Bernie sanders al salone del libro attacca musk zuckerberg e bezos e critica l’avidità sull’AI
Nel Salone del Libro di Torino si è acceso un confronto acceso e diretto sul tema del potere economico e delle sue conseguenze sociali, con Bernie Sanders protagonista assoluto sul palco. L’intervento, scandito da applausi e da un ritmo da comizio memorabile, ha messo al centro l’oligarchia, le trasformazioni del lavoro legate a intelligenza artificiale e robotica e la necessità, per la politica progressista, di rispondere a autoritarismo e cleptocrazia. Attorno alle parole del leader democratico, si è costruita una narrazione compatta: la crescita delle disuguaglianze, l’accumulo di ricchezze nelle mani di pochi e l’urgenza di regole che non lascino il futuro nelle sole logiche del profitto.
La presentazione è avvenuta a Torino, nell’Auditorium del Salone del Libro, con Sanders presentato come un leader che, pur ultraottantenne, continua a muovere energie e attenzione anche contro chi, a destra, lo accusa da anni di posizioni “socialist”. Tra le immagini e i toni di un format già consolidato, Sanders ha portato sul palco il suo volumetto manifesto “Contro l’oligarchia”, pubblicato da Chiarelettere.
bernie sanders al salone del libro di torino 2026: comizio e messaggio contro l’oligarchia
Sanders è salito sul palco dell’Auditorium del Salone del Libro di Torino con un avvio che ha richiamato più volte lo stesso modello comunicativo, descritto come format comizietto e ripetuto “parecchie volte”. La scena è stata accompagnata da un’atmosfera di forte partecipazione del pubblico, con applausi scroscianti e la cornice musicale citata dagli altoparlanti.
Al centro dell’intervento, la critica alle dinamiche che hanno rafforzato l’asimmetria tra ricchi e poveri. Sanders ha ricordato che, negli Stati Uniti e nel resto del mondo, negli ultimi vent’anni si sarebbe verificato un ulteriore scarto: pochi ultraricchi avrebbero continuato ad accumulare potere economico, mentre i poveri avrebbero subito un peggioramento delle condizioni. Il nodo del discorso si è sviluppato attorno alla parola chiave oligarchia, con l’indicazione di meccanismi e soggetti specifici.
oligarchia e controllo dei risparmi: i gruppi indicati da sanders
Sanders ha descritto una sperequazione crescente, attribuendola a un ristretto numero di società capaci di condizionare una quota molto ampia dei risparmi privati. Secondo quanto riportato, sarebbero quattro società a detenere circa il 95% dei risparmi privati dell’intero popolo degli Stati Uniti. I nomi citati sono Black Rock, Vanguard, Fidelity e State Street.
Nella ricostruzione proposta, l’elenco degli “oligarchi cattivi” è stato reso esplicito. Le citazioni includono Elon Musk, Rupert Murdoch, Larry Ellison e, tra altri imprenditori, anche Zuckerberg e Bezos. Nel passaggio più polemico, Sanders ha collegato il ruolo dei grandi leader delle tecnologie a un’idea di dominio: i vertici delle big tech, secondo il senatore, sarebbero pochi e estremamente avidi, con un modello paragonato ai monarchi del diciannovesimo secolo che pretendevano di governare su tutto e su tutti.
intelligenza artificiale e robotica: rischi per il lavoro e richiesta di regolamentazione
Un’ulteriore parte dell’intervento si è concentrata sulle conseguenze del progresso tecnologico sul lavoro manuale e operaio. Sanders ha affermato di occuparsene tecnicamente da tempo in Congresso e ha indicato trasformazioni considerate “grandi” e capaci di produrre effetti negativi. Nel quadro delineato, le conseguenze non riguarderebbero soltanto la working class, ma anche amministrativi e figure che lavorano nel settore giuridico.
Il punto centrale riguarda i licenziamenti: secondo Sanders, decine di migliaia di persone potrebbero perdere il lavoro in nome di un obiettivo associato al profitto, a vantaggio di pochi. Da qui la richiesta di intervenire: l’intelligenza artificiale, nel suo racconto, dovrebbe essere controllata e regolamentata e non essere orientata soltanto a beneficio dei ricchi per i ricchi.
movimento progressista, democrazia e critica a trump: le posizioni del senatore
Nell’arco temporale tra il discorso e la cena in albergo vicino al Lingotto, il racconto ha riportato il ritorno di un riferimento dominante: Donald Trump. Sanders ha sostenuto che l’obiettivo sarebbe costruire un movimento progressista contro trumpismo, autoritarismo e cleptocrazia, con l’indicazione di due direttrici: tassare i ricchi e riformare il partito democratico, ritenuto da tempo non impegnato a difendere la classe lavoratrice.
Nel quadro delineato, viene citata la figura di Mamdani, indicato come membro chiave di un’operazione che, secondo quanto riportato, vedrebbe i democratici ripiegare a sinistra. La dinamica politica viene collegata alle domande sulla candidatura presidenziale: quando gli viene chiesto se si candiderà, Sanders smorza l’entusiasmo, pur riconoscendo l’attenzione di un pubblico che lo venera in modo particolare.
gaza, irlanda? no: gaza e iran nel discorso: finanziamento delle guerre e ruolo degli stati uniti
Sanders ha affrontato anche la questione del sostegno statunitense alle politiche di guerra. Nel suo intervento, viene riportata l’affermazione che un numero crescente di politici consideri accettabile che gli Stati Uniti non siano complici della situazione relativa a Gaza. Nel ragionamento riportato, viene citata anche la guerra in Iran, collegata a Netanyahu e Trump, e viene indicato il tema del finanziamento tramite la fiscalità degli americani.
Il messaggio complessivo propone una linea di opposizione: la guerra descritta non dovrebbe essere sostenuta con il contributo fiscale degli americani, secondo la logica espressa dal senatore.
repubblicani, paura e democrazia: distinzione proposta da sanders
Un’ulteriore sezione dell’intervento ha riguardato i repubblicani e la lettura delle motivazioni interne. Sanders ha detto che molti repubblicani sono stati definiti fascisti, ma non lo sarebbero; ciò che li domina, nel racconto del senatore, sarebbe la paura per Trump. La spiegazione proposta richiama un parallelo storico: sarebbe simile al clima descritto durante il periodo stalinista in Russia.
Nel quadro comunicato, Sanders afferma inoltre che esisterebbero repubblicani che vogliono la democrazia e che, secondo la sua ricostruzione, odiano ad esempio che Trump dica menzogne.
lezione politica e risultato del movimento progressista: mamdani e la strategia unitaria
La chiusura dell’intervento ha legato il tema delle classi lavoratrici all’organizzazione politica. Sanders sostiene che la lezione da imparare dal caso Mamdani sarebbe che tutte le classi lavoratrici possono fermare gli oligarchi solo se restano insieme.
Nel racconto finale vengono riportati risultati concreti: grazie all’organizzazione del movimento progressista, una candidata del New Jersey avrebbe vinto; inoltre, anche in Ohio il candidato del movimento avrebbe fatto ritirare il candidato dell’establishment del partito democratico. La conclusione ribadisce l’obiettivo politico: restare uniti per sconfiggere Trump.
personalità citate nel discorso
- Bernie Sanders
- Francesco Costa
- John Lennon
- Larry Ellison
- Elon Musk
- Rupert Murdoch
- Zuckerberg
- Bezos
- Donald Trump
- Mamdani
- Netanyahu


