Garlasco avvocato dei poggi non vivono dei soldi di stasi
La polemica sui risarcimenti nel caso Garlasco riaccende il confronto giudiziario e mediatico, con un intervento deciso del legale della famiglia Poggi. Le somme legate alle sentenze e i timori legati a una nuova inchiesta vengono affrontati punto per punto, mentre la Procura di Milano avvia un ulteriore procedimento per presunti atti persecutori ai danni dei Poggi e di alcune persone vicine a Chiara Poggi.
risarcimenti poggi e nuova inchiesta: chiarimenti del legale
Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia di Chiara Poggi, smentisce interpretazioni circolate sui social secondo cui i Poggi sarebbero contrari alla nuova inchiesta. L’avvocato definisce la ricostruzione offensiva e la riconduce a un presunto equivoco legato al denaro, sostenendo che le somme percepite non costituirebbero un elemento determinante.
Il riferimento riguarda i circa 300 euro al mese citati in relazione al denaro derivante da Stasi. Tizzoni sostiene che, in concreto, la famiglia farebbe a meno di tali importi, aggiungendo che non vivono di quelle entrate.
somma percepita e utilizzo: i punti indicati da gian luigi tizzoni
Tizzoni respinge l’idea che vi sia un’opposizione alla prosecuzione delle verifiche giudiziarie per timore di restituzioni. Nel suo ragionamento, richiama il percorso complessivo della vicenda, evidenziando che diversi passaggi hanno coinvolto autorità e decisioni differenti, e afferma che i Poggi potrebbero ritenere che la valutazione dei giudici non sia stata basata su errori.
Passando alla parte economica, il legale precisa che il risarcimento fissato inizialmente dalle sentenze ammontava a un milione di euro, mentre dopo una lunga battaglia giudiziaria si è arrivati a un accordo transattivo di circa 700mila euro.
Secondo quanto dichiarato, ad oggi sarebbero stati percepiti circa 350-400mila euro, con una ripartizione: 150mila euro sarebbero stati utilizzati per affrontare i processi, mentre la parte rimanente sarebbe stata conservata. Tizzoni riferisce inoltre dell’esistenza di un conto dedicato su cui ogni mese vengono accreditati circa 350-400 euro del lavoro di Stasi, e afferma che tale cifra non sarebbe mai stata toccata.
La conclusione dell’avvocato è netta: la restituzione di quelle somme, secondo la sua ricostruzione, non comporterebbe un disagio concreto e serio.
inchiesta per diffamazione e stalking: procura di milano e coordinamento
Parallelamente alla questione economica, sul caso Garlasco si apre un nuovo fronte giudiziario. La Procura di Milano indaga infatti per presunti atti persecutori ai danni della famiglia Poggi e delle gemelle Paola e Stefania Cappa, cugine di Chiara Poggi.
La direzione dell’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Antonio Panza. L’impianto si fonda sulle numerose querele presentate negli ultimi mesi per diffamazione e altri reati.
ricostruzione indicata da gianluigi nuzzi nella trasmissione
Nel corso della trasmissione Dentro la notizia su Canale 5, Gianluigi Nuzzi ha richiamato le dimensioni delle querele e l’ipotesi di lavoro formulata dalla procura. Il riferimento è a circa duecento querele per diffamazione e altri reati recuperate dal dottor Panza, presentate dai genitori di Chiara Poggi in numero stimato intorno a circa settanta, oltre a circa un centinaio presentate dalle gemelle Cappa e da altri soggetti.
Nuzzi afferma che, secondo questa prima ricostruzione investigativa, le notizie contenute negli atti di diffamazione avrebbero alimentato l’ipotesi, in alcuni casi, di atti persecutori. L’indagine sarebbe rivolta alle attività svolte nell’ultimo anno da blogger, giornalisti e comunicatori, descritti come autori di condotte ripetute che avrebbero colpito diversi soggetti.
ruolo delle gemelle cappa nelle dinamiche giudiziarie
Nel tempo, le gemelle Cappa vengono descritte come mai indagate e sempre soltanto sentite in qualità di testimoni. La loro presenza sarebbe emersa anche in ricostruzioni riportate da presunti testimoni durante programmi televisivi, in alcuni casi considerate più che fantasiose. La fonte riferisce che nessuna delle piste alternative risulterebbe credibile.
ritа preda e giuseppe poggi: accuse e contrasti legati alla nuova inchiesta
Un ulteriore capitolo riguarda Rita Preda e Giuseppe Poggi, indicati come bersagliati da mesi da illazioni collegate alle ragioni per cui si sarebbero opposti alla nuova inchiesta. Nel mirino rientra anche Marco Poggi, descritto come “colpevole” di aver più volte ribadito di non credere alla ricostruzione sull’amico.
Secondo la ricostruzione fornita, i genitori della vittima avrebbero continuato a collaborare anche con le nuove indagini, consentendo ad esempio nuovi sopralluoghi. Viene inoltre ricordato che, oltre alle attività durante l’indagine, sarebbero state effettuate intercettazioni dalla procura di Pavia.
persone menzionate: Gian Luigi Tizzoni; Andrea Sempio; Gianluigi Nuzzi; Antonio Panza; Rita Preda; Giuseppe Poggi; Marco Poggi; Paola Cappa; Stefania Cappa; Chiara Poggi.
