Elon Musk all’inizio era solo un donatore di sperma: la storia di Shivon Zilis e le accuse di spionaggio
Uno scontro legale di portata enorme sta attraversando le aule del tribunale federale di Oakland, in California: una disputa da 150 miliardi di dollari tra Elon Musk e i fondatori di OpenAI, Sam Altman e Greg Brockman. Al centro del contenzioso emerge un insieme di decisioni aziendali, sospetti di conflitto d’interessi e dinamiche personali intrecciate con segreti di famiglia rimasti a lungo fuori dalla vista pubblica. A fornire un quadro decisivo è la testimonianza di Shivon Zilis, dirigente legata anche a Neuralink, chiamata a chiarire il ruolo svolto dopo la propria uscita da OpenAI e i rapporti personali con Musk.
Shivon Zilis e il ruolo in OpenAI: “canale” di informazioni
Secondo quanto riportato nella deposizione, Shivon Zilis avrebbe agito come tramite di informazioni riservate tra Musk e OpenAI. La manager, nel ricostruire i fatti sotto giuramento, descrive il periodo successivo alla sua relazione con l’azienda, iniziata quando era consulente e poi diventata membro del consiglio. La sua testimonianza segnala un passaggio cruciale: dopo l’uscita di Musk nel 2018, Zilis avrebbe continuato a sostenere un legame operativo con l’ambito societario, con implicazioni che ora vengono usate come elemento probatorio nello scontro tra le parti.
maternità, fecondazione in vitro e segretezza sulla paternità
Accanto alle accuse legate alle decisioni societarie, la deposizione include dettagli personali che spiegano la genesi della sua maternità. Zilis afferma di aver iniziato il percorso nel 2020, raccontando che Musk le fece una proposta legata al desiderio di diventare madre. Il rapporto viene descritto come un’evoluzione di conoscenza avviata nel 2016, quando Zilis entrò in OpenAI come consulente e successivamente il legame assunse una forma più intima. Nel racconto, la paternità dei primi due figli nati nel 2021 restò segreta a lungo: la riservatezza avrebbe incluso persino il padre di Zilis tramite un accordo di non divulgazione.
Zilis precisa che inizialmente Musk avrebbe avuto il ruolo di donatore di sperma e poi, con la nascita di altri due figli, il rapporto si sarebbe evoluto fino a includere un coinvolgimento più ampio. In tribunale viene indicato che i due vivono insieme durante i viaggi e che Musk avrebbe definito Zilis la sua “compagna”. La manager, inoltre, dichiara di essersi dimessa definitivamente nel 2023.
messaggi tra Zilis e Musk: “rapporti stretti” e trasferimento di persone
Il nodo centrale della causa riguarda i conflitti d’interesse ai vertici dell’intelligenza artificiale. Musk accusa OpenAI di aver deviato dalla missione originaria no-profit, sostenendo che l’azienda avrebbe tradito l’obiettivo di partenza. Dalla parte di Altman, invece, la tesi è che Zilis abbia sfruttato la propria posizione nel consiglio per trasmettere a Musk informazioni strategiche, mentre lui progettava la crescita della società rivale xAI.
testi del 2018 subito dopo l’uscita di Musk
La deposizione richiama messaggi di testo acquisiti come prova. Nel 2018, poco dopo l’uscita ufficiale di Musk da OpenAI, Zilis scrisse a Musk chiedendo se preferisse mantenere rapporti stretti e cordiali con OpenAI per assicurare il flusso di informazioni oppure se fosse il caso di prendere le distanze, aggiungendo che la situazione stava per diventare complicata e che qualsiasi consiglio nel suo interesse sarebbe stato accolto.
La risposta attribuita a Musk sarebbe stata netta: mantenere un rapporto stretto e amichevole, con l’intenzione di trasferire tre o quattro persone da OpenAI a Tesla.
la relazione definita “platonica” e il reinquadramento del consiglio
La deposizione ricostruisce anche il modo in cui il consiglio avrebbe consentito a Zilis di restare al suo interno. La giustificazione richiamata è che Zilis avrebbe assicurato la purezza del legame, descritto come “platonico”. In aggiunta, un messaggio a un amico, ammesso agli atti, illustra il motivo del passo indietro: quando il padre dei suoi figli avvia un’iniziativa competitiva e farà reclutamento fuori da OpenAI, secondo la manager non resterebbe spazio di manovra.
difesa di Zilis: lealtà verso l’IA e valutazione degli eventi del 2023
Nonostante la connessione personale emergente dai materiali citati, Zilis sostiene che il legame con Musk non abbia influenzato le decisioni nel consiglio di amministrazione. La manager afferma di aver mantenuto una linea di lealtà verso il raggiungimento del miglior risultato possibile per l’IA a beneficio dell’umanità.
voto per Microsoft e critica collegata
Per avvalorare la propria posizione, Zilis richiama il proprio voto favorevole a un investimento da 10 miliardi di dollari di Microsoft, richiamato anche come scelta oggetto di contestazioni da parte di Musk.
paura e perdita di efficacia della missione dopo il 2023
Secondo la testimonianza, la visione dell’azienda cambia in modo marcato dopo il caos che accompagna il 2023, quando Altman viene licenziato dal board e poi reintegrato grazie al supporto di Microsoft. Zilis riferisce di aver provato una paura tremenda e descrive la sensazione che quanto costruito per mantenere la missione di rendere l’IA un bene per l’umanità fosse stato strappato via oppure avesse perso efficacia.
persone citate nella vicenda giudiziaria
Elon Musk, Sam Altman, Greg Brockman, Shivon Zilis, Microsoft.


