Amichevoli internazionali del napoli è al giappone la storia del popolo azzurro
Una domenica di calcio può essere ricordata per un gol o per una vittoria, ma alcune memorie restano impresse per il loro intreccio di umanità, tattica e culture. “Indimenticabili” racconta la storia del Napoli passando attraverso le sue amichevoli internazionali, trasformando incontri apparentemente minori in tasselli capaci di spiegare un popolo, un’epoca e un’identità sportiva che va oltre il risultato.
indimenticabili: la storia del napoli attraverso le amichevoli internazionali
Il libro “Indimenticabili” di Gianfranco Coppola ripercorre la stagione delle sfide internazionali del Napoli, con un taglio che mette insieme memoria, calcio e umanità. Coppola, caporedattore Tgr Rai Campania e presidente Ussi, costruisce una narrazione che prende forma da dialoghi e ricordi raccolti lungo gli anni, dove le amichevoli diventano un archivio vivo.
La pubblicazione è curata da “Le Varie” di Marco Lo Basso, con coordinamento editoriale attribuito allo stesso Lo Basso. I proventi vengono devoluti in beneficenza alla Comunità Casa di Tonia, una comunità di accoglienza per gestanti e mamme in condizione di povertà.
napoli rivoluzione tattica: il dialogo bruscolotti-juliano
Il tono del volume emerge in modo immediato da un siparietto raccontato tra Peppe Bruscolotti e il capitano Totonno Juliano. Bruscolotti, stopper, commenta la difficoltà di comprendere la “zona”, mentre Juliano replica con indicazioni pratiche: “Chill’ ca te vene vicino, a chill’ ea marcà”. L’episodio, in napoletano, restituisce un’atmosfera di campo fatta di concretezza, spiegazioni e riferimenti immediati alla marcatura.
La scena si colloca alla vigilia di un Napoli-Svezia del 1974, quando Vinicio stava costruendo uno dei Napoli più innovativi e convincenti della storia. In questa cornice, il libro mostra come la tattica possa convivere con conversazioni sincere: anche un dettaglio di allenamento o di partita diventa memoria condivisa.
i protagonisti scrivono i ricordi: un esperimento riuscito
Coppola descrive l’origine del metodo narrativo: si è scelto di uscire dal “rituale” dell’intervista tradizionale affidando ai protagonisti la scrittura diretta del proprio ricordo su una specifica amichevole. Il risultato viene definito riuscito, perché permette di trasformare le testimonianze in testi più immediati e coerenti con il vissuto personale.
omaro sivori e le amichevoli: contratti, tournée e legami oltre il campo
Tra le storie riportate nel libro compare anche Omar Sivori, portato negli anni Sessanta in tournée in Sud America. La trasferta è descritta come un percorso quasi “in pellegrinaggio”, più che come un semplice viaggio sportivo. Il racconto sottolinea anche gli aspetti economici e contrattuali: in un’amichevole contro il Nacional Medellin, la permanenza in campo dell’argentino diventa una questione legata agli accordi economici.
Secondo la ricostruzione, per tenere Sivori in campo vennero messi in atto “due siringoni da cavallo”. La vicenda viene narrata da Romolo Acampora, indicato come una delle firme del giornalismo sportivo napoletano, capace di dare forma concreta ai dettagli di quella tournée.
tutto ciò che si nasconde dietro un’amichevole: calcio e popolo
Dal progetto nasce un’idea chiara: raccontare ciò che sta dietro una semplice amichevole. Il calcio viene definito come questione di popolo e, nel contesto napoletano, la prospettiva si amplia grazie alle storie di emigrati. Negli anni ’60, in America e anche tra Nord e Sud, molte narrazioni collegano la squadra alla città lontana, fino a diventare testimonianze di riscatto e di continuità affettiva.
Nel caso di Sivori, il Napoli è presente perché la squadra risulta particolarmente amata in Sud America: il torneo non è soltanto sport, ma anche un segno di riconoscimento e appartenenza.
pelè, santos, careca e terremoto: incontri che raccontano culture diverse
Il libro affronta anche la sfida tra Pelè e il Napoli con il Santos nel 1972. L’evento è presentato come una partita leggendaria e viene raccontato da Mimmo Carratelli. Nella continuità del racconto in Brasile, compare anche Antonio Careca, descritto come “gemello del gol di Maradona”, che rievoca l’amichevole in Giappone contro la nazionale nipponica.
La testimonianza riporta l’atmosfera di tensione e il ruolo del tecnico Ottavio Bianchi, definito “arrabbiatissimo” per quella partita. In un momento improvviso viene citato anche un terremoto: i calciatori del Napoli fuggono dall’albergo e si riversano in strada, mentre i giapponesi cercano spiegazioni e restano sorpresi. Per i giocatori, l’evento viene descritto come qualcosa di “normalissimo”, elemento che rende evidente il confronto tra culture diverse e tra abitudini differenti.
eroi quasi per caso: gol, tournée e napoli nel mondo
Le pagine del volume includono storie di protagonisti che emergono inaspettatamente. Giorgio Di Vicino, nel 2000, non avrebbe dovuto nemmeno partire per la Spagna dove il Napoli di Zdenek Zeman affrontava il Real Madrid. Invece la trasferta avviene, Di Vicino gioca e dopo soli sei minuti segna un magnifico gol di testa in tuffo.
Il racconto prosegue con riferimenti al Cosmos e al Napoli-Argentina con Diego in campo, collegato al periodo che precede il Mondiale del 1986, narrato da Costanzo Celestini. Non manca la figura dell’ingegner Corrado Ferlaino, novantacinquenne e descritto come lucidissimo e appassionato, che “riavvolge il nastro” fino al Napoli-Manchester City del 1979.
la memoria degli uomini: bruscolotti, gli emigrati e il significato di indimenticabili
A fare da filo conduttore, più delle partite, restano gli uomini e i loro dettagli. Nel libro emergono le paure di Bruscolotti prima di quel Napoli-Svezia, legate alla questione della zona. Continuano a essere centrali anche gli emigrati, capaci di vedere nel Napoli un pezzo di casa dall’altra parte del mondo. Le tournée vengono presentate come imprese spesso improbabili, con stadi lontani e racconti scritti da chi quegli incontri li ha vissuti davvero.
Il senso profondo di “Indimenticabili” viene restituito come un promemoria: il calcio, prima ancora di diventare cronaca o statistica, si configura come memoria collettiva. Amichevoli apparentemente minori possono finire per raccontare un popolo intero, trasformando il passato in un racconto capace di durare.
Personaggi e voci citate nel racconto:
- Peppe Bruscolotti
- Totonno Juliano
- Vinicio
- Gianfranco Coppola
- Marco Lo Basso
- Omar Sivori
- Romolo Acampora
- Pelè
- Mimmo Carratelli
- Antonio Careca
- Ottavio Bianchi
- Giorgio Di Vicino
- Zdenek Zeman
- Costanzo Celestini
- Diego
- Corrado Ferlaino

