Bullismo, senatrice malpezzi: buona legge ma servono interventi strutturali
Una risposta efficace al bullismo richiede più che norme approvate: serve una visione coordinata capace di trasformare la legge in azioni stabili. Nel corso di un intervento alla Maratona del Bullismo 2026, la senatrice Simona Flavia Malpezzi ha affrontato i nodi principali del contrasto al fenomeno, mettendo al centro sia l’organizzazione degli attori sociali sia le dinamiche del digitale, con particolare attenzione ai minori.
bullismo e legge: coordinamento strutturale per interventi continuativi
La senatrice ha sottolineato che l’Italia dispone di un impianto legislativo giudicato positivo: è stato infatti introdotto nel 2017 un intervento normativo per contrastare il bullismo. Il punto critico, secondo quanto riportato, riguarda però l’assenza di interventi di tipo strutturale in grado di produrre risultati duraturi.
Secondo la vicepresidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, manca una cabina di regia che metta in relazione gli attori essenziali: scuola, famiglia e servizi sociali non sempre operano con modalità comuni. Questo squilibrio, ha spiegato, porta alla realizzazione di interventi individuali e non continuativi, invece di un lavoro integrato nel tempo.
educazione empatica e dialogo con i genitori: formazione oltre gli studenti
Nel delineare il ruolo educativo, è stato richiamato anche l’elemento dell’educazione empatica. La senatrice ha evidenziato che, pur essendo stata inserita un’attenzione specifica nelle linee guida dal ministro Valditara, l’approccio deve essere potenziato.
La comunicazione, inoltre, non dovrebbe riguardare soltanto gli studenti. Il dialogo efficace, secondo quanto dichiarato, deve includere anche i genitori, in particolare quelli che restano fuori dai percorsi di coinvolgimento: sono indicati come la fascia con maggiore necessità di formazione. L’obiettivo è creare un contesto capace di sostenere le azioni di contrasto in modo coerente.
mondo digitale e piattaforme: algoritmi, aggressività e sicurezza dei minori
Tra i temi centrali è stato posto il ruolo delle piattaforme digitali. La vicepresidente ha affermato che i social non sarebbero ambienti “sani” proprio per come vengono costruiti: gli algoritmi possono spingere verso dinamiche di aggressività al fine di generare maggiori profitti.
In risposta a questo quadro, la senatrice ha sostenuto la necessità che le piattaforme decidano di ridurre l’interesse economico legato all’ottenimento di vantaggi e che, soprattutto, riconoscano pubblicamente l’insalubrità degli ambienti digitali. In parallelo, si è dichiarata favorevole all’introduzione di un tetto d’età per l’uso dei social da parte dei minori.
cyberbullismo e recupero di chi commette reati: pedagogia e psicologi nei luoghi frequentati
Secondo quanto riportato, l’accesso dei minori ai social comporta rischi specifici: è possibile che diventino vittime di altri minori. Allo stesso tempo emerge il tema del recupero di chi commette reati gravi, tra cui il cyberbullismo. La vicepresidente ha osservato che spesso i ragazzi non percepiscono la gravità del reato che stanno compiendo.
In questo contesto, l’approccio indicato come essenziale è la presenza di psicologi e pedagogisti nei luoghi frequentati dai ragazzi. L’intervento sul benessere e sul comportamento, quindi, viene collegato a una presenza concreta sul territorio, per favorire un percorso di comprensione, prevenzione e recupero.
personalità e ruoli citati
Nel contenuto sono presenti i seguenti nominativi:
- Simona Flavia Malpezzi (senatrice, vicepresidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza)
- Valditara (citato con riferimento alle linee guida sull’educazione empatica)