Carlo Calenda racconta: moglie Violante lo manda a dormire in albergo vicino stazione Termini ogni 3 o 4 mesi

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Carlo Calenda racconta: moglie Violante lo manda a dormire in albergo vicino stazione Termini ogni 3 o 4 mesi

Tra politica, ironia e immagini quotidiane, Carlo Calenda si racconta senza filtri nel programma radiofonico Maschio Selvaggio, ospite su Rai Radio 2. Al centro del racconto emergono la vita di coppia con Violante Guidotti, la sua lettura del ruolo della “maschia selvaggia” in politica e una serie di scelte che mescolano sport, cibo e scenari improbabili.

carlo calenda e violante guidotti: un amore nato dal conflitto

Quando la conversazione si sposta sulla moglie, Carlo Calenda descrive Violante Guidotti con una battuta netta: “una delle donne più cattive che l’universo abbia mai prodotto”. La dinamica del rapporto viene resa attraverso un soprannome e un’idea precisa della convivenza: Violante è definita “Violent”, mentre la loro vita insieme sarebbe legata a un conflitto perenne che, secondo Calenda, spiegherebbe la durata del legame.

Il leader di Azione racconta anche come si sono incontrati: “l’ho conquistata a una festa”. Il quadro è quello di una scena ricordata nei dettagli: lui in smoking, lei in vestito lungo. La “fiaba” non dura, perché la mattina successiva arriva una reazione tagliente: “Senza smoking, quanto sei brutto”. Da lì, secondo Calenda, la coppia continua a stare insieme, costruendo un equilibrio basato su litigi ricorrenti e su un metodo per interromperli.

litigare bene: intensità quotidiana e pause programmate

Il racconto insiste su un ritmo di discussioni quotidiane: “Stiamo insieme litigando ogni giorno almeno tre o quattro volte al giorno”. In mezzo alle tensioni, però, Calenda sottolinea l’importanza di saper gestire la situazione: “Bisogna saper litigare bene, bisogna anche saper staccare”.

Per spiegare come “staccare” diventa una scelta concreta, emerge un’abitudine legata a momenti periodici di raffreddamento. Calenda afferma che, una volta ogni tre-quattro mesi, la moglie si arrabbia e gli dice: “stasera vai in un’altra parte”. L’altra parte, come spiega, è un albergo vicino alla stazione Termini, dove ormai gli arrivano riconoscimenti: “di nuovo, senatore?”. Il rituale si conclude in tempi rapidi: la stessa notte non si prolunga, e al mattino seguente Calenda riprende la valigia e torna a casa. La coppia, nel racconto, trasforma la distanza breve in un equilibrio.

maschio selvaggio della politica: la risposta di calenda su giorgia meloni

Nel gioco condotto da Nunzia De Girolamo e Gianluca Semprini, De Girolamo chiede chi sia, secondo Calenda, la “maschia selvaggia” della politica. La replica arriva senza esitazioni: “Lei. Giorgia”. A completare l’immagine interviene un’altra frase, sempre in forma scherzosa: “Di là sono moscissime”, con riferimento a chi non rientrerebbe in quella categoria.

Il conduttore propone un’ulteriore dinamica ludica: “Chi vuole essere maschio selvaggio?”. Calenda sceglie di fare il Cammino di Santiago con Giorgia Meloni e non con Giuseppe Conte.

scelte tra conti e cene: amatriciana e renzi

Tra le alternative proposte, compare un bivio legato al cibo e alla spesa: mangiare un’amatriciana cucinata da Giuseppe Conte oppure pagare il conto di una cena organizzata da Matteo Renzi. Calenda risponde con una decisione già presa: “Ho già pagato il conto di Matteo Renzi. Io ho già dato. Era un conto salato”.

romanesimo e scenari improvabili: calcio, buchi e salvataggi nel nulla

Il confronto continua con scelte sportive e legate all’esperienza cittadina. Calenda viene chiamato a scegliere tra “la Roma che vince il derby” e “Roma senza buche per un anno”. La risposta è orientata al risultato: “la Roma vince lo scudetto. Che ce frega delle buche, ci siamo abituati”.

Infine, davanti a un’ipotesi più estrema—restare bloccato in mezzo al nulla—il quesito riguarda chi chiamare tra Matteo Salvini e Angelo Bonelli. Calenda sceglie Angelo Bonelli e lo descrive in modo ironico: “poveraccio. Mi viene a prendere in bicicletta”.

Ospiti e personaggi citati

  • Carlo Calenda
  • Violante Guidotti
  • Nunzia De Girolamo
  • Gianluca Semprini
  • Giorgia Meloni
  • Giuseppe Conte
  • Matteo Renzi
  • Matteo Salvini
  • Angelo Bonelli
“Mia moglie si chiama Violante, soprannome Violent. Ogni 3 o 4 mesi si arrabbia e mi manda a dormire in un albergo vicino alla stazione Termini, dove ormai mi conoscono”: Carlo Calenda racconta
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