Alzheimer così Andrea Kerbaker lo tratta in modo ironico nella rubrica casa dolce casa
L’ultimo romanzo di Andrea Kerbaker, intitolato Casa, dolce casa, affronta un tema delicato con tono leggero e ironia: l’Alzheimer, presentato attraverso le esperienze di un anziano signore inglese. La malattia non lo rende del tutto incapace, ma incide in modo concreto, cancellando in parte la memoria a breve. Al centro della narrazione compaiono due “case” che si intrecciano: da un lato la casa di riposo, luogo dal quale il protagonista George prova più volte a fuggire; dall’altro la casa in cui ha vissuto a lungo, scenario del desiderio di tornare a vivere.
La forza del progetto sta anche nel modo in cui Kerbaker si muove tra generi e argomenti diversi. Il punto di interesse evocato dalla sua figura riguarda l’imprevedibilità: la sua produzione spazia dalla narrativa alla fiction, passa attraverso il racconto degli oggetti, include il ripescaggio di figure dimenticate come nel caso del pensionato Tavecchio e dei temi legati a La rimozione, fino ad arrivare alla saggistica. In parallelo, il ruolo di Kerbaker come bibliofilo emerge in modo evidente: la sua Kasa dei Libri a Milano continua ad attirare visitatori e partecipanti alle mostre organizzate intorno a quell’esperienza.
casa, dolce casa e alzheimer: le due case e la memoria breve
In Casa, dolce casa l’Alzheimer viene descritto come una condizione con effetti che coinvolgono la quotidianità. Il protagonista George, anziano signore inglese, vive una forma non del tutto invalidante della malattia, con un’alterazione della memoria a breve che incide sul modo in cui affronta gli spazi e le abitudini.
casa di riposo e fuga di george
La prima dimensione abitativa è la casa di riposo. È qui che George cerca più volte di fuggire, mettendo in scena un conflitto tra il desiderio di libertà e la realtà del luogo in cui si trova.
la casa del passato: un ritorno sognato
La seconda “casa” è quella in cui George ha vissuto per molti anni. Pur restando sullo sfondo rispetto all’ambientazione della casa di riposo, rappresenta il punto di riferimento emotivo, il luogo verso cui il protagonista sogna di tornare a vivere.
il tono leggero e ironico su una paura collettiva
Il tema risulta scottante e capace di intercettare timori diffusi. L’Alzheimer viene evocato come una sorta di spettro che, per la sua imprevedibilità, mette in allarme molte persone. Accanto alla paura, compaiono anche piccole verifiche quotidiane, talvolta svolte con leggerezza, talvolta con preoccupazione.
In questo quadro, l’operazione narrativa punta a mantenere il racconto in un registro accessibile: leggerezza e ironia convivono con una condizione complessa, senza perdere di vista il nodo della memoria.
imprevedibilità di andrea kerbaker: dalla narrativa alla saggistica
Un elemento centrale riguarda la figura dell’autore e la sua capacità di muoversi su percorsi non lineari. La produzione viene descritta come attraversata da scarti tra narrativa, fiction, scrittura legata a oggetti e attività di recupero di personaggi dimenticati. Accanto a questi filoni, Kerbaker si dedica anche alla saggistica, senza rinunciare a un’impronta narrativa.
da milano e libri di successo a un’identità spesso definita “altrove”
Kerbaker è presentato come uno dei bibliofili italiani più conosciuti. La sua attività culturale ha un riscontro visibile nella Kasa dei Libri di Milano, che cresce in pubblico e continua a generare mostre e incontri. Nello stesso tempo, emerge un’insoddisfazione legata al modo in cui la sua figura viene etichettata: nonostante la presenza di libri di successo con i principali editori italiani, l’attenzione pubblica lo definisce con maggiore frequenza come bibliofilo, ex manager, innovator e culturale o docente universitario, più che come scrittore.
scrivere bene conta più delle vendite: la dichiarazione di kerbaker
Le parole attribuite a Kerbaker mettono al centro un criterio di valore diverso dai numeri. L’autore racconta che, a livello personale, non riveste importanza la quantità di copie vendute: ciò che conta è scrivere e farlo bene. Viene sottolineato un tratto costante: il suo carattere stabile è la narrativa.
narratore anche quando scrive saggi
La coerenza viene affermata anche nei testi non prettamente romanzeschi. Anche quando compaiono saggi, come i volumi dedicati a Milano e gli articoli, il suo obiettivo resta restare narratore. Questo approccio, secondo quanto riportato, si riflette anche nelle mostre e negli inviti: ogni dettaglio assume la forma di un racconto.
letture della divina commedia e figure citate: un ruolo da raccontare
La narrazione sul lavoro di Kerbaker richiama anche la collaborazione culturale con Vittorio Sermonti. Nel racconto viene indicata una sintonia: Sermonti avrebbe definito il ruolo di Kerbaker come quello di raccontare. Insieme, i due hanno organizzato letture epiche della Divina Commedia nella cornice di Santa Maria delle Grazie a Milano.
patente e “violin d’ingres”: il parallelo con kimi antonelli e maurizio costanzo
Il testo include un aneddoto costruito su analogie. Kerbaker afferma di considerare la questione come una “patente”, richiamando l’insegnamento di Maurizio Costanzo: secondo il parallelo proposto, Costanzo sarebbe ricordato per il Costanzo Show, mentre Kerbaker sarebbe associato a esperienze come Progetto Italia e a riferimenti come Paul McCartney al Colosseo, oltre che a articoli, ma non pienamente ai suoi libri, pur letti e acquistati dal pubblico.
È presente anche un riferimento scherzoso alla sindrome da “Violon d’Ingres”. Il grande pittore francese, descritto con la passione per il violino e l’aspirazione a diventare violinista, avrebbe poi trovato fama nell’arte pittorica. L’immagine viene usata per delineare il timore che la riconoscibilità pubblica possa legarsi più ad altri aspetti che non alla scrittura.
Kimi Antonelli viene citato tramite un paragone: quando iniziò a correre in Formula 1 non avrebbe avuto la patente, ma risulta comunque chiaro che guidasse molto bene. L’analogia rafforza l’idea che, al di là delle etichette, contino abilità e risultati.
figure menzionate nel racconto:
- Andrea Kerbaker
- George
- Maurizio Costanzo
- Paul McCartney
- Vittorio Sermonti
- Kimi Antonelli
- Tavecchio
- Costanzo Show
- Progetto Italia
- La rimozione
