Hantavirus prima vittima e testimonianza della vedova: cosa dice sul contagio e la nave mv hondius

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Hantavirus prima vittima e testimonianza della vedova: cosa dice sul contagio e la nave mv hondius

Un caso sanitario legato a una crociera ha acceso l’attenzione internazionale, facendo emergere dettagli su quanto accaduto a bordo della MV Hondius e sulle conseguenze per i passeggeri. Il racconto di Ruhi Çenet, documentarista e youtuber turco, descrive un clima iniziale di normale convivenza a bordo mentre, secondo quanto riportato dall’OMS, il bilancio complessivo registra tre morti e cinque contagiati connessi a un focolaio di hantavirus. Mentre la nave si avvicina all’attracco a Tenerife previsto per il 10 maggio, si intensifica la ricerca e il tracciamento delle persone entrate in contatto con chi è sbarcato durante il viaggio.

hantavirus a bordo della MV hondius: i numeri e l’emergenza

La MV Hondius è stata identificata come potenziale focolaio di hantavirus. Secondo quanto riportato dall’OMS, la situazione avrebbe causato tre decessi e cinque persone risultate contagiate. L’evento ha portato a un’azione coordinata sul piano del tracciamento, con l’obiettivo di ricostruire i contatti tra i passeggeri coinvolti e le persone sbarcate durante la traversata.

la testimonianza di ruhi çenet: incertezza iniziale e atmosfera a bordo

Nella ricostruzione resa al Daily Mail, Ruhi Çenet ha riportato le parole del capitano riguardo alla vicenda del decesso avvenuto la notte precedente. Il capitano avrebbe comunicato che un passeggero sarebbe morto per cause naturali, circostanza che ora risulterebbe errata, e avrebbe inoltre aggiunto che il medico aveva escluso una malattia contagiosa e dichiarato la nave sicura.

La testimonianza descrive anche le reazioni dei passeggeri alla morte dell’11 aprile, quando l’attenzione si è concentrata sulla vedova di un uomo olandese di 70 anni deceduto. I passeggeri, ignari della presenza di un virus letale e del fatto che la vedova fosse portatrice, si sarebbero precipitati a consolarla. Çenet ha riferito che la donna veniva abbracciata e ascoltata, raccontando anche una frase attribuita a lei: “Ci chiamava i suoi angeli custodi”.

Secondo il racconto, il gruppo avrebbe continuato la propria esperienza a bordo in un’apparente serenità: mangiare e bere insieme, con attività al buffet, senza che emergesse la consapevolezza di una circolazione virale tra i passeggeri.

tappe della crociera e sbarco: sant’elena, trasferimento e decesso successivo

La prima parte della crociera sarebbe arrivata al termine il 24 aprile a Sant’Elena. In quel contesto, circa 30 passeggeri provenienti da 12 Paesi avrebbero dovuto sbarcare per rientrare in patria in aereo. Tra loro risultano anche Ruhi Çenet e la moglie della prima vittima.

La ricostruzione indica che la donna appariva già indebolita, tanto che Çenet avrebbe ricordato: il giorno in cui sono sbarcati faceva fatica a camminare. La testimonianza prosegue con l’indicazione che la donna sarebbe morta due giorni più tardi dopo il trasferimento in aereo verso un ospedale di Johannesburg.

tenerife 10 maggio e corsa al tracciamento dei contatti

Nel frattempo, la nave si prepara ad attraccare a Tenerife il 10 maggio. In parallelo, viene descritta una corsa globale al tracciamento, finalizzata a individuare tutte le persone che sarebbero entrate in contatto con i passeggeri sbarcati durante il viaggio.

persone citate nella testimonianza

  • Ruhi Çenet
  • vedova della prima vittima (moglie dell’uomo olandese, deceduta due giorni dopo lo sbarco)
  • passeggero olandese di 70 anni (prima vittima indicata nella ricostruzione)
“Quando è morta la prima vittima di Hantavirus abbiamo tutti abbracciato la vedova. Ci dicevano che non era contagiosa e che la nave MV Hondius era sicura”: la testimonianza
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