Ai e accertamenti dell agenzia delle entrate: mai avviso emesso secondo carbone

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Ai e accertamenti dell agenzia delle entrate: mai avviso emesso  secondo carbone

Il tema dell’evoluzione tecnologica nel lavoro pubblico entra nel dibattito con una posizione netta: l’intelligenza artificiale come strumento di supporto, mai come regista dell’azione amministrativa. Nel corso del Festival del lavoro dei consulenti del lavoro, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone ha delineato l’approccio adottato dall’ente, chiarendo ruolo dell’innovazione, controlli interni e modalità operative legate ad analisi e risultati.

agenzia delle entrate e intelligenza artificiale: il ruolo dell’algoritmo

Nel suo intervento, Vincenzo Carbone ha affrontato l’avanzamento tecnologico richiamando lo slogan della manifestazione, legato alla necessità di governare il cambiamento. L’intelligenza artificiale viene riconosciuta come utile, con un focus preciso: la capacità di mettere insieme dati e arrivare più rapidamente a determinati risultati, riducendo i tempi che sarebbero necessari se l’elaborazione restasse affidata esclusivamente all’essere umano.

La direttrice dell’azione, però, non cambia: secondo Carbone, l’intelligenza artificiale non deve governare l’operato dell’Agenzia delle Entrate. La regola individuata è opposta: l’IA deve essere governata dall’Agenzia. La linea di demarcazione è illustrata in modo esplicito, affermando che non esisterà un avviso di accertamento emesso da un algoritmo, ma un passaggio ulteriore fondato sull’analisi professionale.

valutazione del funzionario e controllo sul risultato

Il principio operativo indicato da Carbone prevede che il risultato prodotto dall’elaborazione automatizzata venga sottoposto a esame da parte del funzionario dell’Agenzia delle Entrate. L’algoritmo, quindi, non sostituisce la valutazione, ma offre un output da verificare. In questo quadro, la decisione resta ancorata ai presupposti necessari per il riconoscimento di specifiche misure.

rimborsi fiscali più rapidi: dati, intelligenza artificiale e verifica

Carbone ha poi collegato l’approccio tecnologico a risultati concreti. L’Agenzia delle Entrate ha presentato dati relativi all’operato dell’anno, sottolineando un incremento del valore dei rimborsi erogati superiore a 2 miliardi. Parallelamente, è stato indicato un aumento nel numero dei rimborsi e una riduzione dei giorni necessari per completare l’operazione.

Secondo quanto riportato, tali risultati sono stati resi possibili anche dall’uso dell’intelligenza artificiale per integrare e organizzare i dati in tempi ridotti. La parte cruciale, però, rimane la fase successiva: l’esito ottenuto viene poi sottoposto alla valutazione del funzionario.

presupposti per il rimborso: esame finale

Carbone ha spiegato che, dopo l’elaborazione e l’analisi dei dati, il funzionario verifica se esistano effettivamente i presupposti per riconoscere il rimborso oppure se tali condizioni non siano presenti. L’attività di controllo viene quindi descritta come un passaggio determinante per garantire coerenza e correttezza dell’esito.

policy interna e garanzie: l’uso dell’ia resta sotto regole

Nel concludere, il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha ribadito l’impostazione di sicurezza e tranquillità rispetto all’uso dell’innovazione. È stata richiamata l’esistenza di una policy interna adottata dall’Agenzia all’indomani della promulgazione della legge sull’intelligenza artificiale, descritta come più restrittiva rispetto a quanto consentirebbe la legge 132 del 2025.

All’interno di questa cornice, viene confermata la centralità del controllo umano: anche quando l’intelligenza artificiale fornisce un risultato, rimane la presenza di un funzionario chiamato a esaminare e valutare ciò che l’algoritmo ha prodotto.

personaggi e figure citate

  • Vincenzo Carbone, direttore dell’Agenzia delle Entrate

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