Hantavirus, argentina avvia indagine a ushuaia: dubbi sul paziente zero e sui suoi spostamenti

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Hantavirus, argentina avvia indagine a ushuaia: dubbi sul paziente zero e sui suoi spostamenti

Il focolaio di hantavirus sviluppatosi a bordo della MV Hondius ha portato all’evacuazione della nave da crociera e continua a sollevare interrogativi sulla catena del contagio. Finora vengono conteggiati 11 casi collegati all’episodio sulla nave: otto attribuiti alla variante Andes, due considerati probabili e uno ancora sotto valutazione.

Al centro delle ricostruzioni resta l’identificazione di un possibile “paziente zero”, indicato come Leo Schilperoord, olandese di 70 anni, deceduto dieci giorni dopo il suo imbarco sulla Hondius. La domanda principale riguarda le modalità con cui il virus sarebbe arrivato a bordo: la contaminazione sarebbe avvenuta durante una visita, da appassionato ornitologo, alla discarica di Ushuaia, ipotesi inizialmente avanzata e ora oggetto di ulteriori verifiche.

hantavirus a bordo della mv hondius: 11 casi e variante andes

La vicenda ha una dimensione clinica già definita nei numeri fin qui riportati. I 11 casi associati al focolaio includono:

  • otto infezioni ricondotte alla variante Andes
  • due casi considerati probabili
  • uno caso sotto esame

L’insieme dei dati attualmente disponibili rende centrale la ricostruzione dei contatti e dei passaggi che possono aver favorito l’ingresso del virus nell’ambiente della crociera.

paziente zero leo schilperoord e il dubbio sulla discarica di ushuaia

Un punto nevralgico riguarda se il possibile “paziente zero” si sia effettivamente contagiato visitando la discarica di Ushuaia. Le ricostruzioni ruotano attorno alla figura di Leo Schilperoord, che risulta deceduto dieci giorni dopo essersi imbarcato sulla MV Hondius.

Secondo l’ipotesi iniziale, l’ornitologo avrebbe effettuato quella visita in un contesto collegato alle proprie attività di osservazione, tra il 30 e il 31 marzo, prima dell’imbarco avvenuto il 1° aprile. In seguito, i primi sintomi sarebbero comparsi circa attorno al 6 aprile, con un periodo di incubazione descritto come molto breve rispetto a quelli finora ipotizzati, indicati tra 9 e 40 giorni.

Nel frattempo emergono elementi di incertezza sulla presenza effettiva alla discarica. Le ricostruzioni riferite da un’inchiesta indicano un dubbio sulla visita “incriminata” e segnalano che, pur comparendo online molte osservazioni di crocieristi su una piattaforma dedicata all’ornitologia, il nome di Leo Schilperoord non risultava tra i nominativi dell’elenco relativo a quel contesto. Anche una guida argentina che accompagna regolarmente turisti in quell’area dichiara di non averli visti.

Un ulteriore dettaglio riguarda l’accesso fisico al sito: viene specificato che l’osservazione non avverrebbe entrando direttamente nell’area della discarica, ma tramite una strada laterale.

missione scientifica a ushuaia: raccolta campioni e ricerca di roditori

Per chiarire l’origine del contagio e la possibile catena di trasmissione, è prevista una missione scientifica argentina che si recherà a Ushuaia la prossima settimana. La partenza della nave è collegata a quel contesto: la MV Hondius sarebbe salpata dall’arcipelago della Terra del Fuoco, dove si concentreranno le attività di indagine.

Gli esperti analizzeranno la possibile presenza di roditori portatori del virus, con l’obiettivo di ottenere risultati entro un mese. Il direttore del reparto di epidemiologia della provincia della Terra del Fuoco, Juan Petrina, indica l’intenzione di raccogliere campioni dai roditori nella settimana seguente, senza fornire numeri precisi sul contingente da catturare. Viene invece indicata una finestra temporale più definita per l’esito: quattro settimane per avere i risultati pronti.

contestazione locale e assenza di hantavirus dalla provincia da 30 anni

Parallelamente alle verifiche scientifiche, si registra la smentita del luogo ipotizzato come origine. La città turistica da cui la nave sarebbe partita il 1° aprile nega da due settimane di essere stata il sito del contagio associato al “paziente zero”.

Secondo le autorità locali, l’hantavirus sarebbe assente dalla provincia da quando la sua notifica sarebbe diventata obbligatoria, riferita come 30 anni fa. Questa posizione si affianca alle indagini in corso e rende ancora più rilevante la raccolta di evidenze ambientali nella zona.

ricostruzione dei movimenti di schilperoord: viaggio in sud america e tempori di possibile esposizione

Nel tentativo di ricostruire il percorso dell’olandese e della moglie prima dell’imbarco, viene richiamata una ricostruzione basata sulle annotazioni presenti su una piattaforma di osservazioni ornitologiche. La coppia sarebbe entrata in Argentina il 27 novembre e avrebbe attraversato per circa un mese il centro del paese, passando a Isla Pingüino durante il periodo natalizio. A seguire, secondo le informazioni riportate, a gennaio ci si sarebbe diretti verso il Cile.

Tra il 31 gennaio e la metà di febbraio, la coppia avrebbe proseguito lungo la cordigliera delle Ande, con segnalazioni di avvistamenti. A fine febbraio, momento in cui secondo l’inchiesta francese e la ricostruzione riportata potrebbero aver contratto il virus, i due si troverebbero nella parte occidentale dell’Argentina, raggiungendo la provincia di Salta e rimanendovi fino all’1 marzo.

Proprio nella provincia di Salta, secondo quanto indicato dal ministero della Salute argentino, nell’ultimo anno si sarebbero registrati il maggior numero di casi: 30 infezioni confermate tra luglio 2025 e aprile 2026, con 10 decessi. Questa cifra corrisponderebbe a circa un terzo del totale nazionale.

Successivamente, dopo Salta, la coppia avrebbe proseguito verso Est, fermandosi per otto giorni nelle paludi del parco nazionale dell’Iberà, nel nord-est dell’Argentina. Il 13 marzo sarebbe arrivata in Uruguay e il 27 marzo avrebbe fatto ritorno in Argentina con un traghetto, fino a raggiungere Ushuaia il 29 marzo, poco prima dell’imbarco sulla crociera.

Per la zona della Terra del Fuoco, viene riportata sul sito una sola osservazione registrata il 30 marzo, effettuata dal ghiacciaio Martial, sopra Ushuaia. Solo dopo, secondo la ricostruzione, la coppia si sarebbe imbarcata sulla MV Hondius.

focus su persone coinvolte nelle ricostruzioni

Le ricostruzioni riportate e i soggetti citati nelle verifiche riguardano le seguenti figure:

  • Leo Schilperoord
  • Juan Petrina
  • Esteban Daniels
  • la moglie di Leo Schilperoord
Hantavirus, l’Argentina avvia indagine per verificare la presenza del virus a Ushuaia. Il “paziente zero” e i dubbi sulla catena del contagio
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