Var: più chiarezza e trasparenza, parla Rocchi sulla promessa e sui fatti già fatti
Gianluca Rocchi torna a parlare mentre procede l’inchiesta arbitrale che lo vede indagato per frode sportiva. L’ormai ex designatore arbitrale, dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia dalla Procura di Milano, si è dimesso poche ore dopo e attende ulteriori sviluppi. Nel frattempo, le sue dichiarazioni sono arrivate anche a Le Iene, con un intervento trasmesso in serata il 30 aprile.
gianluca rocchi e l’inchiesta arbitrale: dimissioni e attesa
La posizione di Rocchi si inserisce in una fase delicata dell’indagine: l’ex designatore arbitrale risulta coinvolto con l’ipotesi di reato di frode sportiva e, dopo l’avviso ricevuto dalla Procura di Milano, ha scelto di rassegnare le dimissioni. La narrazione successiva ruota attorno a un punto ricorrente nelle sue parole: la continuità del proprio operato e l’assenza di promesse da parte sua, poiché il metodo dichiarato viene descritto come già applicato.
Durante l’intervento televisivo, Rocchi ha sottolineato che l’attività viene svolta seguendo un’unica linea di condotta: “Io l’ho sempre fatto”, quindi non sarebbe necessario promettere ciò che, secondo quanto dichiarato, è già in atto. Lo stesso concetto è stato ribadito anche sul tema della chiarezza relativa al VAR, con un passaggio che lega l’argomento alla pratica quotidiana: trasparenza e lavoro svolto, secondo la sua versione, “sempre ed esclusivamente” nel medesimo modo.
var e chiarezza secondo rocchi: “totale” e lavoro già in corso
Alla richiesta di una maggiore chiarezza sul funzionamento del VAR, Rocchi ha risposto indicando un atteggiamento netto verso l’esigenza di spiegazioni: “Totale”. Nelle sue parole compare anche il riferimento alla propria continuità operativa, con la puntualizzazione che non si tratterebbe di un impegno da assumere, bensì di un aspetto già praticato. La linea comunicativa costruisce l’immagine di un processo interno stabile, descritto come trasparente e coerente.
episodi contestati a gianluca rocchi: derby, scelta arbitrale e udinese-parma
Nell’ambito dell’inchiesta vengono indicati tre episodi contestati a Gianluca Rocchi. Le contestazioni si estendono su partite e momenti diversi, con riferimenti a scelte che avrebbero avuto come obiettivo la gestione delle designazioni e, in un caso, l’iter di decisione al VAR.
derby di coppa italia: incarico contestato per andata del 2 aprile 2025
Il primo episodio riguarda il 2 aprile 2025, collegato all’andata del derby di Coppa Italia. Secondo quanto riportato, Rocchi avrebbe deciso in concorso con più persone presso lo stadio di San Siro l’arbitro per Bologna–Inter, cioè Andrea Colombo, in quanto indicato come “gradito” ai nerazzurri.
semifinale di coppa italia: scelta di daniele doveri per il 20 aprile 2025
Il secondo episodio è datato 20 aprile 2025 e riguarda la scelta di Daniele Doveri per la semifinale di ritorno. Nella contestazione Doveri risulterebbe “poco gradito” al club nerazzurro. La motivazione riferita nei passaggi descritti dall’ipotesi di lavoro ruota attorno all’obiettivo di assicurare all’Inter direzioni di gara diverse per l’eventuale finale di Coppa Italia e, inoltre, per il resto delle partite di A. In giorni precedenti, su questa ricostruzione aveva parlato anche il presidente dell’Inter Beppe Marotta.
udinese-parma del 1 marzo 2025: fallo, var paterna e verbale sospeso
Il terzo episodio è quello già noto e riguarda la partita tra Udinese e Parma dell’1 marzo 2025. Qui l’elemento centrale riguarda una dinamica collegata a un fallo: l’arbitro Fabio Maresca non ritiene che l’episodio sia da calcio di rigore, e il VAR Paterna sembra concordare. Successivamente, però, secondo la ricostruzione descritta, un video mostra che si passa a un momento di confronto: si vede una variazione di comunicazione, con una rotazione verso un’interlocuzione alle spalle e poi un cambio di idea.
Convocato dalla procura come testimone, l’arbitro vede il verbale sospeso. A quel punto, risulta che sia stato iscritto nel registro degli indagati per falsa testimonianza.
interrogatori: facoltà di non rispondere per roccchi e audizione di gervasoni
Nel quadro delle procedure, Rocchi e il suo avvocato hanno scelto di non presentarsi davanti ai Pm per l’interrogatorio, avvalendosi quindi della facoltà di non rispondere. La decisione di non rispondere si collega alla fase processuale in corso e sostituisce la partecipazione diretta all’audizione.
Non allo stesso modo si è mosso Andrea Gervasoni, supervisore VAR, anch’egli autosospeso e indagato per concorso in frode sportiva in relazione al match tra Salernitana e Modena dell’8 marzo 2025. L’interrogatorio di Gervasoni si è svolto per circa quattro ore.
gervasoni: risposte all’interrogatorio e focus su inter-roma
Durante l’audizione, Gervasoni avrebbe risposto a tutte le domande del pubblico ministero, con un approfondimento anche su Inter–Roma e sul caso del presunto rigore su Bisseck non fischiato. Alla stampa presente all’esterno della caserma della guardia di finanza “Silvio Novembre”, al termine dell’interrogatorio, ha dichiarato: “Escludo al 100% una manomissione dell’audio della sala Var della partita Inter–Roma”.
personalità citate nell’ambito dell’inchiesta e dei riferimenti sportivi
Nel perimetro delle vicende riportate compaiono diversi protagonisti dell’ambito arbitrale e sportivo, con ruoli distinti tra designazioni, direzione di gara e gestione VAR.
- Gianluca Rocchi
- Andrea Colombo
- Daniele Doveri
- Fabio Maresca
- Paterna
- Andrea Gervasoni
- Beppe Marotta
- Bisseck
