Truffa sentimentale Eva Henger: credeva di essere il fidanzato e inviava soldi ogni giorno

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Truffa sentimentale Eva Henger: credeva di essere il fidanzato e inviava soldi ogni giorno
@voltabuonarai “Un uomo è stato truffato con la mia immagine, poi mi ha cercata sui social”: il racconto di Eva Henger a #LVB #davedere #lavoltabuona #evahenger ♬ audio originale – la volta buona

Un rapporto costruito su messaggi quotidiani, confessioni e promesse rapide da credere. Poi la scoperta di non essere mai davvero dall’altra parte dello schermo. Eva Henger ha raccontato un’esperienza legata a una truffa sentimentale che ha usato la sua identità, mostrando come profili falsi e finte conversazioni possano trasformare l’illusione in un raggiro reale.

eva henger, identità usata in una truffa sentimentale

La vicenda è emersa nel corso di un’intervista televisiva di “La Volta Buona”, condotta da Caterina Balivo, durante la puntata dell’8 aprile. Henger ha spiegato che, per mesi, la persona coinvolta credeva di avere una relazione con lei, quando in realtà dall’altro lato dello schermo c’era chi stava impersonando la sua immagine.

Il meccanismo ha preso forma attraverso contatti su piattaforme online. La vittima, convinta dell’esistenza di un legame con l’attrice, ha cercato il riscontro sul profilo Instagram effettivo di Henger, arrivando a contattare l’account reale e a confrontarsi con quanto accadeva sugli altri canali.

il contatto sul profilo instagram e la creazione dell’inganno

Secondo quanto riferito da Henger, l’interlocutore avrebbe scritto sul suo profilo “vero”, dichiarando che la vittima lo aveva bloccato su un profilo diverso, descritto come “quello tuo privato”. L’attrice ha chiarito che quel profilo non esiste, aggiungendo anche di non essere presente su Telegram.

La conversazione, però, non si è fermata: la persona che impersonava Henger avrebbe continuato a coinvolgere la vittima con una narrazione costruita su presunti scambi, accompagnata da messaggi che la spingevano a proseguire. Henger ha riportato frasi legate a ciò che “sarebbe accaduto tra loro”, presentando l’uomo come convinto di una storia già avviata.

foto e video: la storia raccontata come se fosse vera

Un elemento centrale, secondo la ricostruzione, riguarda contenuti multimediali. L’attrice ha spiegato che l’uomo inviava video e anche foto, materiali che non sarebbero stati condivisi nel racconto televisivo. La narrazione restava coerente ai suoi occhi, mentre l’inganno veniva rinforzato dalla quantità di materiale e dalla continuità dei contatti.

Durante lo scambio con Balivo, è emerso anche il tema della “privacy” collegata alla vittima che stava truffando, con la conduttrice che ha sottolineato come la situazione fosse connessa a un raggiro costruito su un’identità non reale. Henger ha confermato l’esistenza di fotomontaggi e di una trama in cui la presunta relazione veniva presentata come un rapporto già vissuto, includendo anche la versione di un fidanzamento e della rottura.

la dinamica dei soldi nella truffa romantica

La parte più preoccupante della vicenda riguarda la dimensione economica. Henger ha raccontato che l’interlocutore avrebbe affermato di averle inviato denaro, trasformando le promesse emotive in una richiesta finanziaria indiretta e persistente.

50-80 euro al giorno: un raggiro che cresce nel tempo

Henger ha spiegato di aver denunciato l’accaduto, ma di essere stata anche esposta a una pressione ulteriore: l’uomo avrebbe mostrato prove per far credere alla vittima che i pagamenti fossero legati alla presunta relazione.

La dinamica descritta prevede che, ogni giorno, venissero versati tra 50 e 80 euro alla persona che si spacciava per lei. L’attrice ha osservato che lo scopo fosse ottenere denaro e che il meccanismo avrebbe finito per creare una situazione imbarazzante anche nei suoi confronti.

Nel corso del confronto televisivo, è stato aggiunto anche un commento sull’ammontare: Pino Insegno ha richiamato la necessità di fare i conti su una somma che, per mesi, sarebbe stata ripetuta quotidianamente.

come si passa dall’illusione alla dipendenza

La ricostruzione mette in evidenza la tipicità delle truffe romantiche: costruzione di una credibilità attraverso profili falsi, identità rubate e una narrazione coerente. Secondo quanto riportato, chi paga lo fa perché ritiene tutto autentico, mentre il raggiro può prolungarsi a lungo, senza far emergere subito l’inganno.

denuncia e avvertimento: dietro un profilo può esserci chiunque

Henger ha riferito di aver sporto denuncia alle autorità, con l’obiettivo di tutelare la propria immagine e contribuire a proteggere la vittima del raggiro. Al tempo stesso, ha colto l’occasione per lanciare un messaggio di prudenza: dietro un profilo possono celarsi persone diverse da quelle che appaiono, sfruttando la fiducia generata dai messaggi e dai contenuti condivisi.

La storia presentata non viene circoscritta a un caso isolato, ma inquadrata come parte di un fenomeno in crescita. La trasformazione di una bugia in una relazione diventa possibile quando bastano pochi dettagli online: foto, nome e una sequenza di messaggi costruiti in modo convincente.

personaggi menzionati nel racconto

  • Eva Henger
  • Caterina Balivo
  • Pino Insegno
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