Juzoor la scuola in cisgiordania che costruisce un futuro per i bambini
Un messaggio di responsabilità e azione muove l’iniziativa raccontata: il percorso è una responsabilità personale, mentre il risultato non dipende esclusivamente dalle mani di chi agisce. A dar voce a questo principio è Satish Kumar, filosofo e attivista indiano, descritto con dolcezza e forza incrollabile. Da questa energia è nata una mobilitazione concreta che, nel tempo di un anno circa, ha trasformato una raccolta di risorse in un luogo reale per l’infanzia.
scuola in cisgiordania: il crowdfunding di vis ha portato 40 bambini in classe
VIS, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, ha avviato circa un anno fa un crowdfunding finalizzato a realizzare una scuola in Cisgiordania, a Khallet Taha. Il risultato è diventato visibile pochi giorni fa, quando quaranta tra bambine e bambini si sono seduti al banco della loro classe.
slow food e la rete nazionale: sostegno all’iniziativa per la scuola “juzoor–un scuola per la libertà”
L’iniziativa ha ricevuto supporto da Slow Food, insieme a diverse realtà italiane e a cittadini. Tra i soggetti citati figurano Rete cuneese per la Palestina, Novacoop, la Scuola di pace “Toni Lucci”, Consulta giovanile, Comune di Bra e tanti cittadini e comunità presenti in tutta Italia.
Il nome della scuola è “Juzoor–Un scuola per la libertà”: Juzoor è una parola araba che significa radici. La proposta viene definita “radicale” nel senso più positivo: le radici sono la parte nascosta sotto il suolo che, pur non essendo immediatamente visibile, determina la crescita di ciò che emerge. In questa logica, la scuola rappresenta la cultura necessaria per costruire un’identità solida, capace di sostenere l’autodeterminazione tanto degli individui quanto del popolo, con il diritto a un futuro di pace.
khallet taha: quattro aule, asilo, servizi igienici e cortile per luoghi sicuri
A Khallet Taha l’azione descritta ha permesso l’apertura di una scuola con quattro aule, un asilo, servizi igienici e un cortile. Vengono indicati come luoghi sicuri e viene sottolineato il valore di un’attivazione “di cuore” che mira a riportare al centro l’infanzia: quaderni e giochi, non condizioni di privazione o violenza.
La narrazione oppone con chiarezza la quotidianità desiderata a ciò che non dovrebbe esistere in quel contesto: non fame, non bombe, non sangue, non abbandono, non morte. L’obiettivo è ristabilire una normalità in cui l’età dei bambini sia protetta e sostenuta.
prossima azione: ristrutturazione della scuola di aisha khalil a yatta
È prevista un’altra azione in tempi successivi: la ristrutturazione della scuola di Aisha Khalil, nel distretto di Yatta. L’intervento è descritto come fornitore di servizi essenziali, con sostegno psicologico, assistenza pediatrica, spazio gioco e cibo quotidiano.
Questi elementi sono presentati come normalità, cioè ciò che, in condizioni difficili, diventa possibile solo grazie a azioni coordinate e agire insieme. La finalità è mantenere al centro la continuità della vita ordinaria nei suoi aspetti fondamentali, anche quando l’ambiente circostante rende la straordinarietà inevitabile.
responsabilità e solidarietà: il senso di “agire insieme”
La cornice emotiva e morale dell’iniziativa lega l’attivazione pratica alla dimensione umana: se la situazione del popolo palestinese addolora, il coinvolgimento viene interpretato come segnale del cuore che risponde e “funziona”. In questa prospettiva, l’azione condivisa diventa la via per rendere concreta la protezione dell’infanzia e sostenere possibilità di futuro.
Persone menzionate:
- Satish Kumar
