Lavoro nero a milano e brianza: settanta ispettori per due milioni di lavoratori, ispettorato in sofferenza

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Lavoro nero a milano e brianza: settanta ispettori per due milioni di lavoratori, ispettorato in sofferenza

Contrasto allo sfruttamento e tutela del lavoro si reggono su un equilibrio sempre più difficile: meno ispettori da un lato e un perimetro di controlli più ampio dall’altro. Nell’area di Milano e Brianza, l’attività di INL, Inps e Inail fotografa una condizione operativa in cui la carenza di personale incide sulle ispezioni, mentre le irregolarità riscontrate aumentano e le forme del lavoro illecito evolvono. I dati presentati con riferimento al 2025 delineano un sistema che concentra gli interventi su situazioni più esposte, puntando anche su strumenti di intelligenza preliminare e su collaborazioni per far emergere i casi più gravi.

carenza di ispettori e perimetro di controllo sempre più ampio

La realtà quotidiana degli ispettori di INL, Inps e Inail viene descritta come un contesto segnato da risorse umane insufficienti. Carlo Colopi, direttore dell’ispettorato area metropolitana di Milano, sottolinea che l’impegno su molti fronti avviene “siamo impegnati su molti fronti e siamo pochi”, specificando che la carenza del personale riguarda “centinaia” di unità. Parallelamente, cresce l’ampiezza delle realtà da monitorare.

Nel territorio considerato, il riferimento è a due milioni di lavoratori e a oltre 136mila aziende soltanto tra Milano e Brianza. Nel quadro delle dotazioni disponibili emergono numeri che evidenziano un calo strutturale: settanta ispettori per INL, sedici per Inail, sessanta per Inps. Un confronto indicato nella relazione mostra che dieci anni fa gli ispettori Inps erano 92, mentre oggi risultano 60, con ricadute anche sulla frequenza delle verifiche.

Inps e ispezioni: calo dei controlli e aumento delle irregolarità

Il dato numerico relativo alle attività ispettive di Inps evidenzia una diminuzione dei controlli nel tempo. Nel 2014 la presenza ispettiva sul territorio arriva a 2144 controlli, mentre nel 2025 si scende a 547. La relazione collega questa dinamica all’assetto del lavoro di vigilanza in un periodo di carenza di forze.

intelligence preliminare e focus su situazioni già a rischio

Luca Manganaro, dirigente dell’area vigilanza del coordinamento metropolitano di Milano Inps, spiega che, in una fase in cui le risorse sono limitate, si rafforza l’intelligence preliminare. Nel 2025, secondo quanto riportato, due aziende controllate su tre a Milano hanno presentato irregolarità. Il punto centrale è che tale percentuale non viene interpretata come una stima della diffusione generalizzata delle condotte illecite: l’attività ispettiva si è concentrata su contesti già esposti a rischio.

Nel quadro operativo viene anche richiamata la necessità di ampliare l’azione, con l’indicazione che sarebbe “meglio lavorare anche sul controllo diffuso”.

efficacia del lavoro e incasso territoriale

Il contributo dell’attività ispettiva dell’Inps nella sola area di Milano è associato a un risultato economico rilevante: nel 2025 l’incasso supera 100 milioni di euro, pari alla metà del totale nazionale. La relazione lo presenta come un indicatore chiaro del peso del territorio milanese nel sistema complessivo.

Nonostante le difficoltà di organico, viene segnalato un aumento dell’efficacia operativa. Viene riportato che in media ogni ispettore ha generato un incasso di due milioni di euro.

evoluzione delle irregolarità: caporalato digitale e lavoro nero

Il lavoro irregolare non resta fermo: cambia forma e arriva in tutti i settori. Carlo Colopi indica come riferimento ristorazione ed edilizia, con attenzione alle nuove modalità connesse al caporalato digitale. Nella cornice descritta, le piattaforme informatiche mettono in relazione domanda e offerta di lavoro.

piattaforme come intermediari e mancato assolvimento degli obblighi

La dinamica indicata è quella per cui il datore di lavoro si rivolge alla piattaforma pagando il relativo servizio, con l’idea che la piattaforma si occupi degli adempimenti collegati all’assunzione. Secondo quanto riportato, questo passaggio non corrisponde alla realtà degli obblighi: il comportamento viene inquadrato come illecito proprio per il mancato trasferimento delle responsabilità che la piattaforma non può sostituire.

omertà e collaborazione: risultati collegati a persone extracomunitarie

Accanto alla questione delle forme operative del lavoro illecito, la relazione richiama il tema dell’omertà che circonda il lavoro nero. In tale prospettiva viene evidenziato un elemento specifico relativo al 2025: sono stati concessi dodici permessi di soggiorno a persone extracomunitarie che hanno collaborato con gli operatori per svelare situazioni di grave sfruttamento.

Le persone che hanno contribuito a far emergere i fatti sono state prese in carico dal terzo settore. Sul versante repressivo, i soggetti indicati come responsabili—definiti come “aguzzini”—sono stati denunciati per caporalato.

riepilogo degli elementi chiave emersi nel 2025

  • Meno ispettori rispetto al perimetro di aziende e lavoratori da controllare a Milano e Brianza.
  • Riduzione dei controlli Inps dal 2014 al 2025: 2144 nel 2014 e 547 nel 2025.
  • Aumento delle irregolarità riscontrate: due aziende su tre tra quelle controllate a Milano presentano irregolarità.
  • Concentrazione dell’attività su situazioni considerate già a rischio, tramite intelligence preliminare.
  • Incasso territoriale Inps nel 2025: oltre 100 milioni di euro, pari alla metà del totale nazionale; 2 milioni di incasso medio per ispettore.
  • Nuove forme di caporalato digitale collegate a piattaforme che mettono in contatto domanda e offerta di lavoro.
  • Dodici permessi di soggiorno nel 2025 a persone extracomunitarie che hanno collaborato per far emergere grave sfruttamento; denunciati gli aguzzini per caporalato e presa in carico da terzo settore.

figure citate nella relazione

Nel quadro descritto compaiono i seguenti nominativi:

  • Carlo Colopi
  • Luca Manganaro
Lavoro nero, a Milano e Brianza settanta ispettori per 2 milioni di lavoratori. L’Ispettorato: “Carenza di personale nell’ordine delle centinaia”

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