Epstein files al caso minetti quando il potere si ammanta di moralità e nasconde lo sfruttamento

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Epstein files al caso minetti quando il potere si ammanta di moralità e nasconde lo sfruttamento

Nel dibattito pubblico riemerge una tesi ricorrente: dietro le parole elevate e le ricostruzioni moralizzanti, l’essere umano tenderebbe a mostrare dinamiche di egoismo, prevaricazione e appropriazione. Il confronto tra filosofia e psicoanalisi viene utilizzato per mettere a fuoco una continuità inquietante tra motivazioni profonde e comportamenti sociali. In parallelo, la riflessione si estende all’Occidente cristiano e liberale, descritto come capace di occultare le radici della sopraffazione sotto una superficie di valori e retoriche umanitarie.

volontà di potenza e aggressività: le basi antropologiche

La cornice interpretativa parte dall’idea di volontà di potenza attribuita a Nietzsche. La vita viene descritta come un processo di appropriazione, violazione e sopraffazione di ciò che risulta estraneo o più debole. In questa visione, lo sfruttamento non sarebbe un difetto limitato a società “guaste” o “primitive”, ma costituirebbe una conseguenza interna alla natura della vita stessa.

Freud, qualche decennio più tardi, viene chiamato a rafforzare il ragionamento su un piano psicologico. L’uomo non viene considerato una creatura mansueta e orientata alla sola ricerca dell’amore, ma un soggetto dotato anche di una buona dose di aggressività. In tale impostazione, il prossimo non rappresenterebbe soltanto un soccorritore o un oggetto sessuale, bensì anche un bersaglio su cui scaricare aggressività: sfruttarne la forza lavorativa senza ricompenso, abusarne sessualmente senza consenso, umiliarlo, farlo soffrire, arrivare fino a torturarlo e ucciderlo.

occidente, retorica umanitaria e missioni di dominio

Il testo attribuisce all’Occidente cristiano e liberale una particolare capacità di nascondere la radice malefica dell’umano, coprendola con ipocrisia, valori morali presentati come altissimi e una retorica umanitaria. L’idea centrale riguarda l’export di sistemi e principi: democrazia, libero mercato, pace, fino al passato in cui veniva indicato anche il “vero Dio” come elemento da portare presso terre ed etnie ritenute prive.

Un ruolo esemplare viene assegnato agli Stati Uniti, definiti come il paese capostipite della democrazia occidentale e al tempo stesso tra i più impegnati in una narrazione di falso moralismo. Viene richiamata la teoria del “destino manifesto”, interpretata come una missione divina volta a educare e civilizzare le altre nazioni, al prezzo della necessità di sottometterle e sfruttarle.

alleanze, disciplina mediatica e mutamenti dopo il 1989

Gli alleati degli Stati Uniti, inclusa l’Italia, vengono descritti come disciplinati nel celebrare l’opera purificatrice del “grande alleato” e nel coprire, sotto un tappeto, la violenza prevaricatrice. Questo scenario sarebbe proseguito finché, nel tempo attuale, i bambini bullizzati sarebbero diventati parte del quadro degli stessi alleati, inquadrati come conseguenza di profitto economico e potenza militare.

Una parte del ragionamento individua nella storia tre obiettivi ricorrenti dei prevaricatori: potenza, denaro e un terzo elemento collocato “più nell’ombra”, indicato come sfruttamento sessuale dei più deboli. L’idea è che tale pratica andasse mantenuta nascosta perché ritenuta incompatibile con i valori umanitari usati come copertura.

Il testo sostiene che molti segnali mostrino la fine di un mondo in cui, a partire dal 1989, gli Stati Uniti avrebbero potuto bullizzare impunemente civiltà extra-occidentali con l’appoggio delle colonie obbedienti, tra cui l’Italia, fino a ottenere fette più piccole dei benefici e la protezione del “grande bullo”. La narrazione viene considerata più “rivelatrice” quando si concentra sull’elemento sessuale, presentato come quello che emerge con gli Epstein files, descritti come un macrocosmo in cui il “bunga-bunga” viene posto come versione in piccolo.

caso minetti, mattarella ed epstein: i punti della vicenda

Viene indicato come particolarmente vergognoso il caso della signora Minetti, descritta come gestrice di ragazze anche minorenni da portare a Berlusconi. Il testo afferma che, per questo, Minetti sarebbe stata fatta eleggere consigliera regionale e che oggi beneficerebbe di una grazia concessa dal Presidente Mattarella, descritta come clamorosa e controversa.

La vicenda viene collegata a un’altra persona: compagna di un signore con rapporti provati con Epstein e molto fortemente sospettato di gestire un business sessuale in cui potrebbero essere coinvolti anche minorenni. La scoperta e l’approfondimento sarebbero stati attribuiti a Il Fatto Quotidiano, citato come unica voce capace di portare alla luce la questione nel “silenzio” degli altri organi di informazione.

Nel testo si aggiunge che, nonostante le informazioni raccolte, la testata sarebbe stata accusata di contribuire a un piano contro Mattarella, con possibili disegni politici futuri. Tra gli attacchi menzionati, viene richiamata la figura di Piero Sansonetti, direttore de L’Unità, indicato come legato a un giornale fondato da Antonio Gramsci e storicamente rappresentativo della sinistra, ritenuto in dovere di difendere i deboli.

marx, rapporti di forza e “grazia” selettiva

Il testo richiama anche Marx: la volontà di potenza insita nell’uomo sarebbe più libera di sfogarsi impunemente quando i rapporti di forza risultano sbilanciati, con pochi ricchi e potenti contrapposti a una grande massa di popolazione sfruttata. Da questa prospettiva, quando governa un potere che si ammanta di retorica enfatica ma vuota, si arriverebbe a un meccanismo in cui ai primi viene data una grazia mentre ai secondi viene inflitto il colpo di grazia.

Il quadro si chiude con l’idea che l’azione venga permessa da chi dovrebbe preservare i valori della Repubblica, della Patria, del Popolo e dei Lavoratori, oltre ad altri principi indicati come svuotati dalla moralità di una classe dirigente. La conclusione proposta mette al centro la rappresentazione del fatto che una classe dirigente capace di mostrare “il peggio dell’umanità” finirebbe per rendere possibile la selettività delle conseguenze.

nomi citati nella narrazione

  • Friedrich Nietzsche
  • Sigmund Freud
  • Sigmund Freud
  • Marx
  • Epstein
  • Minetti
  • Berlusconi
  • Mattarella
  • Il Fatto Quotidiano
  • Piero Sansonetti
  • L’Unità
  • Antonio Gramsci
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