Italia troppo giovane troppo vecchio in kosovo si vive benissimo e la pasta costa 3 euro
La carriera di Davide Borsellini si racconta attraverso scelte difficili, un periodo di stop e una ripartenza sorprendente. Portiere romano, oggi 27enne, cresciuto calcisticamente nell’Udinese, ha accumulato esperienza in Serie con tappe che vanno da Foggia a Rende e Paganese. Poi un infortunio e, subito dopo, un elemento personale che ha cambiato il ritmo della sua vita sportiva: la rottura del setto nasale, che lo ha tenuto fermo un anno e mezzo.
Secondo il racconto di Borsellini, dopo quell’episodio si è aperta una fase in cui ogni porta sembrava chiudersi: nessuna squadra lo contattava. A quel punto è maturata una decisione lontana dai percorsi più comuni, con un cambio di scenario netto e orientato alla continuità: la scelta della Raiffeisen Superliga, indicata come Serie A del Kosovo, per ricominciare da un campionato meno noto ma capace di offrirgli un nuovo equilibrio.
davide borsellini: dal giovane talento alla sosta forzata
Il portiere descrive l’Italia come un luogo in cui le opportunità sembrano dipendere dall’età percepita. Il passaggio, nel suo caso, si è trasformato in un problema: a 24 anni la carriera sembrava già arrivata a un punto di difficoltà dopo l’infortunio, con l’impressione di aver perso il valore sportivo sul mercato.
La rottura del setto nasale ha imposto uno stop lungo, durante il quale la possibilità di trovare una squadra si è progressivamente ridotta. In parallelo, il quadro emotivo si è consolidato: una volta ripartito, la percezione era che nessuna opportunità fosse disponibile.
un problema fisico che cambia le traiettorie
La pausa di un anno e mezzo ha avuto un impatto diretto sulla continuità: al rientro, la ricerca di una squadra non produceva risultati. Da qui nasce la necessità di cercare un’altra strada, non per ripiegare, ma per ricostruire occasioni e minutaggio.
raiffeisen superliga del kosovo: la scelta che riapre le porte
La svolta arriva tramite un confronto con un procuratore con cui Borsellini collabora ancora oggi. Il messaggio, secondo quanto riportato nel racconto, è chiaro e legato al contesto: in Kosovo la valutazione non ruota attorno all’età, ma sulla capacità di sapere giocare.
Il portiere decide di provarci senza nulla da perdere. La fase iniziale si concretizza rapidamente: viene proposto un contratto immediato, con una formula che segnala attenzione all’aspetto umano. L’indicazione ricevuta è stata: si conosce l’infortunio, ma serve verificare come stia.
accoglienza e serenità nello spogliatoio e fuori
Uno dei punti che Borsellini sottolinea con maggiore insistenza è la differenza dell’ambiente. L’esperienza descrive una dimensione più leggera nella quotidianità: allo stadio il clima appare tranquillo, con percorsi e abitudini che non generano tensione. Nel racconto emerge anche il confronto con l’Italia, dove riferisce una pressione continua.
Secondo la testimonianza del portiere, in Kosovo ha trovato un ambiente più umano e un’accoglienza immediata: gli italiani presenti sul posto sono descritti come molto amati e lui si è sentito preso in carico fin da subito.
adattamento e vita quotidiana: lingua, costi e routine
Il passaggio culturale è stato concreto. Borsellini dichiara di non parlare inglese e racconta l’avvio dell’esperienza con il supporto di un traduttore: per tre mesi e mezzo vivere e comunicare è stato gestito h24, affiancando anche strumenti come Google Traduttore.
Nonostante le difficoltà iniziali, ribadisce l’assenza di paura: la strategia mentale è stata quella di considerare l’opzione di tornare indietro nel caso servisse. L’andamento, però, ha confermato che la scelta era stata efficace.
stipendio e spese: un equilibrio economico
Dal punto di vista economico, Borsellini indica condizioni più sostenibili rispetto a quanto immagina avverrebbe in Italia nelle categorie citate. Il quadro descritto è quello di uno stipendio normale o più che normale, sufficiente per vivere benissimo.
Nel racconto compaiono esempi di costi quotidiani: un filone di pane viene indicato a 40 centesimi, mentre un litro di latte viene collocato sotto la soglia di un euro. Anche gli affitti sono definiti bassi.
Nel confronto con l’Italia, Borsellini richiama la Serie C con un intervallo mensile citato tra 1500 e 1800 euro, presentato come una condizione che può rendere più difficoltoso il sostentamento. Il livello dei prezzi viene ulteriormente illustrato con un esempio culinario: un primo piatto di pasta al ristorante costerebbe meno di tre euro.
futuro e consiglio ai calciatori: rilancio senza paura
La scelta in Kosovo non è descritta come un episodio provvisorio. Borsellini afferma di stare valutando l’ipotesi di non andarsene più, anche una volta conclusa la carriera calcistica.
Nel racconto emerge anche un messaggio rivolto ai colleghi: la paura che spesso blocca è quella di lasciare l’Italia per mancanza di fiducia nell’estero. Il portiere cita come motivazioni ricorrenti la comodità e la volontà di restare vicino a casa, ma segnala anche un’idea diffusa: che scegliere un campionato oltreconfine significhi fallire.
opportunità reali anche in campionati meno noti
Il punto centrale del consiglio è che l’estero possa rappresentare una fase di crescita: anche giocando una Serie A meno conosciuta, l’esperienza può consentire di maturare, svilupparsi e riaprire strade per il futuro.
Nel racconto viene riportata anche la reazione di chi ha inizialmente dubitato. Alcune persone avrebbero espresso stupore davanti alla scelta, con domande del tipo su dove si potesse andare. Successivamente, secondo Borsellini, alcuni ragazzi avrebbero compreso che fuori dall’Italia esistono opportunità vere.
Per il portiere, la decisione ha avuto un doppio valore: ha ridato il piacere di giocare e ha riportato serenità anche nella vita personale.
persone citate nel racconto
- Davide Borsellini
- Procuratore con cui Borsellini collabora ancora oggi
