Trump o Putin più pazzi? Al Bano racconta la sua verità e i concerti in Russia

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Trump o Putin più pazzi? Al Bano racconta la sua verità e i concerti in Russia

Al Bano torna al centro dell’attenzione con una serie di dichiarazioni sui concerti in Russia, rievocando le presenze in città come Mosca e collegando la propria scelta di esibirsi a una visione definita “super partes” e orientata al pacifismo. Nel racconto emergono anche riferimenti a un precedente ospitalità verso una famiglia di profughi ucraini e una lettura personale del conflitto, accompagnata da considerazioni su figure politiche internazionali.

Le parole del cantante si intrecciano con il contenuto di un post pubblicato dalla Piazza Rossa, riportato nei passaggi descrittivi: “Da Mosca con amore e desideri di pace in tutto il mondo”. In quel contesto Al Bano difende la propria presenza e sostiene che il pubblico abbia accolto l’Italia con entusiasmo.

al bano difende i concerti in russia e rivendica la posizione “super partes”

Nel commentare la decisione di andare in Russia per esibirsi, Al Bano imposta la riflessione su un parallelismo tra ruolo artistico e necessità personale: un cantante è come un dottore, quindi se viene chiamato significa che c’è bisogno della sua presenza. La giustificazione trova forma anche nella frase “io vado dove mi chiamano”, legando la tournée a una chiamata diretta e non a un calcolo politico.

Al Bano ricostruisce poi l’esperienza a Mosca, citando un’affermazione attribuita al suo post dalla Piazza Rossa. Lì sostiene che l’evento abbia mostrato una risposta enorme: dopo precauzioni prese in vista del viaggio, il cantante dichiara di essersi trovato di fronte a 400 mila persone entusiaste. Nel racconto, il punto centrale resta la relazione con il pubblico e l’idea che molta gente ama l’Italia, rendendo, secondo la sua interpretazione, inconcepibile l’astensione dalle esibizioni.

al bano sul conflitto: pacifismo, anti-guerra e ruolo di “messaggero di pace”

Alla domanda sul motivo per cui non sia mai stato in Ucraina da quando è iniziata la guerra, Al Bano risponde richiamando il principio della chiamata: “ma perché non mi hanno chiamato loro, io vado dove mi vogliono”. Nella stessa risposta introduce un elemento personale, descrivendo di aver ospitato quattro anni fa a casa propria una famiglia di profughi ucraini.

Il cantante qualifica inoltre il proprio posizionamento attraverso categorie che vengono presentate come identitarie e professionali: “sono super partes”, sono anti-guerra, sono un pacifista nato e un messaggero di pace. Il testo attribuisce a questa cornice la motivazione profonda delle sue scelte, oltre alla semplice attività concertistica.

al bano tra putin e trump: accuse ai “pazzi” e lettura del donbass

Un ulteriore passaggio riguarda la domanda su chi farebbe più paura tra Trump e Putin. Al Bano afferma che a lui fanno paura i pazzi, impostando la valutazione non su schieramenti, ma su una categoria caratteriale. Nel distinguere la propria visione sui due leader, sostiene che “Putin secondo me ha difeso quello che doveva difendere”.

La spiegazione viene sviluppata attraverso una ricostruzione temporale e territoriale: per anni, secondo la sua versione, in Donbass russi e ucraini si sarebbero amati, avrebbero collaborato e sarebbero stati fratelli. Poi, sempre secondo quanto riportato, dalla parte ucraina sarebbero iniziati i bombardamenti o gli spari contro i russi presenti, e di conseguenza la risposta russa viene descritta come inevitabile nella narrazione del cantante: “E quindi i russi hanno fatto quello che hanno fatto”.

La valutazione su Trump introduce un giudizio numerico e operativo: il cantante sostiene che Trump “si vede”, che “ne fa una buona e quattro sbagliate” e che, nella sua lettura, “ora per lui ogni occasione è buona per scatenare la guerra”. La conclusione del passaggio ribadisce la convinzione che le scelte internazionali siano strettamente collegate a un impulso bellico.

Persone citate nel testo:

  • Al Bano
  • Putin
  • Trump
“Se sia più pazzo Trump o Putin? Il primo, si vede. Ne fa una buona e quattro sbagliate. I miei concerti in Russia? Un cantante è come un dottore, se ti chiamano vai”: parla Al Bano
“Mio padre mi è mancato tantissimo, ma non l’ho mai colpevolizzato. Forse in passato per questo ho cercato compagni più grandi. Lo capirò probabilmente”: Elisa Isoardi commossa
“Mio padre mi è mancato tantissimo, ma non l’ho mai colpevolizzato. Forse in passato per questo ho cercato compagni più grandi. Lo capirò probabilmente”: Elisa Isoardi commossa

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