Frasi Non dite ti amo ai vostri figli, cosa è successo e polemiche di Stefania Andreoli

• Pubblicato il • 3 min
Frasi Non dite ti amo ai vostri figli, cosa è successo e polemiche di Stefania Andreoli

Stefania Andreoli, psicoterapeuta e scrittrice italiana, è finita al centro di un acceso confronto sui social dopo alcune osservazioni sul rapporto tra genitori e figli. Il dibattito nasce da una risposta rilasciata durante un’intervista, in cui viene affrontato il tema dell’espressione “ti amo” rivolta ai bambini e ragazzi, con un’interpretazione che ha spinto utenti e professionisti a prendere posizione, anche in modo critico.

stefania andreoli “ti amo” ai figli: la tesi sui ruoli e sui sentimenti

Alla domanda su cosa ne pensi dei genitori che dicono “ti amo” ai propri figli, Andreoli ha risposto in modo netto: “È tutto sbagliato”. La psicoterapeuta ha poi chiarito il proprio punto di vista, spiegando che, a suo modo di intendere, l’amore appartiene alla dimensione della relazione di coppia. Nella sua formulazione, il concetto chiave è che si ama la persona con cui si condivide la vita, quella che “fa battere il cuore”.

Secondo Andreoli, nel contesto italiano l’espressione “ti amo” è legata principalmente al linguaggio di coppia. Di conseguenza, quando la frase viene rivolta a un figlio, la psicoterapeuta sostiene che si produca una serie di conseguenze: si confondono i ruoli, si ostacola la possibilità di distinguere le sfumature dei sentimenti e si rischia di far passare il “ti voglio bene” come un sentimento “di serie b”, mentre, nella sua visione, il bene resta al centro del rapporto genitore-figlio.

reazioni sui social: accuse, sostegni e riflessioni sul linguaggio familiare

Le parole di Andreoli hanno rapidamente fatto il giro del web, generando commenti da parte di molti utenti, compresi alcuni colleghi. Nel confronto emergono posizioni diverse, con un’attenzione particolare al peso delle parole e al modo in cui vengono interpretati i sentimenti.

argomenti degli utenti: parole vs sentimenti e forme dell’amore

Un utente, ad esempio, ha scritto di amare sia i figli sia il marito, ma ha specificato di essere attratto dal coniuge: la riflessione ruota intorno all’idea che contino i sentimenti più delle formule verbali usate. Un altro commentatore, invece, si è mostrato in disaccordo con Andreoli, affermando in modo diretto di non “volere bene” ai figli, bensì di amarli, descrivendo un legame considerato travolgente e forte.

Tra le posizioni presenti sui social compare anche l’idea che l’amore possa assumere diverse forme e che l’amore materno includa la disponibilità assoluta verso il figlio. In parallelo, altri utenti hanno espresso sostegno alla psicoterapeuta, sottolineando che non sarebbe in discussione l’affetto incondizionato, ma piuttosto il modo in cui viene espresso, con eccezioni legate al contesto italiano.

replica di stefania andreoli: critica ai colleghi e riferimento al codice deontologico

Dopo le numerose critiche e commenti ricevuti, Stefania Andreoli ha risposto pubblicando un video sul proprio profilo Instagram. Nel messaggio ha dichiarato di voler essere “estremamente severa” e ha introdotto il tema affermando che esisterebbero colleghi e colleghe che commentano in un modo ritenuto in contrasto con il codice deontologico.

Andreoli ha poi puntualizzato che alcuni professionisti che l’hanno criticata in quel momento avrebbero, nel passato, chiesto collaborazione per lavorare insieme. Ha aggiunto che le sue osservazioni non costituirebbero una novità, ribadendo che da anni sostiene che sia sbagliato dire “ti amo” ai figli e fare riferimento anche ai baci sulla bocca.

Nel video, la psicoterapeuta ha anche contestato l’accusa che le sarebbe stata rivolta: ha sostenuto che il proprio impianto teorico, le cose divulgate e quanto scritto in libri nel tempo sarebbero parte di un lavoro strutturato, non semplici opinioni personali

Per te