Stellantis in tribunale contro trasnova per fermare gli scioperi dei dipendenti
Stellantis ha avviato una controversia giudiziaria contro Trasnova, impresa incaricata della logistica per conto del gruppo franco-italiano. Il contenzioso si inserisce in una fase di passaggio legata alla commessa in scadenza tra venti giorni e coinvolge oltre 200 lavoratori, con ricadute dirette sulle attività di spedizione delle auto e sui tempi operativi negli stabilimenti.
stellantis contro trasnova: guerra legale e commessa in scadenza
Il gruppo automobilistico sostiene che le mobilitazioni degli operai stiano provocando rallentamenti nel passaggio di consegne e attribuisce a Trasnova un presunto atteggiamento ostruzionistico nella gestione della transizione. Secondo quanto comunicato da Trasnova, l’azienda appaltatrice avrebbe infatti denunciato la situazione con una lettera inviata a ministeri, organizzazioni industriali, sindacati e Regioni interessate dalla presenza degli stabilimenti.
La commessa relativa alla logistica è collegata alle spedizioni delle auto da Torino, Cassino, Pomigliano d’Arco e Melfi con attività distribuite su tutto il territorio nazionale. Il costruttore ha deciso di internalizzare il servizio, decisione che comporta che dal prossimo 30 aprile i lavoratori restino senza lavoro.
trasnova: attività logistiche rallentate e richiesta di urgenza al tribunale
Le attività logistiche, legate alla spedizione delle auto, risultano rallentate anche a causa di scioperi e mobilitazioni dei dipendenti. In tale contesto Stellantis afferma di avere subito gravi danni e di dover fronteggiare l’ostruzionismo attribuito a Trasnova.
Da qui la decisione di chiedere un provvedimento d’urgenza al Tribunale di Torino, notificato il 7 aprile. I giudici hanno accolto la richiesta, ordinando a Trasnova di cessare ogni condotta volta a impedire la possibilità per Stellantis di procedere con la spedizione delle auto già pronte. Inoltre è stato imposto di consentire l’accesso ai piazzali e di mettere a disposizione immediatamente i materiali necessari per l’esecuzione diretta di lavorazioni e servizi previsti dai contratti logistici.
penale per i ritardi e reazione delle parti coinvolte
Il provvedimento stabilisce che, per ogni giorno di ritardo, Trasnova debba pagare una penale di 100.000 euro. Stellantis sostiene quindi l’esigenza di garantire continuità operativa nella fase finale della commessa, mentre Trasnova qualifica la decisione come ingiusta e lesiva, pur dichiarando la necessità di rispettare l’ordine mentre prepara le difese.
Anche Fiom-Cgil giudica la pronuncia grave, sostenendo che l’obiettivo sarebbe quello di frenare le iniziative di mobilitazione messe in campo dai lavoratori e di avviare una dinamica considerata pericolosa.
fiom-cgil: timore per l’impatto sulle mobilitazioni
Per Fiom-Cgil, il provvedimento inciderebbe direttamente sulla possibilità di proseguire le mobilitazioni. Samuele Lodi e Ciro D’Alessio, rispettivamente responsabile settore mobilità e coordinatore settore automotive, richiamano l’attenzione sulla dimensione sociale della fase di confronto, collegandola al rischio di escalation.
lettera di trasnova: stellantis avrebbe agito senza piena trasparenza del confronto
Trasnova sostiene che, nella propria ricostruzione, Stellantis avrebbe agito “al buio” mentre sarebbe proseguito un dialogo per arrivare alla transizione. L’azienda afferma che l’iniziativa giudiziaria sarebbe intervenuta in un momento in cui tra le parti era già in corso un confronto finalizzato a una regolazione condivisa delle ultime settimane di commessa.
timeline degli incontri e delle comunicazioni citate da trasnova
Secondo Trasnova, il 27 marzo sarebbe stato inviato l’invito a individuare congiuntamente una disciplina condivisa per la transizione. Tre giorni più tardi Stellantis avrebbe risposto manifestando una necessità improrogabile e rappresentando un’urgenza operativa. Trasnova dichiara però che Stellantis avrebbe taciuto il fatto che il 21 marzo fosse già stato depositato il ricorso.
È indicato inoltre che l’1 aprile si sarebbe tenuto un incontro con focus su Melfi, durante il quale Trasnova avrebbe trasmesso una proposta di accordo per disciplinare gli ultimi giorni di lavoro. Trasnova sostiene che non sarebbe stato fornito alcun riscontro, mentre sarebbe stata prevista la notifica del provvedimento.
conseguenze operative e prospettive sugli ammortizzatori sociali
Trasnova avverte che l’iniziativa giudiziaria, definita illegittima e infondata, determinerebbe gravissime conseguenze sul piano operativo. Secondo l’azienda, la situazione inciderebbe anche sulla capacità di Trasnova di adempiere agli obblighi verso i propri lavoratori nel mese corrente.
L’azienda evidenzia inoltre che le pretese risarcitorie impedirebbero qualsiasi interlocuzione per l’adozione di strumenti di ammortizzatore sociale. Da qui la richiesta di un confronto istituzionale e sindacale con massima urgenza, finalizzato a individuare una soluzione per la tutela dei lavoratori e per governare con urgenza la fase conclusiva degli affidamenti.
dimensione della vertenza e contesto della decisione di internalizzazione
La vertenza coinvolge complessivamente oltre 232 lavoratori. Trasnova risulterebbe avere 94 dipendenti e una parte della commessa sarebbe subappaltata a Logitech e Teknoservice. La vicenda era esplosa nel dicembre 2024, quando Stellantis aveva annunciato il mancato rinnovo della commessa nei servizi di logistica negli stabilimenti italiani, motivandolo con l’intenzione di internalizzare le attività svolte.
Secondo la ricostruzione riportata, dopo la comunicazione sarebbero aumentate le proteste degli operai e sarebbero state sollecitate anche le istanze politiche. In seguito, dopo giorni di lotta, Stellantis avrebbe garantito un appalto per ulteriori dodici mesi, con un percorso che si è protratto fino alla fase attuale, culminata in un ricorso deciso dal gruppo automobilistico. La situazione, secondo quanto descritto, rischia di compromettere la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali.
personalità citate nella vicenda
Nel racconto della vertenza compaiono figure sindacali associate alla posizione espressa da Fiom-Cgil:
- Samuele Lodi
- Ciro D’Alessio
