La-russa chi è colpevole chiedete a santanché sa tutto
Ignazio La Russa torna a parlare del caso Garlasco, intrecciando valutazioni sul processo e considerazioni sulle dinamiche che, negli anni, hanno accompagnato la ricostruzione dei fatti. Alla presentazione del libro “L’impronta. La lezione di Garlasco e la fiducia degli italiani nella giustizia”, di Giancarla Rondinelli (edito da Rubbettino), alla biblioteca nazionale Braidense di Brera a Milano, il presidente del Senato esprime una lettura netta sul possibile esito giudiziario.
ignazio la russa sul caso garlasco: “nessun colpevole”
Nel corso dell’intervento dedicato al delitto di Garlasco, La Russa sostiene che, a suo avviso, non ci sarà un colpevole. L’affermazione viene collegata alla durata del procedimento e all’alternarsi delle ricostruzioni, con passaggi ritenuti determinanti per l’evoluzione della vicenda processuale.
Il presidente del Senato precisa di non sentirsi “un esperto” del caso, ma richiama un confronto con Daniela Santanchè. In questo contesto, La Russa osserva che la conoscenza di Santanchè riguarderebbe la convinzione su chi sarebbe colpevole e chi innocente, oltre alle motivazioni che sarebbero state già delineate mesi prima.
La Russa aggiunge un passaggio evocativo: chi cerca una “soluzione dettagliata” del problema dovrebbe rivolgersi a Daniela Santanchè, descritta come persona “che sa tutto” e che “magari ci indovina”.
processi e ricostruzioni: la previsione di un esito senza condannato
La visione espressa da La Russa si concentra sullo sviluppo complessivo del caso. Il presidente del Senato afferma di avere maturato un’interpretazione diversa, sostenendo che “alla fine” non sarebbe previsto un colpevole.
Secondo quanto riportato, il ragionamento poggia sul fatto che si tratti di un processo “che si trascina per tanti anni”. Vengono richiamate anche ricostruzioni prima due volte negate e poi accettate, con successiva messa in discussione a partire da una ricostruzione considerata “diversa e antitetica”, che resterebbe tuttavia ancorata all’impostazione dell’accusa.
La Russa rimarca inoltre che la ricostruzione non sarebbe passata neppure dal vaglio di un’udienza preliminare. Il presidente del Senato cita poi il numero di processi già svolti, dichiarando che Stasi ne avrebbe attraversati cinque e ipotizzando che Sempio potrebbe esserne chiamato a sostenere un numero analogo.
la durata del procedimento come fattore di incertezza
Nel quadro delineato, la conclusione personale del presidente del Senato si collega alla possibilità che l’esito arrivi dopo ulteriori passaggi. La Russa afferma che non sarà più presente quando il percorso si chiuderà, aggiungendo però che la sua previsione resta invariata: “non ci sarà un colpevole”.
revisione del processo di alberto stasi: condizione e decisione
Un ulteriore passaggio riguarda l’ipotesi di revisione del processo di Alberto Stasi, indicato come condannato in via definitiva per l’omicidio dell’allora fidanzata Chiara Poggi.
La Russa afferma che, qualora la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni decidesse di avviare la revisione, allora la revisione “lo manderà a casa”. Viceversa, nel caso in cui l’istanza di revisione non partisse, La Russa sostiene che l’esito non cambierebbe secondo la sua lettura.
inchiesta pavese e andrea sempio: dubbi davanti al ragionevole dubbio
La ricostruzione del presidente del Senato include anche l’inchiesta della Procura di Pavia, che vede indagato per omicidio aggravato Andrea Sempio, descritto come amico del fratello della vittima.
La Russa osserva che, nella ricostruzione che ipotizza un dolo d’impeto a fronte di un rifiuto di un atto sessuale, potrebbero emergere difficoltà nel superare la soglia del ragionevole dubbio. Nel ragionamento riportato, la valutazione si collegherebbe al tipo di passaggio previsto in questi casi.
giustizia, mediaticità e “sconfitta” preferibile all’errore
La chiusura dell’intervento di La Russa collega l’eventuale esito prospettato al valore della giustizia. Se, come affermato, non ci fosse alcun colpevole per l’omicidio di Chiara Poggi, per La Russa si tratterebbe di una “sconfitta della giustizia”, pur affermando che, nella sua prospettiva, una sconfitta sarebbe “sempre meglio di un errore”.
La Russa aggiunge un passaggio sul ruolo della dimensione pubblica del caso: sostiene che a una possibile sconfitta avrebbe contribuito il carattere mediatico del processo. Secondo la sua lettura, il lavoro di chi ha reso la vicenda “popolare” non sarebbe del tutto inutile, perché un eventuale permanere del dubbio e la presenza di una ricostruzione alternativa finirebbero per “elidersi” tra fautori di condanne contrapposte.
Infine, La Russa sostiene che senza la spettacolarizzazione dell’evento sarebbe emerso in modo diverso il valore del percorso processuale, indicando che il quinto procedimento a carico di Stasi sarebbe potuto essere quello decisivo.
personalità richiamate nell’intervento
Nel corso delle dichiarazioni compaiono riferimenti diretti a diverse figure coinvolte nel dibattito o nominate come protagoniste di passaggi giudiziari e comunicativi.
- Ignazio La Russa
- Daniela Santanchè
- Giancarla Rondinelli
- Francesca Nanni
- Alberto Stasi
- Chiara Poggi
- Andrea Sempio