Alcolici in aeroporto: perché ora Ryanair chiede di vietarli

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Alcolici in aeroporto: perché ora Ryanair chiede di vietarli

La questione degli alcolici negli aeroporti torna al centro del dibattito, con una richiesta netta formulata dal CEO di Ryanair, Michael O’Leary. L’attenzione si concentra sulla fascia mattutina, dove secondo quanto riportato cresce il rischio legato a ubriachezza e comportamenti aggressivi tra i passeggeri, con ricadute operative per le compagnie aeree.

richiesta di michael o’leary: niente alcolici prima degli orari dei pub

Nel corso di un’intervista rilasciata a The Times, pubblicata il 6 maggio 2026, Michael O’Leary ha indicato come priorità l’eliminazione della vendita di alcolici negli aeroporti al di fuori delle fasce in cui sono aperti i pub. Il riferimento riguarda soprattutto le prime ore del mattino, ritenute incompatibili con il servizio di bevande alcoliche.

O’Leary ha spiegato che sta osservando un peggioramento del fenomeno, descrivendolo come una difficoltà crescente per il settore. In base a quanto dichiarato, Ryanair sarebbe costretta a dirottare quasi un aereo al giorno a causa di incidenti legati al comportamento di passeggeri ubriachi.

licenze e regole aeroportuali: il nodo delle esenzioni al servizio

Secondo quanto affermato dal CEO, le criticità sarebbero amplificate dalle esenzioni dalla licenza di vendita di alcolici applicate ai punti vendita aeroportuali. La richiesta mira a riallineare l’erogazione di alcolici a orari ritenuti più controllabili, indicando in modo diretto che gli alcolici non dovrebbero essere serviti negli aeroporti fuori dagli orari di apertura dei pub.

O’Leary ha aggiunto che, negli altri orari, dovrebbe essere previsto un limite di due bevande a persona. In tale contesto, è stata citata anche la possibilità di controlli basati sulle carte d’imbarco.

ritardi e responsabilità: perché il problema non sarebbe solo della compagnia

Alla domanda sul possibile orario d’inizio della vendita di alcolici a bordo dei voli, Ryanair non risulta avere fornito una conferma. Il CEO, rivolgendosi a The Times, ha affermato che la responsabilità sarebbe distribuita e che la parte che “non lo fa” sarebbe da individuare in quelli che traggono vantaggio, cioè gli aeroporti.

La posizione riportata mette in evidenza un concetto di responsabilità condivisa tra soggetti coinvolti nella filiera del servizio, con l’obiettivo di ridurre le condizioni che aumentano la probabilità di incidenti durante il viaggio.

sanzioni e comportamenti a bordo: espulsioni e miscele di sostanze

Nel quadro delle misure di disciplina, O’Leary ha richiamato quanto annunciato dalla compagnia l’anno precedente: una multa da 500 euro per un passeggero che, con un comportamento indisciplinato, avrebbe determinato l’espulsione dall’aereo.

Il CEO ha inoltre segnalato la criticità connessa al mix di alcol e altre sostanze, citando la presenza di persone coinvolte in attività come lo sniffing di droghe. Ha aggiunto che, secondo la sua valutazione, il problema coinvolgerebbe donne e uomini in egual misura.

figure citate nel contesto della vicenda

  • Michael O’Leary (CEO di Ryanair)
  • The Times (quotidiano che ha pubblicato l’intervista)
  • Ryanair (compagnia aerea a cui si riferiscono le dichiarazioni)

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