Bullismo nel mondo digitale: come nasce l’assuefazione e cosa fare contro il tirillò
La tecnologia e il linguaggio digitale stanno cambiando il modo in cui i ragazzi interpretano il mondo e, di conseguenza, il modo in cui il bullismo si manifesta e viene raccontato. Nell’ambito della Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall’Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile, è stato posto l’accento su una questione centrale: tradurre strumenti e metodi di comunicazione ad alta scala in contenuti capaci di veicolare valori e comprenderne l’impatto sulle nuove generazioni.
bullismo e linguaggio mediatico: il focus sul mondo digitale
Nel corso dell’intervento, Jacopo Tirillò, componente del Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia spaziale italiana, ha legato l’esperienza delle tecnologie spaziali alla necessità di comunicare in modo efficace con i ragazzi. Il punto di partenza è stato il ruolo dei sistemi di connessione e dei dati su grandissima scala, con la richiesta di capire come adattare questi strumenti alla trasmissione di valori e contenuti educativi.
Il ragionamento ha poi spostato l’attenzione sul linguaggio mediatico contemporaneo. È stato evidenziato che il linguaggio non cambia in modo immediato, mentre cambia profondamente il contesto sociale: il mondo digitale viene descritto come un’abitudine consolidata. In questa cornice, i sistemi mediatici tendono a collocare i giovani all’interno di un flusso continuo di stimoli, facendo emergere una realtà percepita come differente rispetto al passato.
società e comunicazione: cosa significa “assuefazione” al digitale
La riflessione ha insistito sulla comprensione dei mutamenti: conoscere i cambiamenti nel modo in cui le informazioni arrivano e vengono consumate diventa una premessa per avvicinarsi alle nuove generazioni. Il punto si è concentrato sul modo in cui la vita quotidiana, descritta come intensa e frenetica, riduce la possibilità di ascolto. A questa dinamica si collega l’idea che, rallentando, sia possibile individuare con più chiarezza il sistema di disagio in cui vivono molti giovani.
maratona del bullismo 2026: connessione tra media, stimoli e disagio giovanile
Nel panel dedicato alla rappresentazione del fenomeno nel digitale, il tema del linguaggio mediatico moderno è stato collegato al modo in cui il bullismo può essere osservato dentro ambienti digitali caratterizzati da ritmi e contenuti differenti. La discussione ha messo al centro la necessità di interpretare il presente con strumenti adeguati, partendo da un presupposto: la comunicazione online, la sua intensità e la sua continuità incidono sul modo in cui i ragazzi fanno esperienza della realtà.
partecipanti e figure citate
Tra le personalità coinvolte e richiamate nel contesto dell’intervento:
- Jacopo Tirillò