Diritti tv serie a, attenta: il disastro in Francia e gli scenari per il post in Italia

• Pubblicato il • 5 min
Diritti tv serie a, attenta: il disastro in Francia e gli scenari per il post  in Italia

La galassia dei diritti tv nel calcio professionistico continua a mostrare crepe profonde: mentre il modello si pensava lineare, i numeri indicano un cambiamento netto, con ricadute immediate sulle casse dei club. In Francia, il nuovo canale dedicato alla Ligue 1 si è trasformato in un risultato ben lontano dalle previsioni, riportando alla luce un tema centrale: la rincorsa a piattaforme proprietarie non garantisce automaticamente entrate maggiori, soprattutto quando il mercato complessivo vive una fase di contrazione.

ligue 1 e diritti tv: flop del nuovo canale e impatto economico

Il nuovo canale della ligue 1 è stato valutato come un flop clamoroso. Secondo quanto indicato da l’equipe, per l’anno in corso i club incasseranno meno di 200 milioni, con una cifra stimata intorno a 11 milioni per la formazione che vincerà il titolo, ossia il paris saint-germain. Il quadro viene definito disastroso, pur ritenuto in qualche modo anticipato dagli sviluppi che hanno preceduto l’assetto attuale.

dal 2018 al presente: promesse milionarie e fuga dopo pochi mesi

Le difficoltà affondano le radici in un passaggio iniziato da molto lontano, precisamente dal 2018. In quell’anno, mediapro propose un’operazione di copertura del campionato francese con un’offerta considerata “d’oro”, pari a quasi 800 milioni a stagione. L’obiettivo era far crescere i ricavi complessivi da diritti tv fino a superare un miliardo, ma l’intervento non si concluse come previsto: dopo pochi mesi, la società si allontanò dall’accordo, richiamando le circostanze legate all’epidemia covid.

Quella decisione avrebbe compromesso l’evoluzione successiva del mercato, contribuendo ad arrivare alla configurazione attuale. Nel frattempo vennero adottate soluzioni ponte, ma il passaggio decisivo si collegò all’asta per il ciclo 2024-2029.

asta diritti 2024-2029 deserta e scelta di ligue+

L’asta per il periodo 2024-2029 si concluse con un esito negativo: l’offerta risultò deserta con un’unica proposta “al ribasso” legata a dazn. In assenza di alternative, nella scorsa estate i club decisero di muoversi direttamente, lanciando ligue+, il canale del campionato francese.

La strategia mirava a sostituire la dipendenza da broadcaster tradizionali con una formula controllata dai club stessi, ma i risultati ottenuti hanno rivelato limiti importanti.

abbonati ligue+ sotto le attese: numeri e ricavi ai minimi

Il punto di caduta più rilevante riguarda la base abbonati. Gli accessi attesi erano pari a 1,5 milioni, mentre le misurazioni attuali indicano appena oltre un milione di iscritti. Anche il livello dei prezzi non ha impedito il rallentamento: l’offerta veniva proposta a 15 euro al mese con vincolo annuale, con un aumento previsto a 20 euro l’anno seguente, legato all’acquisizione anche dell’ultima gara a giornata che in precedenza mancava.

Secondo le stime riportate da l’equipe, al netto dei costi necessari a gestire una piattaforma di questo tipo, la quota destinata ai club scenderebbe fino a 184,1 milioni di euro a stagione. La cifra viene presentata come circa un quarto di quanto la ligue 1 incassava nell’ultimo contratto reale con un broadcaster tradizionale.

perché succede ovunque: recessione dei diritti tv e fragilità dei broadcaster

Il caso francese viene collegato a un andamento più ampio: se in passato si pensava che il mercato dei diritti tv del calcio potesse crescere in modo costante, il picco sarebbe stato già toccato e ora il sistema starebbe attraversando una fase di recessione. Le cause indicate comprendono la crisi dei broadcaster tradizionali e l’assenza di nuovi player capaci di sostituirli con offerte solide.

Tra gli operatori citati, dazn appare come l’unico elemento presente in modo continuativo, ma viene segnalato come caratterizzato da difficoltà. Al contempo, piattaforme legate a amazon e apple vengono descritte come attente e prudenti nell’approccio al business, con una selettività che, per il momento, non ha portato a impegni strutturali equivalenti.

il canale della lega non è la soluzione: sfida imprenditoriale per i club

Le notizie provenienti dall’oltralpe smontano la narrazione del “canale della lega” come cura universale. L’esempio di ligue+ viene utilizzato per evidenziare una realtà: mettersi in proprio è una sfida complessa, con rischi elevati sul piano economico e organizzativo.

Il punto centrale è l’acquisizione di abbonati, sempre più disillusi e influenzati anche dalla crisi economica. Quando il rischio d’impresa rimane a carico di soggetti terzi, la pressione diminuisce; quando invece la responsabilità ricade sui presidenti, la situazione diventa più critica.

accordo dazn e serie a: fino al 2029

Nel contesto italiano, viene richiamato l’ultimo accordo con dazn, criticato da diversi tifosi e anche da alcuni presidenti per la durata, indicata come 5 anni, e per le cifre, riviste leggermente al ribasso rispetto al precedente. Nonostante le contestazioni, la conclusione proposta è che quell’intesa abbia rappresentato una manna dal cielo per la serie a, almeno sul breve e medio periodo: se dazn paga, la Serie A risulterebbe coperta fino al 2029.

Il testo evidenzia l’assenza di segnali reali in grado di far dubitare della prosecuzione a quelle condizioni attuali, ma il tema resta collegato a una pianificazione futura da ricalibrare.

prossimo bando in italia e rischio ridimensionamento: scenario 30-40%

Il tema del mercato si riproporrà anche in Italia: tra un anno partiranno le manovre in vista del prossimo bando, mentre sul mercato non emergono novità considerate capaci di “salvare” la Serie A. In questo scenario, viene richiamata la possibilità che il cosiddetto canale della lega diventi l’unica alternativa a dazn, pur con controindicazioni note.

La prospettiva di un ridimensionamento viene indicata come concreta, con una forchetta stimata tra il 30% e il 40%. Per alcuni, comincerebbe già a circolare l’idea di una proroga dell’attuale contratto: al momento viene trattata come suggestione da esplorare anche sotto il profilo legale.

La proroga, se percorribile, consentirebbe alla Serie A di guadagnare tempo, restando subordinata all’interesse di dazn a proseguire alle cifre attuali.

personalità citate

  • de laurentiis
Diritti tv, attenta Serie A: in Francia il canale della Lega è stato un disastro. Ipotesi e scenari italiani per il post Dazn

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