Infermieri, Mattarella: lavoro e diritti sanciti costituzione punto di riferimento

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Infermieri, Mattarella: lavoro e diritti sanciti  costituzione punto di riferimento

La cerimonia a Roma per il centenario della Giornata internazionale dell’Infermiere ha messo al centro una visione chiara: la sanità come pilastro del welfare e il diritto universale alla salute come base della libertà e della democrazia. Nel suo intervento, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha riconosciuto il ruolo delle professioni infermieristiche come riferimento quotidiano per l’intera comunità, sottolineando la dimensione etica, umana e giuridica della cura.

Al centro del discorso sono state la solidarietà, la prossimità e la responsabilità professionale, con un richiamo esplicito alla necessità di rispettare il diritto e i principi umanitari anche nei contesti più difficili. La figura dell’infermiere è stata descritta come protagonista di diritti sanciti dalla Costituzione, impegnato nel prendersi cura della persona nella sua interezza.

sanità, welfare e diritto universale alla salute

Mattarella ha definito la sanità un pilastro del welfare e il diritto alla salute una pietra angolare della democrazia e della libertà. Secondo quanto riportato, la cura non può ridursi a eccezione, perché il prendersi carico dell’altro rappresenta una parte essenziale di benessere, sicurezza e qualità della vita.

Nel corso dell’intervento è stata ribadita l’idea che l’assistenza, la terapia e il sostegno non conoscano discriminazioni: le azioni quotidiane si rivolgono a tutti, senza distinzioni per colore della pelle o condizioni sociali. In questa cornice, il lavoro degli infermieri viene indicato come punto di riferimento stabile nella vita della comunità e come motore della universalità del diritto alla salute.

infermieri, centralità della persona e lavoro professionale

La professione infermieristica è stata collegata al compito di operare contro la malattia che vulnera l’integrità della persona, tanto negli aspetti fisici quanto in quelli morali. Il cuore dell’impegno viene individuato nella persona, con la cura intesa come capacità di cambiare prospettiva: curare la persona e non soltanto la malattia.

Il discorso ha inoltre evidenziato che, in una medicina sempre più orientata all’alta tecnologia, l’infermiere opera in un crocevia di valori umani. Tale centralità è stata descritta come un segno di maturità e consapevolezza nella società, rafforzando il ruolo delle professioni infermieristiche come perno decisivo per il corretto funzionamento del sistema complessivo.

infermieri in numeri e necessità di formazione e valorizzazione

Nel testo è riportato un dato quantitativo: gli infermieri sono 462.000. È stato specificato che si tratta di un numero insufficiente rispetto alle esigenze di cura delle popolazioni.

Secondo l’impostazione dell’intervento, si tratta di un tema non eludibile che coinvolge formazione e considerazione della centralità della funzione infermieristica. Tra le criticità richiamate, compare l’esigenza di evitare che i giovani professionisti vadano all’estero in cerca di riconoscimenti e retribuzioni migliori rispetto a quelle disponibili nel Paese.

sanità e uguaglianza territoriale

Mattarella ha richiamato con forza il principio che il radicamento dei servizi di cura non deve tollerare disparità tra territori, a partire dalle aree interne dell’Italia. L’intervento ha presentato l’ineguaglianza come incompatibile con l’idea di diritto alla salute: un diritto non uniforme significherebbe per i cittadini una salute diseguale.

solidarietà, diritto internazionale umanitario e testimonianze in contesti di guerra

Il presidente della Repubblica ha evocato la forza etica di cristiana solidarietà che aveva animato Florence Nightingale, descritta come pioniera della professione infermieristica, nata a Firenze nel 1820. Nel racconto riportato, il suo impegno sarebbe stato legato ai campi di battaglia prima ancora che alle epidemie.

Nel testo è stato ricordato anche che la creazione del diritto internazionale umanitario durante i conflitti trovò un innesco prezioso: l’intervento ha collegato questa eredità alla necessità di un riconoscimento più adeguato per quanto avviene oggi. È stato citato un riferimento ai colleghi impegnati a Gaza, inseriti in un contesto in cui un sistema sanitario fragile risulta demolito e distrutto, come accaduto anche altrove.

Il discorso ha affermato che sarebbe improprio ridurre a paragoni superficiali i gesti eroici: l’impegno degli infermieri viene descritto come fondato su una dimensione di cura e responsabilità, da sostenere con un rispetto concreto per il diritto umanitario.

pandemia covid e gratitudine della repubblica

Un passaggio centrale riguarda il periodo della pandemia da Covid. Mattarella ha voluto ricordare il contributo decisivo e l’appassionata dedizione che ha contraddistinto gli operatori sanitari, citando una emergenza drammatica e lunga.

Nel testo vengono richiamati sacrifici immani e diverse vittime. L’intervento evidenzia inoltre il rischio di una banalizzazione del ricordo, con l’indicazione che alcuni tenterebbero di sminuire le sofferenze e il lavoro compiuto da medici, infermieri e tutto il personale sanitario, liquidandoli come se si trattasse di una “leggera influenza”.

La conclusione dell’analisi del presidente ha ribadito la gratitudine della Repubblica per ciò che gli infermieri hanno fatto e continuano a fare ogni giorno: infondere fiducia, testimoniare umanità e solidarietà, in stretta connessione con i trattamenti terapeutici.

motto “nessuno si salva da solo” e richiamo alle relazioni di comunità

La parte finale del discorso richiama il motto “Nessuno si salva da solo”, ricordato in collegamento ai giorni del Covid. Il messaggio è stato presentato come più di un riconoscimento del limite umano: rappresenta una presa di coscienza e un salto nei rapporti tra comunità.

Personaggi citati nell’intervento:

  • Sergio Mattarella
  • Florence Nightingale
  • Mangiacavalli
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