Sneakers sostenibili come l industria delle scarpe affronta l impatto ambientale
Un paio di sneakers è diventato un capo d’uso quotidiano, capace di adattarsi a età, stili e contesti differenti. La loro diffusione è sostenuta anche dai numeri: ogni anno vengono immesse sul mercato circa 2,5 miliardi di paia, con una netta prevalenza del segmento lifestyle (circa il 60%). A questo si aggiunge un ulteriore 12-15% di vendite di seconda mano. Dietro a questa enorme scala produttiva, però, cresce la domanda sulla sostenibilità reale di una scarpa così comune, con un punto critico che rende la risposta meno immediata di quanto sembri.
sneakers e sostenibilità: perché non basta leggere l’etichetta
La valutazione della sostenibilità incontra un limite strutturale: a differenza di capi come una t-shirt o un maglione, le informazioni sui materiali di una scarpa risultano spesso ridotte. In ambito europeo la normativa prevede l’indicazione del materiale prevalente solo per tre parti del prodotto: tomaia, rivestimento interno (compresa la soletta) e suola esterna. Nella categoria della suola esterna rientrano praticamente tutti gli altri componenti: plastiche, schiume sintetiche e gomme tecniche. Di conseguenza, due paia di sneakers con composizioni molto diverse possono riportare la stessa dicitura in etichetta.
Il problema centrale è che l’impatto ambientale dipende in larga parte dai materiali effettivamente impiegati e dai relativi processi di produzione. Secondo Assomac, oltre il 60% delle emissioni di gas serra dell’industria calzaturiera deriva dalle fasi di produzione ed estrazione delle materie prime. Analisi basate su Life Cycle Assessment (LCA) rafforzano l’impostazione: uno studio citato attribuisce alle scarpe da running circa 13-14 kg di CO₂ equivalente lungo l’intero ciclo di vita, un valore paragonato a guidare un’auto per circa 80 chilometri.
impatto ambientale delle sneakers: il ruolo dei materiali e della produzione
Uno dei motivi principali dell’impatto elevato è la complessità del prodotto. Una sneaker può includere oltre 60 componenti diversi, tra tessuti sintetici, schiume, plastiche e gomme, mantenuti insieme tramite incollaggi permanenti. È proprio questo insieme a rendere la scarpa leggera, resistente e pensata per prestazioni. A fine vita, però, questa stessa struttura rende la separazione dei materiali quasi impossibile.
Per affrontare il problema, molte aziende e centri di ricerca stanno lavorando su un approccio indicato come design for disassembly, cioè la progettazione di prodotti pensati per essere smontati. Ridurre o eliminare l’uso della colla viene considerato un passaggio utile per recuperare componenti come gomma, tessuti e schiume e reinserirli nei cicli produttivi.
materiali innovativi nelle sneakers sostenibili: esempi di marchi e approcci
Nel corso degli ultimi anni diversi marchi hanno iniziato a sperimentare materiali e modelli di produzione alternativi, puntando a ridurre dipendenze da risorse petrolchimiche e a migliorare la gestione del fine vita.
sneakers con materiali a base biologica e riciclata
Il marchio Veja, fondato nel 2005, si è affermato come riferimento nella sneaker sostenibile grazie all’uso di cotone biologico, gomma naturale dall’Amazzonia e materiali riciclati, accompagnati da un’attenzione alla trasparenza della filiera.
Allbirds propone invece una sostituzione parziale di componenti petrolchimici con lana merino, fibre di eucalipto e schiume a base di canna da zucchero.
sneakers e sistemi circolari: recupero e riciclo strutturato
La svizzera On Running ha sperimentato un modello di economia circolare con Cloudneo: una scarpa da corsa realizzata con un unico materiale plastico riciclabile e distribuita tramite un sistema di abbonamento. Quando la scarpa si consuma, viene restituita all’azienda per essere riciclata.
sneakers sostenibili in Italia: biomateriali e filiere alternative
In Italia, ID.EIGHT utilizza materiali derivati da bucce di mela, residui di uva o foglie di ananas, combinati con fibre riciclate. Il brand Yatay sviluppa biomateriali alternativi alla pelle, includendo componenti di origine vegetale e micelio. Marchi più piccoli come Wao puntano su sneakers animal-free prodotte in Italia con materiali riciclabili e filiere trasparenti. Anche Solari Milano, realtà emergente, sperimenta materiali vegetali e produzioni artigianali a basso impatto.
durata e riparabilità delle sneakers: il fattore che può cambiare il bilancio
Anche la sneaker più innovativa può perdere gran parte del suo potenziale ambientale se viene sostituita dopo pochi mesi per ragioni legate al cambio di moda o quando la suola mostra i primi segni di usura. Accanto ai brand che lavorano su materiali nuovi, esistono realtà che si concentrano sulla durata e sulla riparabilità.
Un esempio citato è Golden Goose, noto per le sue sneakers volutamente “vissute”, con la possibilità di riparare, rigenerare o personalizzare le scarpe già acquistate. La sostenibilità, secondo l’impostazione descritta, passa anche dalla scelta di valorizzare ciò che è presente nell’armadio prima di cercare nuove opzioni attraverso etichette e certificazioni.
marchi e realtà citati
- Veja
- Allbirds
- On Running (Cloudneo)
- ID.EIGHT
- Yatay
- Wao
- Solari Milano
- Golden Goose
