Asia argent o amareggiata la mia grande fortuna economica sono stati gli scandali

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Asia argent o amareggiata la mia grande fortuna economica sono stati gli scandali

Ritorna sulla scena internazionale con Death Has No Master e lo fa nel contesto del Festival di Cannes, alla Quinzaine des Réalisateurs. Asia Argento racconta un percorso segnato da scelte pubbliche e conseguenze concrete, descrivendo il proprio rientro come un traguardo che non era affatto scontato dopo gli anni più complessi del #MeToo.

asia argento e il ritorno a cannes con death has no master

Il progetto viene presentato nell’ambito della Quinzaine des Réalisateurs, segnando un ritorno che l’attrice, in un’intervista, ha definito tutt’altro che garantito. Argento ha spiegato che, dopo il discorso del 2018, non immaginava di poter tornare a Cannes, né di essere più presa in considerazione da altri professionisti.

Nel racconto dei mesi e degli anni successivi, l’attrice ha descritto quel periodo come estremamente difficile, sia sotto il profilo professionale sia su quello personale. Le sue parole chiariscono l’aspettativa di esclusione maturata dopo il discorso del 2018, con una convinzione netta: pensava di non tornare più e che non l’avrebbero più presa.

il discorso del 2018 e le conseguenze raccontate da asia argento

Argento ricollega il proprio percorso a quanto avvenuto durante la sua presa di parola a Cannes nel 2018, sottolineandone la natura e il costo. Parlando di quel momento, ha definito la reazione come una scelta ad alto rischio, sostenendo che nessuno avrebbe saputo nulla e indicando il carattere “kamikaze” dell’azione. Nel ricostruire il senso di quel gesto, ha aggiunto di essersi sentita come se si fosse “esplosa” nella Mecca del cinema, una frase che mette in evidenza l’intensità con cui ha vissuto l’impatto pubblico.

Le ripercussioni, secondo la sua narrazione, non si sono limitate a quel momento: si sarebbero trascinate per anni. In particolare, Argento ha dichiarato che dopo il discorso a Cannes non sarebbe più arrivata alcuna chiamata e che, di conseguenza, ha iniziato a considerare un piano B, arrivando a pensare che la propria esperienza fosse finita.

death has no master: intensità del ruolo e “rinascita” professionale

Passando a Death Has No Master, Argento ha descritto il ruolo come particolarmente intenso, anche dal punto di vista fisico. Ha raccontato di essere stata male abbastanza da dover affrontare conseguenze concrete legate alla lavorazione, affermando di aver preso l’ameba due volte e di essersi sentita “uno straccio”.

Nonostante il livello di difficoltà, l’attrice e regista considera l’esperienza una svolta. Le sue parole presentano il film come una forma di rinascita professionale, poiché le avrebbe dimostrato di avere ancora “cartucce”, cioè possibilità creative da spendere anche dopo il periodo più duro.

difficoltà economiche, tv e #meToo: il racconto di asia argento

Nel quadro delle difficoltà attraversate negli anni più recenti, Argento ha collegato la propria stabilità economica a eventi e opportunità maturati fuori dal circuito cinematografico. Ha affermato che la fortuna economica sarebbe stata rappresentata dagli scandali, tramite i quali avrebbe guadagnato più rispetto a qualsiasi film. Una parte della sua sopravvivenza economica sarebbe stata sostenuta anche dalla presenza in televisione, utile a mantenersi durante periodi in cui il lavoro era scarso.

Nel descrivere il contesto personale, ha menzionato di avere due figli e di avere un mutuo, elementi che, secondo la sua ricostruzione, rendevano necessario campare e far fronte alle spese quotidiane.

cate blanchett a cannes 2026: rivendicazione dell’importanza del #meToo

Sempre da Cannes 2026, nel racconto riportato, Cate Blanchett avrebbe rivendicato l’importanza del #MeToo, inserendo la questione nel dibattito che continua a essere centrale nel contesto culturale e mediatico.

Personaggi citati:

  • Asia Argento
  • Cate Blanchett
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