Esposizione a schermi e mal di testa nei bambini cosa dice la pediatria

• Pubblicato il • 4 min
Esposizione a schermi e mal di testa nei bambini cosa dice la pediatria

Smartphone, tablet e piattaforme di video brevi sono entrati nella routine quotidiana dei più giovani, ma i segnali legati alla salute stanno diventando sempre più evidenti. Tra i temi al centro dell’81.esimo Congresso italiano di pediatria, in corso a Padova fino al 29 maggio, spicca il legame tra tempo trascorso davanti agli schermi e l’aumento di cefalee ed emicranie in età pediatrica. L’attenzione dei pediatri si concentra su una condizione indicata come cefalea digitale, associata a uso prolungato di dispositivi elettronici, alterazione del sonno, affaticamento visivo e sovraccarico cognitivo.

cefalea digitale nei bambini e negli adolescenti: associazione con lo screen time

La cefalea rappresenta una delle principali cause di accesso agli ambulatori pediatrici. Secondo quanto riportato dalla Società italiana di pediatria (Sip), riguarda fino al 15% dei bambini e adolescenti in età scolare. Nell’ambito delle evidenze scientifiche richiamate, una review pubblicata su Headache e basata sull’analisi di 48 studi internazionali identifica la durata dello screen time tra i fattori più frequentemente associati alla cefalea nei ragazzi.

I sintomi segnalati con maggior frequenza includono mal di testa, affaticamento visivo, bruciore oculare e alterazioni del sonno. Un ulteriore studio citato dalla nota Sip, pubblicato sul Boletín Médico del Hospital Infantil de México, mette in evidenza che nei bambini che riferivano cefalea era più frequente un utilizzo di smartphone e tablet oltre le 3 ore al giorno, mentre l’uso dei dispositivi oltre le 6 ore quotidiane risultava associato a una maggiore frequenza degli episodi di mal di testa. Lo studio rileva anche un miglioramento della sintomatologia dopo la riduzione del tempo davanti agli schermi.

meccanismi alla base: vista, sonno, postura e stress cognitivo

Secondo la Sip, la predisposizione a cefalee e emicranie nei ragazzi può essere favorita da una combinazione di meccanismi legati all’uso prolungato degli schermi. Tra i fattori principali viene indicato l’affaticamento visivo, causato dalla fissazione prolungata di contenuti rapidi e altamente stimolanti, come video brevi e scorrimento continuo tipico delle piattaforme social.

alterazione del ritmo sonno-veglia e ruolo della luce blu

Un ulteriore meccanismo riguarda l’alterazione del ritmo sonno-veglia. La luce blu emessa dagli schermi può ridurre la produzione di melatonina, rendendo più difficile addormentarsi e peggiorando la qualità del sonno. Dal momento che il sonno è tra i principali fattori associati alla cefalea, questa alterazione può contribuire all’aumento o all’aggravamento dei sintomi.

postura e tensione cervicale: effetto “text neck”

Tra gli elementi segnalati dagli esperti compare anche la componente posturale. Passare molte ore con il collo piegato sullo smartphone, definito text neck, aumenta la tensione dei muscoli cervicali e può favorire un dolore che si irradia verso la testa, soprattutto nelle forme di cefalea tensiva.

sovraccarico cognitivo, notifiche e ansia di connessione

Non entra in gioco solo una componente fisica. Le piattaforme digitali espongono i ragazzi a una stimolazione continua fatta di notifiche, video brevissimi, cambi rapidi di immagini e contenuti sempre nuovi. Questo sovraccarico cognitivo, unito all’ansia di restare sempre connessi e di “non perdersi nulla” (la Fomo, Fear of Missing Out), può contribuire ad aumentare stress e vulnerabilità alla cefalea nei soggetti predisposti.

indicazioni dei pediatri e raccomandazioni: educare a un uso corretto dei device

La Sip precisa che l’obiettivo non è demonizzare la tecnologia. La linea indicata è imparare a utilizzare correttamente i dispositivi. Vengono richiamati in particolare i fattori connessi a un uso serale degli smartphone, al binge scrolling, al sonno insufficiente e all’iper-esposizione agli schermi, considerati elementi in grado di peggiorare cefalee ed emicranie nei soggetti predisposti.

In parallelo, viene sottolineata l’importanza di un uso consapevole fin dall’infanzia, coerente con le raccomandazioni Sip sull’esposizione ai media digitali. La Sip richiama famiglie e ragazzi su regole ritenute semplici ma significative per il benessere fisico e psicologico dei più giovani: evitare smartphone e tablet prima di dormire, mantenere le camere da letto “device-free”, limitare il tempo online e fare pause frequenti durante l’utilizzo degli schermi. La prevenzione viene presentata anche come forma di educazione digitale.

voci citate e rappresentanti Sip

Nel contesto delle comunicazioni Sip e delle interviste richiamate, compaiono alcune figure professionali coinvolte nell’ambito pediatrico.

  • Antonino Gulino
  • Rino Agostiniani
Categorie: SaluteTecnologia

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