Ufo burger, critiche e amarezza: la storia di dopo 15 anni
Dalla vita da magazziniere al mondo dei creator, fino all’ingresso nel business con un locale tutto incentrato su un’idea fuori dagli schemi: il percorso di Dadda, Daniel Daddetta all’anagrafe, racconta un successo nato in modo inatteso e cresciuto grazie a relazioni consolidate e a una forte identità online. La domanda che accompagna questo cambiamento resta sempre la stessa: quanto durerà? Lui stesso si dice pronto a “sperare” di ritrovare, se servisse, quel lavoro già citato nel proprio curriculum: 15 anni da magazziniere.
Volto molto amato dalla Generazione Z, Dadda ha iniziato a muoversi sui social insieme a uno dei suoi migliori amici, Riccardo Dose. La conoscenza risale a quando entrambi giocavano nella stessa squadra di calcio: un’intesa costruita “dentro e soprattutto fuori dal campo” che ha poi portato Dose a inserirlo nei propri format YouTube, con un focus marcato sul cibo. Da quella base è partito un percorso che oggi coinvolge anche l’imprenditoria.
da dadda a imprenditore: percorso tra social e lavoro
Dalla prospettiva di Dadda, i lavori svolti in precedenza—come cameriere, barista e per 15 anni magazziniere—hanno contribuito a mantenere un approccio concreto. In particolare, l’esperienza maturata in contesti in cui si valorizza il lavoro manuale viene descritta come un elemento che rende la vita “più serena”, trasformando l’attività odierna in una sorta di fortuna da vivere con la stessa energia di una gioia quotidiana.
Anche l’ingresso nel mondo social viene raccontato come qualcosa di non completamente estraneo: pur partendo da “trentenne”, Dadda afferma che le dinamiche social erano già presenti nella sua routine, grazie all’amicizia con Dose da 12 anni e alla presenza accanto a eventi e sviluppo del percorso dell’amico. Il passaggio verso i contenuti nasce per caso: video realizzati con Dose, poi consolidati fino a una maturità personale raggiunta intorno ai 33 anni.
space patty e esperienze dm: idee nate sui social
Il progetto imprenditoriale si lega anche alla dimensione di spettacolo. Dadda e Dose hanno aperto vicino ai Navigli di Milano l’hamburgheria Space Patty, mentre da circa un paio d’anni lo show nato sui social, “Esperienze D.M.”, porta loro protagonismo insieme al collega Awed in tour a teatro.
Nel racconto di Dadda, il timore che “finisca” viene affrontato con realismo: nell’eventualità di un arresto del progetto, nel curriculum resta indicata la possibilità di ritornare a quel lavoro già svolto. Il punto centrale, però, resta la volontà di far durare la fase attuale il più a lungo possibile.
da dove nasce l’identità: il modello youTube del cibo
Il posizionamento di Space Patty viene descritto come frutto di un’esperienza costruita su YouTube: uno dei format principali consiste nel provare qualsiasi tipo di cibo esistente. Nel tempo sono stati affrontati itinerari in Italia, Europa e nel mondo, con un volume elevato di contenuti dedicati al cibo, indicati come circa 370-380 video nel periodo precedente.
competere con i colossi: umiltà e strategia
Rispetto a un mercato con competitor di grande portata, la scelta di ingresso viene spiegata tramite umiltà. La differenza di partenza è collegata al fatto che il progetto nasce da un percorso YouTube incentrato sull’assaggio e sull’esplorazione del cibo: un bagaglio che viene trasformato in identità commerciale e in impostazione del locale.
innovazione: l’ufo burger come focus unico
Il tratto distintivo dichiarato da Dadda riguarda una volontà di non proporre il “classico” fast food o smash burger né soltanto ciò che risulta di tendenza. La proposta si concentra sul concetto di “ufo burger”, con una caratteristica estetica: in Italia, secondo quanto riportato, esisterebbero soltanto 2-3 ristoranti che presentano un panino singolo a forma di ufo. Space Patty sceglie di concentrare tutto il menù attorno a questa forma, costruendo lo spazio del ristorante con un “mood spaziale” pensato come estensione diretta dell’idea.
critiche e recensioni: come vengono gestite
Nel racconto dei contenuti e della cucina, l’esperienza positiva viene riportata come dominante: non risultano piatti o momenti che abbiano portato a pensare “non ne vale la pena”. La motivazione viene legata alla dimensione culturale del cibo: assaggiare in luoghi differenti permette di osservare come spezie e ingredienti vengano usati e valorizzati nel rispettivo contesto. Dadda dichiara inoltre di essere una persona che mangia di tutto.
il limite alimentare: il fegato
Esiste però un alimento indicato come non gradito: il fegato. La preferenza viene espressa senza distinzione rispetto alla tipologia di locale, sia che si tratti di ristorante tipico sia di realtà stellate.
perché le critiche hanno avuto più eco
Una parte significativa del racconto riguarda “un’ondata di critiche” arrivata dopo l’avvio del progetto imprenditoriale. Dadda spiega che il suo percorso social con Dose è stato “pulito” e genuino, senza contenuti che facciano riferimento ad aspetti negativi. Durante l’apertura, però, la messa in discussione—espressa anche attraverso elementi visivi come dimensioni del panino o dettagli del prodotto—ha inciso sul piano emotivo, soprattutto perché il progetto richiedeva passione quotidiana da oltre un anno.
Nel periodo immediatamente successivo all’avvio, la gestione delle recensioni negative viene descritta con una scelta netta: dopo le prime tre settimane Dadda ha deciso di non guardare più commenti negativi e recensioni su Space Patty, perché gli effetti sarebbero stati percepiti “sul fegato” e come boccone amaro. Allo stesso tempo, viene riconosciuto che la presenza di critiche può avere anche un effetto di curiosità: i commenti spingono alcune persone a venire a mangiare realmente.
critiche costruttive e interventi concreti
Dalla prospettiva di Dadda, ciò che conta è che le osservazioni vengano formulate e, soprattutto, che portino a un cambiamento. Viene citato l’esempio di alcune criticità su cui si è intervenuti in prima persona, come la qualità di alcuni prodotti e la forma del pane. Viene inoltre ribadita la posizione favorevole verso le critiche quando risultano costruttive.
Un elemento collegato alla percezione viene ricondotto anche alla presenza di recensioni su Google e YouTube: la visibilità delle valutazioni viene descritta in termini di contrasto tra pareri differenti, rappresentati come “medaglie” opposte. In ogni caso, il fatto che la gente ne parli viene considerato utile, purché si tratti di feedback che aiutano davvero a migliorare.
videorecensioni non oggettive: il tema della data iniziale
Per quanto riguarda l’eventuale mancanza di oggettività nei contenuti, Dadda afferma di non voler interpretare tutto come conseguenza di gelosia o invidia. Esiste però una situazione specifica descritta in modo molto concreto: alcune persone avrebbero assaggiato il prodotto già al secondo giorno, quando era plausibile che l’esperienza potesse risentire di tempi e ritmo di lavoro, oltre a possibili dimenticanze di prodotti.
All’apertura, il locale aveva previsto l’arrivo di 800-1.000 persone, mentre al primo giorno ne sarebbero arrivate 6.000, arrivando a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per disordine pubblico. Dadda dichiara di poter comprendere le critiche basate su questi fattori, mentre per quelle motivate da cattiveria fa riferimento a un “karma” che tornerà.
esperienza nel food e gestione del personale
Secondo Dadda, c’è un equivoco diffuso: molte persone credono che lui e Dose siano in cucina a preparare direttamente i panini. La realtà, secondo quanto riportato, è diversa. Nel primo store risultano presenti 23 dipendenti, mentre nella “dark kitchen” in apertura la prossima settimana sono previsti ulteriori 7 membri del team.
In questa fase Dadda afferma con chiarezza di non avere le capacità per gestire autonomamente l’attività food su scala, e sottolinea che dietro al progetto operano tre manager specializzati. Il loro compito include la gestione del lato food cost, le assunzioni e il controllo di ciò che permette di far quadrare tutto all’interno del sistema. Dalla narrazione emerge che questi manager lavorano in ambito specifico da 20 anni, con focus su materie prime e organizzazione del lavoro.
Personaggi e membri citati:
- Daniel Daddetta (Dadda)
- Riccardo Dose
- Awed


