Fertilità femminile: cosa succede quando si perde e perché non si può trasformare come le galline ovaiole
Luciana Littizzetto racconta a Fanpage il suo primo romanzo, “Il tempo del la la”, costruendo una conversazione intensa e diretta. Il libro affronta temi intimi con una comicità riconoscibile, capace di alternare ironia e momenti di riflessione, senza perdere il filo narrativo di una storia centrata sull’esperienza di vita e sui cambiamenti che segnano una fase decisiva.
luciana littizzetto e “il tempo del la la”: un romanzo che parla di trasformazioni
Nell’intervista emerge il cuore del lavoro di Littizzetto: la trasformazione non riguarda solo l’aspetto esteriore, ma anche l’orizzonte emotivo e biologico. La comica affronta il tema della menopausa spiegando che esistono interventi capaci di modificare il corpo, mentre la parte legata alla fertilità segue un limite preciso. La sua visione, espressa con franchezza e leggerezza, sottolinea come la novità principale non sia il cambiamento delle possibilità sulla fertilità, ma la possibilità di intervenire su specifici aspetti legati alla “iòlanda”, secondo quanto riferito nel corso della chiacchierata.
menopausa, ironia e fertilità: il punto che non si può ribaltare
Luciana Littizzetto, mantenendo la costante capacità di usare l’ironia, descrive un confine netto: “Possiamo trasformarci in faccia, piallarci, ringiovanirci, tirarci”, ma la fertilità si perde. Nel ragionamento proposto, arriva anche la distinzione tra ciò che può cambiare grazie a interventi e ciò che, una volta superata una soglia, non risulta più modificabile: “Su quello, a un certo punto, non possiamo più intervenire”.
Nel passaggio centrale viene precisato che “si può intervenire per la ‘iolanda’, ma sulla fertilità no”. Da qui l’invito implicito a riconoscere il fenomeno senza negarlo, con una battuta che porta a un’immagine efficace: se raccontato da sole, il passaggio “da ovaiole diventiamo galline da brodo” diventa un modo per ridere di fronte a un fatto che altrimenti potrebbe pesare. Il senso complessivo resta legato all’assenza di alternative, quindi alla necessità di guardare la realtà con lucidità, pur con uno sguardo ironico.
72 sintomi e qualità della vita: parlarne oggi è più comune
Un altro snodo dell’intervista riguarda il cambiamento culturale. Littizzetto evidenzia come oggi, “fortunatamente”, si parli molto di più del periodo della vita di una donna. Nel romanzo e nel racconto personale vengono richiamati i numeri: “Devi fare i conti con ben 72 sintomi, che non sono per tutte e tutti contemporaneamente, però inficiano la qualità della nostra vita”.
Il dato non viene presentato come un elenco meccanico, ma come un quadro complesso che influenza quotidianità e benessere. L’attenzione si concentra sull’impatto: i sintomi, anche quando non coincidono tutti insieme, incidono comunque sulla qualità della vita.
il tempo del la la la: memoria, ritmo e ispirazione della narrazione
Nel tessuto dell’intervista appare anche la dimensione più poetica e metanarrativa del romanzo. Il periodo descritto viene evocato con un riferimento musicale, collegando l’idea del tempo alle circostanze che si ricordano o si perdono. Viene infatti richiamato un concetto secondo cui, come cantava Jannacci, non ci si ricorda delle circostanze passate.
Da tale immagine nasce il collegamento al tempo del cantautore: arriva fino a un momento fatto di rime, musica e un’ispirazione “meravigliosa”, poi “non sa più come andare avanti…”. Nel racconto di Littizzetto, questo modo di descrivere il fluire del tempo aiuta a dare sostanza alla struttura emotiva del romanzo, dove l’avanzare degli eventi si intreccia alla gestione del cambiamento.
il primo romanzo di luciana littizzetto: lontano dalla politica televisiva
La conversazione lascia spazio anche all’aspetto tematico della scelta letteraria. Pur essendo noto il contesto televisivo di Littizzetto, nel lavoro attuale la sua intenzione non è quella di affrontare la politica. La comica precisa che, in “Il tempo del la la”, non ha voluto parlare di politica e di tutto ciò di cui parla abitualmente in televisione.
Il focus scelto è diverso: misurarsi “in una storia di vita lontana da tutto quello che io faccio già in televisione”. La direzione indicata punta quindi a una narrazione costruita su esperienze e cambiamenti, più che su temi di attualità politica.
scelta narrativa: una storia di vita come nuova sfida
Nel quadro complessivo dell’intervista, il romanzo viene presentato come un terreno di prova e di trasformazione personale per l’autrice. La distanza dalla dimensione televisiva, indicata con chiarezza, serve a definire l’ambito del libro: una storia che mette al centro l’esistenza e i passaggi che richiedono comprensione e adattamento, con ironia e con la consapevolezza di limiti reali.
Personaggio principale citato:
- Luciana Littizzetto
Riferimenti musicali e culturali citati:
- Jannacci


