Elezioni presidenziali in colombia strategia di trump e destra globale per ostacolare cepeda candidato progressista

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Elezioni presidenziali in colombia strategia di trump e destra globale per ostacolare cepeda candidato progressista

La vigilia di un voto può diventare il momento in cui si concentrano pressioni, avvertimenti e operazioni di influenza, con l’obiettivo di condizionare la scelta degli elettori. Nel contesto colombiano, le ricostruzioni riportano un intreccio di minacce, strategie di propaganda e interessi internazionali, accompagnato da presunte attività di disinformazione e da accuse di coercizione sul comportamento elettorale. Sullo sfondo, l’ipotesi di un clima politico avvelenato prima dell’apertura delle urne alimenta ulteriormente tensioni e contestazioni.

minacce agli elettori e avvertimenti di bernie moreno

Nel giorno che precede le elezioni, Bernie Moreno, indicato come osservatore internazionale, avrebbe rivolto un avvertimento legato al rischio di “prendere la strada sbagliata”. La linea riportata nelle fonti fa riferimento a una possibile escalation di attori “cattivi” provenienti da Cuba, Venezuela e Nicaragua, connessa a un’eventuale svolta politica in Colombia.

Moreno avrebbe inoltre sollevato l’ipotesi che gli Stati Uniti possano non riconoscere l’esito del voto nel caso in cui si registrino episodi di violenza. La cornice richiamata include anche la risoluzione 09458/2025, secondo cui in Colombia è vietata ogni “manifestazione a favore o contro partiti, movimenti o candidati” per chi assume l’incarico di osservatore internazionale citato.

moreno e la possibile strategia verso il secondo turno

Le ricostruzioni riportano che Moreno potrebbe aver avuto incontri con candidati coinvolti nella competizione a destra. In particolare, viene segnalata la presenza di contatti con Abelardo De La Espriella (Difensori della Patria) e Paloma Valencia (Centro Democratico), con l’obiettivo di individuare una formula unitaria per il secondo turno, richiamata come impostazione legata all’amministrazione Trump.

Parallelamente, le anomalie segnalate al Consiglio nazionale elettorale sarebbero state portate avanti dall’Internazionale progressista e da altri soggetti impegnati nel monitoraggio dell’andamento delle elezioni.

contrasto politico con gustavo petro e riferimento alla cia

Moreno avrebbe anche smentito quanto attribuito al presidente uscente Gustavo Petro. Il nodo descritto riguarda la richiesta di collaborazione dell’amministrazione Trump e la citazione secondo cui la Cia avrebbe già dati su un possibile attentato nei confronti del candidato Iván Cepeda. Nelle fonti, Moreno viene presentato come portavoce di ostilità attribuite a Donald Trump e Marco Rubio verso Petro, con un riferimento a una frase che lo indica potenzialmente come “prossimo”.

propaganda, disinformazione e piano júpiter

Accanto alle dichiarazioni, le fonti menzionano un insieme di iniziative di comunicazione e influenza. Viene richiamata una “cellula informativa” emersa nell’inchiesta HondurasGate, nella quale l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández avrebbe annunciato la nascita di un laboratorio di disinformazione negli Stati Uniti mirato contro il fronte progressista rappresentato da Petro, Claudia Sheinbaum e altri leader. In tale ricostruzione, anche un coinvolgimento economico attribuito a Javier Milei sarebbe indicato in 350mila dollari.

Sul medesimo asse informativo, Señal Colombia e Revista Raya descrivono l’esistenza del cosiddetto Plan Júpiter (Piano Giove). Il piano sarebbe stato lanciato da Jaime Bermúdez Merizalde, consulente dell’ex presidente Álvaro Uribe Vélez, con la finalità di ingaggiare imprese, media e influencer per fare leva sulle paure della popolazione.

accuse e obiettivo: attribuire responsabilità alla sinistra

Le ricostruzioni attribuiscono alla propaganda l’intento di collegare la sinistra colombiana a responsabilità legate alla morte di Miguel Uribe Turbay, pre-candidato del Centro democratico, morto in ospedale mesi dopo un attentato con arma da fuoco. Il progetto viene indicato come costato oltre 2 milioni di dollari e avrebbe coinvolto think tank, tra cui Red de liderazgo e Instituto de Ciencia Política, oltre a rappresentanti del mondo economico descritti come incaricati di pilotare i voti dei dipendenti.

denunce di coercizione lavorativa e caso keralty

Dalle fonti emerge che la viceministra del Lavoro, Sandra Milena Muñoz, avrebbe dichiarato di aver ricevuto un “consistente numero di denunce” potenzialmente riconducibili a coercizione lavorativa. La vicenda più controversa viene descritta nel caso del colosso sanitario Keralty, presente in Colombia con trenta imprese, indicato come soggetto che avrebbe costretto i dipendenti a votare contro Cepeda.

La ricostruzione aggiunge che il quadro risulterebbe poco chiaro, poiché il sindacato del conglomerato avrebbe compiuto un passo indietro dopo aver riportato le denunce dei lavoratori.

azioni economiche e misure statunitensi legate al clima elettorale

Le fonti descrivono anche iniziative su piani diversi. Nelle ore precedenti il voto, il presidente ecuadoriano Daniel Noboa avrebbe revocato i dazi commerciali imposti alla Colombia a inizio anno, già segnalati da Bogotà come atto di ingerenza in vista delle elezioni, dopo un incontro con il candidato De La Espriella.

In parallelo, la scorsa estate l’amministrazione Trump avrebbe annunciato una riduzione del pacchetto di aiuti annuale destinato alla Colombia, da 400mila a meno di 300mila dollari, attribuita a tensioni tra Petro e Trump in materia di lotta al narcotraffico.

minacce su campi di coca e sanzioni Ofac

Le fonti richiamano anche una minaccia legata all’eliminazione dei campi di coca: se la Colombia non avesse proceduto, l’azione sarebbe stata svolta “al posto suo”. Inoltre, viene menzionato l’inserimento di Petro nell’elenco di sanzioni Ofac, indicato come misura voluta da Bernie Moreno e non revocata.

Viene riportato inoltre un commento attribuito alla giornalista d’inchiesta Valeria Duarte, citata come collegamento tra la decisione e una possibile strategia neocoloniale di delegittimazione, indebolimento e sottomissione. La ricostruzione fa riferimento alla nuova Strategia nazionale antidroga degli Stati Uniti, secondo cui la Colombia sarebbe citata ripetutamente e si costruirebbero presupposti per interventi unilaterali. La tesi si accompagna all’indicazione che, negli ultimi giorni, il Messico avrebbe introdotto una modifica costituzionale per l’annullamento di elezioni in caso di “ingerenza straniera”.

personaggi citati

  • Bernie Moreno
  • Iván Cepeda
  • Gustavo Petro
  • Donald Trump
  • Marco Rubio
  • Juan Orlando Hernández
  • Javier Milei
  • Claudia Sheinbaum
  • Abelardo De La Espriella
  • Paloma Valencia
  • Mario Uribe Turbay
  • Álvaro Uribe Vélez
  • Jaime Bermúdez Merizalde
  • Sandra Milena Muñoz
  • Daniel Noboa
  • Valeria Duarte
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