Voli a rischio in europa in 6 settimane lufthansa ferma aerei per crisi di hormuz
L’allerta sul carburante per gli aerei in Europa si fa concreta dopo l’annuncio di Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. Lo scenario viene collegato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo considerato determinante per una quota rilevante del commercio mondiale del petrolio. Con tempi di rischio che si misurano in settimane, le ripercussioni sul traffico aereo europeo vengono descritte come imminenti e capaci di incidere sulla programmazione dei voli.
carburante per circa 6 settimane: l’allarme Birol
Secondo Birol, il Vecchio Continente avrebbe una disponibilità di carburante forse per 6 settimane. Il riferimento è legato alla possibile mancata riapertura dello Stretto in tempi brevi: in una simile condizione, si prevede l’emersione di misure operative legate alla carenza di carburante per gli aerei. Le conseguenze, sempre secondo l’esponente dell’AIE, potrebbero riflettersi in notizie su possibili cancellazioni di voli tra città europee differenti, a partire da un orizzonte temporale di circa sei settimane.
La prospettiva indicata da Birol risulta, nel quadro riportato, migliore rispetto a quella stimata in precedenza da ACI Europe. L’ente che rappresenta gli aeroporti europei aveva valutato che il rischio di carenza potesse concretizzarsi già a fine mese.
stretto di hormuz: blocco navale e impatto sul petrolio
Alla base della situazione descritta c’è lo Stretto di Hormuz, il braccio di mare attualmente indicato come sigillato dal blocco navale attuato dagli Stati Uniti. Il contesto viene richiamato con l’immagine di un’area resa paralizzata dall’Iran durante la guerra con gli Usa. La rilevanza dello snodo deriva dal ruolo attribuito allo Stretto nel soddisfare la catena di approvvigionamento: viene infatti indicato come determinante per il 20% del commercio del petrolio mondiale.
Nei termini dell’avvertimento, questa dinamica strutturale finirebbe per riflettersi nel giro di poco più di un mese sulle attività di volo in Europa, rendendo necessari cambi di rotta nella gestione dei voli.
lufthansa corre ai ripari: riduzione voli e aerei a terra
Nel quadro delle previsioni di possibile scarsità, la compagnia Lufthansa avvia misure di riprogrammazione. È previsto che vengano ridotti i voli meno produttivi e che restino 27 aerei a terra della compagnia sussidiaria regionale Cityline a partire da sabato.
Le misure vengono descritte come inevitabili per effetto di costi aumentati legati al carburante. Il CFO Till Streichert precisa che le decisioni, già pianificate, saranno applicate in anticipo rispetto ai programmi iniziali, con motivazione coerente con la contingenza. Streichert sottolinea che la situazione richiede l’implementazione delle misure in anticipo per far fronte alla crisi in atto.
La compagnia intende inoltre ridurre le attività su rotte a corto, medio e lungo raggio, con l’obiettivo di lasciare a terra aeromobili definiti inefficienti. La finalità dichiarata è migliorare la competitività delle piattaforme operative, in particolare a corto e medio raggio, in modo da definire meglio la rete di collegamenti.
cancellazioni anche in cina: stop a voli diretti per sudest asiatico e australia
La chiusura dello Stretto di Hormuz impatta anche le compagnie aeree cinesi. Secondo quanto riferito, sono iniziate cancellazioni di voli diretti verso Sudest asiatico e Australia. Le cancellazioni avrebbero riguardato viaggi all’estero in località di vacanza solitamente scelte dal turismo cinese.
Viene indicato che, negli ultimi giorni, risultano annullati voli per Melbourne e per Thailandia. Il provvedimento sarebbe stato disposto con un preavviso di pochi giorni rispetto a una fase considerata particolarmente favorevole per le vacanze. A maggio la Cina sarebbe prevista fermarsi dal 1° al 5 per la Festa del Lavoro.
principali riferimenti citati
- Fatih Birol
- Till Streichert
- Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE)
- ACI Europe
- Lufthansa
- Cityline