Ebola, epidemia in crescita: i 5 fattori che preoccupano

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Ebola, epidemia in crescita: i 5 fattori che preoccupano

Un’epidemia di Ebola partita dalla Repubblica democratica del Congo (Rdc) è ormai giunta anche in Uganda e, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), è destinata a crescere ulteriormente. Durante una conferenza stampa sui risultati della riunione del Comitato di emergenza tenutasi il 19 maggio, il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha indicato che l’evoluzione dei numeri è collegata al tempo in cui il virus avrebbe circolato prima del rilevamento dell’epidemia.

epidemia di ebola con stato Pheic, ma non emergenza pandemica

Il Comitato ha confermato che l’evento sanitario rappresenta un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale, definita come Pheic (dichiarata dal direttore generale Tedros il 17 maggio). Allo stesso tempo, è stato ribadito che non si tratta di un’emergenza pandemica. Nel quadro della valutazione OMS, la decisione si collega alla necessità di rafforzare rapidamente la risposta e ridurre il rischio di ulteriori contagi e decessi.

i 5 fattori che aumentano il rischio di ulteriori contagi e decessi

Nel corso dell’intervento, Tedros Adhanom Ghebreyesus ha spiegato che esistono diversi fattori di seria preoccupazione riguardo alla possibile ulteriore diffusione del virus e alla comparsa di ulteriori decessi. I punti indicati includono:

  • casi confermati di Ebola, con un totale oltre 30, a cui si affiancano quasi 600 casi sospetti e 139 decessi sospetti.
  • espansione geografica, con casi segnalati in diverse aree urbane.
  • decedi tra operatori sanitari, elemento che suggerisce una trasmissione associata all’assistenza sanitaria.
  • movimento di popolazione nella zona interessata, in un contesto in cui la provincia di Ituri risulta caratterizzata da alta insicurezza. Il conflitto si sarebbe intensificato dalla fine del 2025, con oltre 100mila persone sfollate negli ultimi due mesi, e con un’ulteriore dinamica legata alla dimensione mineraria, che comporta elevati livelli di spostamenti e quindi un rischio più alto di diffusione.
  • tipologia del virus: l’epidemia sarebbe causata dal virus Bundibugyo, una specie di virus Ebola per la quale risultano disponibili vaccini o terapie approvati.

risposta oms: team sul campo, fondi e misure previste

Alla luce dei rischi descritti, il direttore generale ha indicato che era necessario agire con urgenza per prevenire ulteriori decessi e per attivare una risposta internazionale efficace. A tal fine Tedros ha espresso ringraziamenti rivolti al Governo della Repubblica Democratica del Congo, all’Istituto nazionale per la ricerca biomedica, all’Istituto nazionale di sanità pubblica e alle autorità sanitarie locali delle aree colpite, menzionando leadership e collaborazione.

Un ulteriore riconoscimento è stato indirizzato al Governo dell’Uganda per aver rinviato, a causa del rischio rappresentato dall’epidemia, le celebrazioni annuali della Giornata dei Martiri, potenzialmente in grado di richiamare fino a 2 milioni di persone.

attività operative e stanziamento di 3,4 milioni di dollari

Per quanto riguarda le misure implementate, Tedros ha riferito che l’Oms dispone di un team sul campo a supporto delle autorità nazionali nella risposta. L’agenzia avrebbe dispiegato personale, forniture, attrezzature e fondi. In aggiunta, sarebbe stato approvato un ulteriore stanziamento di 3,4 milioni di dollari dal Fondo di contingenza per le emergenze, portando il totale a 3,9 milioni di dollari.

misure per fermare la diffusione anche senza vaccini e terapie disponibili ovunque

Il direttore generale ha concluso ricordando che, in assenza di vaccini e terapie, rimangono comunque disponibili molte altre misure che i Paesi possono adottare per fermare la diffusione del virus e salvare vite umane, secondo le indicazioni emerse dalle raccomandazioni provvisorie del Comitato di emergenza.

figure citate

Nel quadro delle comunicazioni dell’Oms vengono menzionate le seguenti personalità e figure istituzionali:

  • Tedros Adhanom Ghebreyesus
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