Fiorello contro Meloni per il perizoma di Stato a Roma: cosa è successo con Rubio

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Fiorello contro Meloni per il perizoma di Stato a Roma: cosa è successo con Rubio

Una visita istituzionale a Roma diventa materiale comico e innesca una raffica di battute: la visita del segretario di Stato Usa Marco Rubio finisce nel mirino di Fiorello durante la puntata di “Pennicanza”, con riferimenti ai regali, alle foto generate con l’intelligenza artificiale e alle ricadute pratiche del caos traffico tra Vaticano e città.

visita a roma di marco rubio e scintille comiche nella “pennicanza”

Nella trasmissione, Fiorello ironizza sul fatto che Rubio, dopo essere stato in Vaticano, avrebbe incontrato anche Giorgia Meloni. Il conduttore lega il racconto a un dettaglio provocatorio: l’ipotesi che Rubio abbia visto foto in lingerie credendole reali, senza sapere che sarebbero state create dall’intelligenza artificiale. Da qui il riferimento a una presunta risposta “di Stato” con un regalo giocato sul paradosso: un perizoma presentato come se fosse un dono ufficiale.

Il sipario comico si allarga poi allo scambio simbolico tra i due momenti dell’agenda. Secondo il racconto, Meloni indossava un cappellino “Maga”, mentre Rubio portava un cappellino con la scritta “Te Possino”. Il tutto viene presentato come ulteriore conferma di quanto, nella narrazione di Fiorello, la formalità istituzionale si trasformi in un susseguirsi di trovate e riferimenti surreali.

fiorello e l’eco dal vaticano: camer lengo racconta i regali e il traffico

Fiorello richiama anche un commento diretto del Camerlengo collegato dalle stanze del Vaticano, che rilancia la scena con un tono altrettanto espansivo. Inquadrando l’arrivo di Rubio, il Camerlengo parla di un regalo concreto: una palla di rugby fatta di vetro, acquistata con l’idea di essere stata reperita in fretta, prima dell’arrivo a Roma. Nel racconto, la palla avrebbe ancora sul retro la scritta “made in China”, elemento usato per rafforzare l’ironia sull’improvvisazione.

regali “vaticani” e risposta simbolica con un oggetto esplosivo

Il Camerlengo descrive la contropartita preparata “con la sua manina”: una penna di legno di ulivo che, secondo la battuta, contiene un mortaretto. La consegna viene associata a un passaggio successivo, con l’idea che il dono possa esplodere quando verrà fatto a Trump. Nel medesimo racconto viene anche indicato il rischio contenuto del gesto, con l’immagine comica di bruciature a un polpastrello.

48 macchine e il traffico: la reazione “divina” alle imprecazioni

Accanto ai regali, il Camerlengo sposta l’attenzione sul numero dei veicoli: Rubio sarebbe arrivato a Roma con 48 macchine. La sequenza viene resa ancora più evidente attraverso un contrasto temporale: la prima sarebbe stata in Vaticano, mentre l’ultima sarebbe risultata ancora all’aeroporto. La conseguenza è un traffico impazzito, tanto che, nel racconto, Nostro Signore avrebbe fatto sentire il proprio fastidio per le imprecazioni provenienti dal Raccordo Anulare.

protagonisti citati nella scena comica

Nel flusso delle battute e delle interruzioni dal Vaticano vengono chiamati in causa diversi nomi, legati alla visita e agli scambi raccontati.

  • Fiorello
  • Marco Rubio
  • Giorgia Meloni
  • Camerlengo
  • Trump

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