Vicky piria e il trauma in pista non potevo muovermi avevo molta paura

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Vicky piria e il trauma in pista non potevo muovermi avevo molta paura

Competenza, puntualità e una passione che non si è mai spenta: Vicky Piria si è affermata nel motorsport italiano grazie al lavoro come opinionista di Formula 1 per Sky, mantenendo contemporaneamente viva la carriera di pilota. Il racconto segue un filo preciso: dalla gavetta in famiglia fino all’obiettivo più sognato, la guida della Ferrari 296 Challenge.

vicky piria tra formula 1 in tv e carriera in pista

Il grande pubblico conosce Piria per la presenza nel mondo televisivo come voce tecnica del campionato. La preparazione è indicata come un tratto costante: puntuale, preparata, competente. Parallelamente, non c’è mai stata un’interruzione del percorso al volante. La figura di Vicky Piria viene descritta come un volto del motorsport nato da anni di esperienza maturata passo dopo passo, con la continuità tra i ruoli diventata parte della sua identità professionale.

dal debutto in famiglia alle prime gare regionali

La traiettoria sportiva parte dalla gavetta con papà e fratello e dalle prime esperienze in pista. Il ricordo delle “garette regionali” è associato a un modo semplice e concreto di vivere le gare: vincevamo e si tornava a casa con soddisfazione, mentre la settimana ripartiva con studio e preparazione. Piria racconta che il lunedì iniziava presto, con un ripasso prima di andare a scuola, segno di una disciplina costruita nel tempo.

il sogno della formula 1 dal vivo e la crescita in fretta

Il primo sogno realizzato è legato alla Formula 1 dal vivo a Montecarlo. L’emozione è riportata in modo diretto: a partire dalla pitlane uscì Raikkonen, e il suono del motore scatenò una reazione immediata, descritta come un pianto. Poco dopo arrivò un passo ulteriore: due anni più tardi Piria si trovò su una vettura di Formula 3, con un incoraggiamento del padre che suggeriva una svolta già possibile. La scelta, però, fu proseguire: la carriera continuò sia come pilota sia come opinionista, mantenendo l’orizzonte legato alla Formula 1.

vicky piria e le discriminazioni: cronometro contro giudizi

Nel percorso vengono evidenziate anche le difficoltà legate alle discriminazioni, presenti anche nella vita quotidiana. La risposta di Piria è costruita su un principio: non farne diventare un problema. Il confronto in pista viene descritto come più semplice perché a parlare è soprattutto il cronometro. In televisione, invece, il giudizio viene rappresentato come più legato all’immagine e alla percezione: l’idea riportata è che, in tv, si venga accusati per il fatto di essere la prima donna in Italia a parlare di motori.

imparare il mestiere mentre si corre

Nei primi mesi Piria racconta di aver sofferto la mancanza di oggettività. Oltre al tema dei giudizi, emerge anche una dimensione pratica: non c’era tempo per imparare con calma. L’esperienza viene descritta come un lavoro da affinare mentre lo si svolge, riducendo la possibilità di preparazione teorica separata dal contesto reale.

vicky piria nel gran turismo sprint: ferrari 296 challenge e giacomo ghermandi

La stagione nel Gran Turismo Sprint è indicata come un passaggio centrale della carriera attuale. Piria sarà al volante di una 296 Challenge con Zanasi Racing, affiancata da Giacomo Ghermandi. Il legame con l’obiettivo Ferrari viene descritto attraverso un immaginario fatto di crescita e miti: Piria dichiara di essere cresciuta con Schumacher e con il mito della Rossa, fino a trasformare l’ascolto del motore in una realizzazione personale.

il valore dei decimi: velocità e rischi in pista

La spiegazione sulla guida della 296 Challenge mette al centro due aspetti. Il primo è la potenza della vettura: il motore è assurdo e portare la macchina a un tempo decente risulta semplice. Il secondo riguarda la fase più delicata: limare gli ultimi decimi richiede rischi e margini ridotti. Con una macchina così forte, viene sottolineato quanto sia rapido farsi male.

incidente del 2012 in germania: paura e recupero

Il passaggio sui rischi riporta ai momenti più dolorosi, in particolare a un incidente del 2012 in Germania. Piria racconta di essere stata portata via in elicottero per un trauma importante alla colonna vertebrale. La scena descritta include l’impossibilità di muoversi e la paura intensa. Viene inoltre ricordato che, trovandosi ferma all’interno della monoposto, Piria avrebbe slacciato le cinture per uscire, ma il corpo non riuscì a permetterlo. La sensazione resta impressa in modo vivido, rievocata come attuale.

rimanere in pista dopo una settimana: la scelta di continuare

Nonostante l’episodio traumatico, la carriera prosegue senza arresti: Piria afferma che dopo una settimana era di nuovo in pista, a Budapest, sotto antidolorifici. Il ragionamento espresso è netto: quando si corre e si rischia, l’unica paura indicata è quella di buttare via tutto.

famiglia, pressione e amore per la pista: il ruolo di andrea

Anche con pressioni provenienti dall’ambiente familiare, la pista resta il riferimento principale. Nel racconto compare il supporto e la continuità della vita personale, con la menzione del marito Andrea, indicato come parte stabile accanto alla scelta di non fermarsi.

persone citate nel racconto

  • Vicky Piria
  • Giacomo Ghermandi
  • Zanasi Racing
  • Raikkonen
  • Andrea
“Ero ferma all’interno della monoposto, ho slacciato le cinture per uscire ma il mio corpo me lo ha impedito”: Vicky Piria racconta il suo trauma

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