Droni fpv hezbollah: la nuova minaccia che mette alla prova iron dome

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Droni fpv hezbollah: la nuova minaccia che mette alla prova iron dome

Le dinamiche militari nel sud del Libano stanno accelerando, con un ruolo sempre più rilevante attribuito ai droni FPV nelle operazioni di Hezbollah. Mentre la questione Iran resta al centro delle dichiarazioni internazionali, Benjamin Netanyahu comunica la possibilità di proseguire l’azione contro Hezbollah e le fonti di sicurezza segnalano un’espansione delle operazioni di terra. Sul piano operativo, le analisi descrivono un mutamento nelle modalità di impiego dei velivoli senza pilota, orientato a piattaforme più economiche, difficili da individuare e capaci di incrementare l’impatto sul campo.

operazioni di terra israeliane oltre limiti e confini nel sud del libano

Dopo l’annuncio di Donald Trump secondo cui l’accordo con l’Iran sarebbe vicino, il premier Benjamin Netanyahu fa sapere che Israele si ritiene autorizzato a continuare a colpire Hezbollah in Libano. Fonti della sicurezza riferiscono che siano state estese le operazioni di terra sia oltre la “linea gialla” sia a nord del fiume Litani.

In base alle ricostruzioni, fino a ieri l’area oltre il fiume era considerata come limite di avanzata dall’esercito israeliano. Tel Aviv collega l’accelerazione alla necessità di arginare la minaccia rappresentata da attacchi con droni esplosivi diretti contro il nord di Israele. Le analisi riportano inoltre che Hezbollah avrebbe adottato nuove tattiche nell’uso dei velivoli senza pilota, con un focus su modelli di tipo FPV, acronimo di “First Person View”.

hezbollah e droni FPV: nuove strategie e obiettivi nel nord di israele

Il passaggio verso droni FPV viene descritto come una combinazione di costo contenuto e difficoltà di intercettazione rispetto a sistemi di difesa più sofisticati. In questa cornice, Hezbollah dichiara di aver lanciato un drone d’attacco contro un veicolo israeliano a Bint Jbeil, nel sud del Libano, oltre a un altro drone contro un mezzo israeliano a Zawtar al-Sharqieh, città nel distretto di Nabatieh, a nord del Litani.

Secondo le israele defense forces, tra il 17 e il 24 maggio il Partito di Dio avrebbe condotto 161 ondate di attacchi, di cui 105 realizzate con questo tipo di velivoli.

droni “giocattolo” e precisione operativa: perché i fpv cambiano il campo di battaglia

Il quadro descrive un’evoluzione maturata nel contesto del conflitto tra Russia e Ucraina. I cosiddetti droni “giocattolo”, impiegati come piattaforme militari, consistono in piccoli quadri-cotteri di basso valore, trasformati in sistemi capaci di portare una carica esplosiva e un cavo in fibra ottica. La fibra ottica consente all’operatore di individuare il bersaglio e di condurre l’attacco facendo colpire il bersaglio direttamente dal velivolo.

efficacia riportata: analisi video e stime sulle perdite

BBC Verify riferisce di aver analizzato quasi 100 video relativi ad attacchi FPV contro soldati, veicoli blindati e sistemi di difesa aerea nel libano meridionale e nel nord di israele. I filmati, condivisi da Hezbollah su Telegram tra il 26 marzo e il 20 maggio, hanno permesso di geolocalizzare e verificare 35 dei casi esaminati.

Nel complesso, in queste otto settimane i militari uccisi sarebbero stati almeno 4: il primo è indicato come il sergente Idan Fooks, 19 anni, morto il 26 aprile. Gli altri tre avrebbero perso la vita la scorsa settimana.

Il dato viene presentato come un rapporto tra impatto e costo considerato estremamente elevato: ai droni più tradizionali, inclusi i membri della famiglia Shahed di fabbricazione iraniana ad ala fissa, le Idf attribuiscono la capacità di neutralizzazione tramite sistemi come Iron Dome e con il supporto di strutture laser lungo il confine nord. Le milizie sciite, secondo le ricostruzioni, avrebbero incrementato l’uso di UAV acquistabili online e poi convertiti in armi ad alta precisione.

come funzionano gli fpv: fibra ottica, bassa traccia e riduzione dei sistemi di disturbo

Secondo Alma Research and Education Center, think tank vicino all’intelligence delle Idf, molti velivoli sarebbero prodotti soprattutto in cina per uso civile e poi rielaborati per impieghi militari in officine specializzate sparse nel Libano. I tecnici dotano ogni quadri-cottero di una carica esplosiva e di un sottile cavo di fibra ottica anche di decine di chilometri.

La fibra consente all’operatore di osservare il campo di battaglia dalla prospettiva del drone tramite video di alta qualità e in tempo reale, dirigendo poi il velivolo sul bersaglio con estrema precisione. Nel quadro descritto, questo riduce o annulla l’efficacia della guerra elettronica: il velivolo non emette segnali elettromagnetici, rendendo inefficaci i jammer impiegati dalle Idf contro droni convenzionali, mentre il punto di lancio non risulterebbe localizzabile tramite intercettazione delle comunicazioni radio.

In aggiunta, il movimento del velivolo avverrebbe tramite 4 piccoli motori elettrici, contribuendo a una traccia radar e infrarossa minima.

costi contenuti e capacità di lancio oltre la “linea gialla”

Il costo viene indicato come uno dei fattori decisivi: il prezzo di un singolo drone varierebbe da 300-400 dollari per i modelli più piccoli fino a 4.000 dollari per quelli più grandi e avanzati. Secondo le ricostruzioni, Hezbollah riuscirebbe a farli decollare anche dalla “linea gialla”, confine provvisorio stabilito da Tel Aviv per le operazioni di terra nel sud del Libano, oltrepassato dalle Idf.

In passato, un metodo considerato efficace per neutralizzare i droni prevedeva il posizionamento di reti metalliche a protezione dei possibili obiettivi, nelle quali i velivoli spesso restano impigliati. Nel frattempo sarebbe in corso da mesi un’interlocuzione tra le Idf e aziende del settore.

difesa israeliana sotto pressione: “mani legate” e intensificazione dei raid

Nel contesto della crescita delle operazioni e dell’aumento degli attacchi attribuiti ai droni FPV, un alto funzionario delle Idf dichiara di essere rimasto anonimo. Secondo quanto riportato, avrebbe partecipato alle discussioni di un gabinetto di sicurezza presieduto da Benjamin Netanyahu.

Le parole riportate descrivono una situazione in cui le Idf sarebbero indifese: “al momento siamo indifesi”. L’interlocutore collega anche i vincoli operativi alla contrarietà degli Stati Uniti a proseguire la guerra in Libano, affermando che “abbiamo le mani legate” e che ciò dovrebbe cambiare presto.

Nella giornata descritta, le Idf hanno intensificato i raid e sul terreno si sarebbero spinte oltre il fiume Litani, rafforzando l’azione in un’area indicata come oltre il precedente limite di avanzata.

personaggi citati e vittime associate agli attacchi

  • Benjamin Netanyahu
  • Donald Trump
  • Idan Fooks
Netanyahu accelera in Libano: la nuova minaccia sono i droni “giocattolo” dotati di esplosivo e fibra ottica. “Eludono le difese elettroniche”

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