Laura Morante: la risposta sul cast di La stanza del figlio e il perché non è venuta alla presentazione

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Laura Morante: la risposta sul cast di La stanza del figlio e il perché non è venuta alla presentazione

Laura Morante è tornata al centro dell’attenzione al Riviera International Film Festival 2026, dove ha raccontato l’esperienza legata a “Quasi Grazia”, film dedicato a Grazia Deledda e diretto da Peter Marcias. L’attrice ha collegato il proprio percorso professionale a una serie di titoli che il pubblico vedrà o ritroverà, inserendo nel racconto anche memorie personali e dettagli di lavorazione che restituiscono un volto concreto al dietro le quinte.

la partecipazione di laura morante al riviera international film festival 2026

Nel corso della presenza al festival, Laura Morante ha presentato “Quasi Grazia”, specificando il progetto dedicato a Grazia Deledda e firmato da Peter Marcias. Nella conversazione sono emersi altri lavori annunciati per il futuro: “La morte ci divide” di David Chavez Graz e “Lucca Mortis” di Peter Greenaway.

Tra gli aneddoti, la memoria dell’attrice si è concentrata su “La stanza del figlio” di Nanni Moretti, titolo del 2001 che ottenne la Palma d’oro al Festival di Cannes. Il racconto ha messo in evidenza non solo l’evento, ma anche le dinamiche emotive e organizzative che lo circondarono.

la palma d’oro e il rapporto con la promozione

Laura Morante ha ricordato la modalità con cui apprese della vittoria a Cannes. La dichiarazione riporta che, quando la notizia arrivò, non era presente e non venne contattata direttamente: “Della vittoria a Cannes saputo dai giornali, non c’ero, nessuno mi ha chiamato”. Nelle sue parole, il riconoscimento viene collegato a un cambiamento percepito soprattutto per il regista, mentre per gli attori l’effetto sarebbe stato meno marcato: “Per Nanni Moretti la Palma ha cambiato molto, per gli attori non particolarmente”. Morante ha inoltre definito la Palma d’oro come una delle cose più riuscite nella propria carriera.

Successivamente ha descritto l’evoluzione del rapporto con Nanni Moretti nel tempo. È stato ricordato che, col passare degli anni, non è più chiaro come sia ora la situazione, mentre allora l’atteggiamento risultava altalenante: in alcune occasioni era affettuoso, in altre non lo era. Un passaggio significativo riguarda la promozione del film: quando “La stanza del figlio” venne presentato al Nuovo Sacher, emerse un episodio legato alla presenza sul palco. L’attrice ha riportato la frase pronunciata in quell’occasione, secondo cui non sarebbe salita sul palco perché timida, con la conseguenza che la promozione si concluse in modo definito “sciocco”.

le esperienze sul set e i rapporti con altri protagonisti

Nel ricostruire i ricordi, Laura Morante ha aggiunto un riferimento diretto alle lavorazioni passate, indicando quello che considera il peggior attore con cui ha lavorato. Il nome citato è Harvey Keitel, associato a un contesto caratterizzato da “manie di protagonismo”. Il racconto si concentra sulla percezione personale dell’esperienza sul set, senza ulteriori precisazioni operative.

il ricordo di zia elsa morante

Il percorso narrativo dell’attrice si è poi spostato su una figura di riferimento familiare: Elsa Morante. Laura Morante ha sottolineato che, oltre al valore incontestabile come autrice, ricordava il suo carattere difficile. Le parole riportano un’immagine di Elsa Morante come spietata nei giudizi e non propriamente simpatica, con una predilezione rivolta all’attrice perché, ai tempi, veniva descritta come bambina difficile e timida.

Nel racconto emerge un episodio legato a un invito a casa. Elsa Morante invitò l’attrice a Roma e Laura Morante ha definito quei giorni come un incubo, ricordando che lei, essendo sonnambula, camminava e parlava durante la notte. Alla fine, Elsa Morante la rimandò a casa, e il racconto include anche la difficoltà di comprensione da parte della madre, che avrebbe giudicato Elsa Morante secondo un’immagine meno affine a quella di “piccolo borghese” e legata ai “caratteri impossibili degli scrittori”. Pur evidenziando il carattere, Morante ha riconosciuto anche la competenza narrativa: “Ma come narratrice era brava”.

figure citate nel racconto di laura morante

Tra le personalità evocate nel corso della conversazione compaiono diversi nomi legati ai progetti cinematografici e ai ricordi personali:

  • Laura Morante
  • Grazia Deledda
  • Peter Marcias
  • David Chavez Graz
  • Peter Greenaway
  • Nanni Moretti
  • Jasmine Trinca
  • Harvey Keitel
  • Elsa Morante
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