallelo, i viaggi con mamma Licia emergono come una dimensione capace di generare orgoglio e complicità. Lialia si dice orgogliosa del modo in cui Licia Colò non si sarebbe mai “venduta”, mantenendo ideali legati a ambiente e animali.
Tra i viaggi citati, spicca in particolare un’esperienza in Tanzania avvenuta pochi anni fa. Nei ricordi affiorano soprattutto attività condivise e momenti sportivi: lialia racconta immagini chiare di sé e di lei mentre nuotano, sciano, giocano a tennis, con lo sport come elemento ricorrente delle giornate passate assieme.
Al momento dell’identificazione del primo viaggio realizzato insieme, afferma di non riuscire a collocarlo con precisione, ma di avere ben presenti scene specifiche della relazione e delle attività condivise.
rapporto con il padre alessandro antonino e lavoro nella società di produzione
Anche il rapporto con il padre, Alessandro Antonino, viene descritto attraverso il lavoro. Lialia spiega che collabora nella società di produzione della famiglia: “Dove serve, do una mano”. Accanto a questo, indica un altro tratto centrale del suo profilo: l’amore per scrivere.
Nel delineare ciò che non vuole essere, ribadisce l’intenzione di non rientrare nella figura della “classica figlia d’arte” viziata e inconcludente. L’aspirazione diventa così un intreccio tra competenze, creatività e un obiettivo comunicativo concreto.
obiettivi futuri: intrattenimento, interviste e influenza di orianna fallaci
Per il futuro i riferimenti principali vengono indicati in mamma Licia e in Oriana Fallaci. Lialia punta a fare intrattenimento con un orientamento preciso: le piace intervistare le persone, raccontare i luoghi e presentare eventi. L’informazione e la creatività risultano quindi collegate da un filo comune: rendere il contenuto capace di coinvolgere, mantenendo una dimensione utile e comunicativa.
nicola pietrangeli e l’idea di “aver rovinato la vita”
Nel racconto compare anche Nicola Pietrangeli. Lialia lo definisce un idolo e afferma con forza che, per lei, “mi ha rovinato la vita”. Spiega il senso di quella frase descrivendo l’impatto personale derivato dall’aver conosciuto un uomo considerato completo: charmant, gentlemen, capace di battute pronte ed estremamente elegante.
Il sentimento associato a questo incontro viene rappresentato come una difficoltà nel guardarsi intorno dopo aver conosciuto una figura così: Lialia racconta che quando si osserva ciò che accade attorno, la percezione può diventare difficile.
cosa pensa degli uomini davanti a una donna con forte personalità
La riflessione si allarga anche agli uomini. Secondo il suo punto di vista, avrebbero difficoltà a confrontarsi con una donna dalla forte personalità e rispetto al desiderio di realizzarsi rapidamente nel proprio settore.
Nel racconto compaiono anche due frasi riportate come esempi: una persona avrebbe detto di provare fastidio per il fatto che lei sviluppasse la carriera con velocità; un’altra avrebbe dichiarato disagio nel parlare con lei perché la percezione sarebbe stata quella di sentirsi piccoli di fronte a una presenza definita come troppo intellettuale.
personaggi citati
- Licia Colò
- Alessandro Antonino
- Liala Antonino
- Nicola Pietrangeli
- Oriana Fallaci


