Forze dell’ordine esfiltravano e vendevano su calciatori, attori e cantanti: 10 arresti
Una maxi operazione della Polizia ha portato allo sgombero di un’organizzazione criminale dedita alla corruzione e agli accessi abusivi ai sistemi informatici della pubblica amministrazione, con l’obiettivo di sottrarre e rivendere dati riservati. Le indagini hanno fatto emergere un meccanismo strutturato su tutto il territorio nazionale, costruito su un “tariffario” e su una prassi ripetuta nel tempo, con ricadute su numerosi soggetti colpiti dalla compravendita illecita di informazioni sensibili.
accessi abusivi a banche dati e rivendita di informazioni riservate
Secondo le accuse illustrate dal procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, l’attività dell’organizzazione sarebbe consistita nell’esfiltrazione di dati dalle banche dati attraverso accessi abusivi. Le informazioni sottratte riguardavano calciatori, imprenditori e figure dello spettacolo, oltre a cantanti e attori. Tali contenuti, stando a quanto contestato, venivano poi venduti a specifiche agenzie.
Un elemento centrale delle ricostruzioni riguarda i presunti ruoli interni: alcuni soggetti appartenenti alle forze dell’ordine avrebbero agito “in cambio di soldi”, facendo leva sull’uso di password personali per ottenere indebitamente accesso a informazioni riservate. L’indagine sottolinea che gli accessi non sarebbero stati giustificati da esigenze di servizio.
misure cautelari e indagati per associazione per delinquere informatica
In base alle contestazioni, sono state arrestate 10 persone in diverse aree del territorio nazionale, tra cui provincia di Napoli, Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno. Le ricostruzioni indicano la possibile presenza, nella rete criminale, anche di appartenenti alle forze dell’ordine.
La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal dip del Tribunale di Napoli, su richiesta dell’XI Sezione di indagine (Sicurezza dei sistemi informatici) della Procura di Napoli, guidata da Nicola Gratteri. Il provvedimento dispone misure cautelari per 29 indagati, con 4 persone in carcere, 6 ai domiciliari e l’obbligo di presentazione alla PG nei confronti di 19 indagati.
Le accuse mosse, a vario titolo, riguardano associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.
numeri degli accessi: un volume elevato in due anni
Nel corso delle attività investigative, è emerso un dato quantitativo rilevante: in due anni sarebbero stati registrati 730mila accessi alle banche dati riservate, attribuibili a due agenti infedeli, rispettivamente uno con 600mila accessi e l’altro con 130mila. Nessuno degli accessi risulterebbe collegato a finalità di servizio.
Il coordinatore della pool cyber-crime della Procura partenopea, Vincenzo Piscitelli, ha indicato che da questo massivo volume di accessi sarebbe partita l’indagine, portando alla ricostruzione di una struttura operativa e ramificata.
indagine cyber-crime e struttura criminale ramificata
Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, con il supporto del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Postale e delle Comunicazioni Campania Basilicata e Molise, oltre al coordinamento della Procura partenopea. L’attività ha consentito di individuare un’organizzazione criminale strutturata, finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali per acquisire illegalmente informazioni e dati sensibili destinati alla compravendita.
La ricostruzione fa emergere un collegamento tra soggetti pubblici e contesti privati: poliziotti, funzionari di Poste, INPS e Agenzia delle Entrate risulterebbero coinvolti, così come figure imprenditoriali operanti nel settore delle agenzie d’investigazione e del recupero crediti.
mercimonio dei dati: pacchetti, rivendita e ruolo degli intermediari
Il sistema descritto dagli investigatori sarebbe basato sull’illecita prassi degli accessi abusivi a sistemi informatici di interesse nazionale. L’acquisizione riguarderebbe dati sensibili poi inseriti in “pacchetti” ceduti all’interno dell’organizzazione, con ulteriori passaggi di rivendita verso società e soggetti interessati, coinvolti o meno nel traffico.
I dati oggetto del mercimonio includerebbero, tra gli altri, informazioni su precedenti penali e di polizia, dati fiscali, retributivi e contributivi e informazioni bancarie. Il procedimento avrebbe riguardato anche diversi contenuti relativi a specifiche richieste di accertamento.
listino prezzi e costi degli accertamenti nelle banche dati
Tra i documenti sequestrati figura anche un “listino prezzi” che riportava in modo analitico generalità e codici fiscali dei soggetti indicati, insieme al tipo di accertamento richiesto: informazioni e precedenti di polizia, cedolini pensione, ECO, dati su veicoli e aspetti reddituali. Il documento descriverebbe anche il costo attribuito a ogni accertamento effettuato da chi accedeva materialmente alle banche dati.
Per gli accessi riguardanti un accertamento in banca dati SDI, i pubblici ufficiali corrotti riceverebbero 25 euro. Per accertamenti su INPS, il costo varierebbe tra 6 e 11 euro, a seconda della tipologia di documento richiesta.
Nel quadro dell’operazione, sarebbero stati eseguiti sequestri a carico di alcuni indagati per un valore complessivo di circa 1.300.000 euro.
figure coinvolte tra vittime e dati sensibili
Le ricostruzioni riportano che tra le persone colpite figurerebbero anche alcuni personaggi dello spettacolo, oltre a soggetti appartenenti ai settori della finanza e dell’imprenditoria, insieme a diverse società per azioni.
professionisti e autorità menzionati nelle ricostruzioni
Le attività attribuite alla rete criminale coinvolgerebbero, secondo le ricostruzioni, esponenti di più apparati e istituzioni. Tra i soggetti indicati nelle accuse e nei dettagli operativi figurano:
- Nicola Gratteri
- Vincenzo Piscitelli
