Tumori movimento aiuta le cure ma lo pratica solo il 7% dei pazienti

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Tumori movimento aiuta le cure ma lo pratica solo il 7% dei pazienti

Muoversi durante e dopo una diagnosi oncologica può diventare un elemento decisivo del percorso di cura. La visione contemporanea del trattamento mette infatti in relazione le terapie farmacologiche con l’esercizio fisico, valorizzando un approccio integrato capace di incidere su benessere psicofisico, tollerabilità delle cure ed esiti clinici. In questo scenario si inserisce Be Active Lab, una piattaforma digitale realizzata da Amgen con il contributo di un board multidisciplinare, pensata per sostenere i pazienti lungo tutto l’iter terapeutico attraverso programmi di attività costruiti in modo mirato e accessibile.

esercizio fisico oncologia: benefici clinici e qualità della vita

La letteratura scientifica citata evidenzia che mantenere un livello di attività adeguato può contribuire a migliorare la qualità di vita e il benessere psicofisico, oltre a supportare la gestione di aspetti come ansia e depressione. L’impatto riguarda anche gli eventi avversi associati ai trattamenti, come fatigue, anemia e neuropatie.

Le evidenze riportate collegano inoltre l’esercizio a potenziali ricadute sugli esiti clinici: migliore efficacia delle terapie, riduzione del rischio di recidiva e aumento delle probabilità di sopravvivenza. In linea con le indicazioni internazionali dell’OMS, praticare attività fisica dopo una diagnosi oncologica risulta associato a un minor rischio di mortalità.

be active lab: piattaforma digitale per programmi di esercizio personalizzati

Be Active Lab nasce come iniziativa online sviluppata da Amgen con un board multidisciplinare composto da oncologi, ematologi, medici dello sport e chinesiologi. L’obiettivo è fornire contenuti informativi e percorsi di esercizio personalizzati lungo tutto il percorso di cura.

exercise oncology: attività fisica come parte integrante del trattamento

La disciplina descritta come exercise oncology considera l’attività fisica non soltanto un consiglio di benessere, ma un elemento integrante del percorso terapeutico. Secondo quanto riportato, l’esercizio può migliorare la tollerabilità delle terapie e contribuire a ridurre gli effetti collaterali, influenzando anche l’efficacia delle cure: una maggiore regolarità nell’assunzione del trattamento, con minor probabilità di interruzioni, annullamenti o cambi di terapia, aumenta la possibilità che la cura funzioni al meglio.

Dal punto di vista biologico, vengono richiamati meccanismi legati al movimento: miglioramento dell’ossigenazione dei tessuti, rafforzamento del sistema immunitario e supporto nel contrasto di infiammazione e debilitazione generale.

studi e risultati: rischio di morte, recidiva e mortalità ridotta

La ricerca citata valuta l’impatto dell’attività fisica in pazienti oncologici considerando tipologie di tumore e livelli di gravità. Tra gli studi menzionati, il trial Challenge, pubblicato su Nejm a fine 2025, ha esaminato gli effetti di un programma strutturato di esercizio in persone con tumore del colon. I risultati indicati mostrano una riduzione del 37% del rischio di morte e una riduzione del 28% del rischio di recidiva.

Un’ulteriore analisi richiamata su 7 tipi di tumore (vescica, rene, cavità orale, polmone, retto, endometrio e ovaio) descrive un rischio significativamente più basso di mortalità nelle persone più attive, sia prima sia dopo la diagnosi.

Vengono riportate anche indicazioni su tumore al seno, con un effetto positivo sulla risposta immunitaria e un miglioramento del controllo sulla malattia. Per quanto riguarda i tumori ematologici come i linfomi e per le forme metastatiche, l’attività fisica risulta associata a miglioramenti della funzionalità fisica e della qualità di vita, insieme a una migliore tollerabilità delle terapie.

attività fisica adattata: valutazione clinica, obiettivi progressivi e monitoraggio

La pratica dell’attività fisica non viene presentata come standardizzata, ma come personalizzata. È richiamato il concetto di attività fisica adattata, costruita su misura in base a condizioni cliniche e caratteristiche della persona.

personalizzazione dell’esercizio: valutazione, preferenze e continuità

La personalizzazione, come indicato, parte da una valutazione clinica e funzionale del paziente, includendo anche le preferenze. Gli obiettivi devono essere progressivi e accompagnati da un monitoraggio costante, con finalità legate a adesione e continuità nel tempo.

aderenza ancora limitata: percentuale di pazienti attivi

Nonostante le evidenze riportate, viene sottolineato che solo il 7% dei pazienti oncologici pratica regolarmente attività fisica. La spiegazione indicata riguarda una consapevolezza ancora ristretta e la presenza di una barriera culturale da superare.

da riposo terapeutico a esercizio mirato: cambio di paradigma

Viene ricordata una convinzione passata secondo cui, in presenza di tumore, fosse soprattutto necessario riposare, con l’idea che il riposo potesse essere curativo e ridurre il metabolismo delle cellule tumorali. In base alle informazioni riportate, questo approccio non è considerato corretto: l’esercizio viene descritto come una terapia mirata che favorisce i tessuti sani rispetto alle cellule tumorali e può costituire un’opportunità di supporto al percorso di cura.

Le iniziative presentate come Be Active Lab sono indicate come passi significativi per favorire una evoluzione culturale della medicina. Oltre al valore educativo della piattaforma, viene evidenziata la possibilità di accedere a un allenamento sicuro e personalizzato.

contenuti e video-esercizi di be active lab: forza, mobilità e respirazione

Il portale mette a disposizione contenuti informativi ed educativi sui benefici dell’attività fisica e dello stile di vita sano, con una user experience intuitiva e facilmente navigabile da desktop e mobile. È riportata anche la disponibilità di una raccolta di circa 70 video-esercizi dedicati a forza, mobilità e respirazione.

I video sono ideati e guidati da scienziati del movimento, medici dello sport e chinesiologi. Ogni esercizio risulta adattabile a diversi livelli di intensità ed è pensato per essere eseguito anche a casa, dopo una valutazione con il medico su quali attività siano più adeguate e sul limite massimo di attività fisica raggiungibile.

Per ogni esercizio è disponibile una versione in formato video con una trascrizione scritta, così da garantire un livello elevato di accessibilità. La piattaforma consente inoltre filtri per distretto corporeo e categoria, tra cui riscaldamento, potenziamento muscolare, equilibrio e stretching. È indicata anche la presenza di una versione adattata per chi presenta difficoltà nell’esecuzione di specifici movimenti.

patient journey e visione di amgen: ruolo essenziale dell’esercizio fisico

Le evidenze menzionate collegano il successo del percorso di cura alla complessità del patient journey, dipendente non solo da terapie innovative, ma anche da una pluralità di fattori. In questo quadro l’esercizio fisico viene descritto come un ruolo essenziale.

La visione attribuita ad Amgen collega l’iniziativa alla necessità di rendere le strategie terapeutiche sempre più mirate, efficaci e tollerabili, supportando un approccio olistico e contribuendo all’evoluzione dei modelli assistenziali tramite una lunga esperienza di ricerca sui pazienti oncologici.

sport come alleato nel percorso di recupero: esperienza di ivan basso

È riportata anche una testimonianza legata all’esperienza personale di chi ha affrontato la malattia e ha trovato nello sport un supporto nel recupero. Ivan Basso descrive di non aver mai abbandonato l’attività sportiva, considerandola utile in ogni fase del recupero e ancora rilevante nel presente. Il ritorno viene descritto come graduale, ma determinante per ritrovare equilibrio, forza e fiducia.

Secondo quanto riportato, riprendere l’attività fisica in breve tempo, con l’approvazione dei medici, avrebbe fornito un sostegno psicofisico importante.

figure citate nel contesto di be active lab

  • Fotios Loupakis
  • Alice Avancini
  • Francesca Lanfranconi
  • Alessandra Brescianini
  • Ivan Basso

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