Caterina balivo e emma : mike tyson, carezze e cazzotti, e il rischio di essere il primo me too
Un intreccio di storie potenti, passioni e destini, tra il palcoscenico dell’opera e il racconto di un presente attraversato da scelte e contraddizioni. A Roma si affacciano Rossini e la scena contemporanea: un melodramma eroico con due finali, uno di luce e uno di ombra, affidato alla visione di Emma Dante. Nello stesso percorso, il talk “La Volta Buona” su Rai Uno accende i riflettori su matrimoni, numeri recenti e tradimenti, mentre riaffiora un incontro leggendario con Mike Tyson.
Tancredi Rossini, Emma dante e la scelta del finale più dark
“Tancredi”, composto da Gioachino Rossini quando aveva 21 anni, rappresenta un tassello fondamentale della sua creatività, nato anche insieme al librettista che definì due conclusioni per il melodramma eroico in due atti. Un finale porta al lieto esito, l’altro si accende di tragico, disegnando un destino in cui l’amore non riesce a trattenere il peso della sorte.
La regia di Emma Dante, acclamatissima a livello internazionale, orienta l’allestimento verso la versione più cupa: il crudele destino che prevale sull’amore. La scena si chiude con l’ultimo sospiro di Tancredi, eroe esiliato, tra le braccia della sua Amenaide.
messa in scena e regia: ritmo, movimenti e atmosfera teatrale
L’Ouverture viene descritta come strepitosa, in grado di sostenere un’impostazione dinamica e teatrale. Mimi e ballerini, schierati in uniforme da soldati, scudieri e cavalieri, si muovono con movimenti a scatti e risultano quasi sospesi a una pioggia di fili: un’immagine costruita come una sequenza di burattini sul proscenio, dentro una visione che richiama molteplici sipari di cartonage, in un teatrino dall’aria ottocentesca.
Anche la danza dei mantelli viene presentata come spettacolare, elemento centrale della resa scenica. La scenografia porta la firma di Carmine Maringola, mentre la regia e l’insieme dei linguaggi scenici si consolidano come coppia di palcoscenico tra Emma Dante e l’intero apparato creativo.
michele mariotti e l’orchestra: trio di istinto e follia poetica
Accanto alla direzione scenica, emerge la presenza del direttore d’orchestra Michele Mariotti, definito giovane e talentuoso. La collaborazione viene raccontata come un trio fatto di puro istinto e follia poetica, con un riferimento al fatto che Mariotti avrebbe potuto piacere anche a Rossini.
La volta buona su rai uno: dati, conversazioni e sorprese dall’archivio
Nel talk “La Volta Buona” su Rai Uno, condotto da Caterina Balivo, la conversazione si muove tra costume e attualità con leggerezza. Tra gli ospiti compare l’avvocato matrimonialista Livia Fredella, impegnata a commentare l’ultima sentenza della Cassazione relativa alla cessazione del diritto all’assegno di mantenimento alla moglie, quando la relazione extraconiugale sia provata e documentata tramite fotografie.
La parola passa poi alla narratrice, chiamata a confrontarsi su matrimoni, tradimenti e conseguenze. Vengono citati dati Istat aggiornati, con matrimoni in calo del 6% e, per il 2025, 184mila celebrazioni. Viene fornito un confronto storico: nel 1963, nel pieno boom economico, i matrimoni erano 420mila.
La fotografia del presente sottolinea che il matrimonio appare più spesso come un affare da ricchi, con feste e fasti concentrati in pochi giorni, mentre aumentano le convivenze.
archivi rai e giovanni minoli: l’incontro con mike tyson
Durante la trasmissione, Caterina Balivo propone una sorpresa dai archivi Rai: un’intervista di Giovanni Minoli a Mixer, incentrata sull’incontro della protagonista con Mike Tyson. L’episodio viene raccontato come un confronto avvenuto non sul ring, quando Tyson, allora campionissimo dei pesi massimi, avrebbe offerto il proprio letto e un kimono in seta con un dragone stampato sul retro.
Segue una sequenza di incontri descritti come reiterati: il racconto include episodi in cui Tyson si sarebbe presentato sotto casa e sotto l’ufficio, con limousine stretch. Viene inoltre ricordato che, in quel periodo, la protagonista svolgeva uno stage al Corriere della Sera e che le prime interviste riguardavano Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Truman Capote, mentre l’intervista a Maradona sarebbe arrivata più tardi.
paura, resilienza e parola chiave: “ci sei stata?”
Nel ricordo riaffiorano le sensazioni provate e la questione posta come domanda diretta: “ci sei stata?” e “Com’era?”. Il racconto mette in evidenza una possibile percezione pubblica dell’evento e l’idea di poter diventare “first me/too” nella storia mediatica, ponendo il tema della credibilità e della reazione di chi considerava Tyson un sexy symbol.
Un ulteriore dettaglio riporta un modo di definire l’aspetto di Tyson, associato a una figura scherzosa citata come “biscotto Ringo”, bianco da una parte e nero dall’altra. Il racconto menziona anche un invito a un incontro ad Atlantic City presso la Trump Tower, indicata come uno specifico contesto legato all’ego descritto come distorto.
nomi e figure citate nella narrazione
- Emma Dante
- Gioachino Rossini
- Tancredi
- Amenaide
- Carmine Maringola
- Michele Mariotti
- Caterina Balivo
- Livia Fredella
- Giovanni Minoli
- Mike Tyson
- Andy Warhol
- Roy Lichtenstein
- Truman Capote
- Maradona
- Nicole Minetti
- Gianni Agnelli
- Mike Tyson
- Mixer
- Martina Russmanno
- Carlo Vistoli
- Fabrizio Sansoni


