Salotto letterario Carla Milesi di Gresy: cocktail con risotto e cultura
Una sera a “cocktail con risotto”: così si presentava l’invito di Carla Milesi di Grésy per dare il via a un appuntamento letterario in casa, a Milano. L’occasione ruotava attorno al terzo romanzo della scrittrice, intitolato L’eroina bianca, pubblicato da Bietti, e batteva il tempo di un incontro colto e internazionale, con un’atmosfera capace di unire conversazione e scoperta.
carla milesi di grésy e la presentazione di “l’eroina bianca”
La serata è stata ospitata in un appartamento che, prima ancora delle parole, raccontava una cifra estetica precisa. Nel corso dell’evento il romanzo è stato presentato da Giovanni Renzi, studioso di storia dell’arte alla Statale di Milano, e da Peter Gomez. La narrazione del libro, costruita su un dialogo tra tempi diversi, ha trovato un riscontro naturale nell’energia dell’incontro: una storia che si fa leggere con naturale scorrevolezza, alimentata da entusiasmo e capacità di raccontare.
“l’eroina bianca”: struttura a doppio binario e protagonista storica
Al centro del romanzo c’è Bianca, eroina del Risorgimento italiano di origine bergamasca. Il testo richiama una figura realmente esistita, collegata in modo diretto o indiretto alla protagonista contemporanea. L’idea di un’antenata—forse realmente presente oppure forse solo evocata—non viene resa vincolante: il racconto sceglie la libertà di un’indagine insieme razionale e immaginativa, senza fissarsi sul bisogno di una prova certa.
La trama procede su due linee temporali, tra il passato e il presente. Da una parte compare una donna colta e riservata, impegnata a ritrovare per caso il filo della propria genealogia durante un party milanese; dall’altra emerge la giovane Bianca Milesi nell’Ottocento, formata tra istruzione illuminista fornita da un’istitutrice, le pressioni e le ambizioni mondane di una madre presente in modo ingombrante e la cultura tipica della Milano di quel periodo.
formazione, mondanità e primi turbamenti
Nel romanzo trovano spazio i primi momenti di crescita emotiva della protagonista ottocentesca. È nel boudoir del teatro La Scala che un’amichetta insegna a Bianca il primo bacio, una scena descritta con attenzione al dettaglio. La storia integra la dimensione sentimentale con l’ambiente culturale e sociale della città, delineando una Milano in grado di plasmare caratteri.
storia personale e sfondo collettivo
La presenza di Bianca risulta legata anche a un contesto più ampio: sullo sfondo agiscono i moti risorgimentali e il ruolo della figura nella storia dell’emancipazione femminile italiana. Il romanzo si muove tra la vita individuale e quella collettiva, trasformando la ricostruzione storica in un percorso in cui passato e presente continuano a parlarsi.
milano risorgimentale e milano contemporanea: industria e memoria
Durante la serata è stata sottolineata la cornice ampia legata alla Milano dell’epoca: un luogo in cui nasce e si sviluppa l’industria, sostenuta dall’ingegno delle famiglie borghesi. I Milesi vengono indicati come una delle realtà più importanti, con un riferimento all’ordine cronologico che vede l’arrivo della Fiat in un momento successivo. Accanto a questo sfondo emerge anche un riferimento genealogico: il bisnonno di Carla sarebbe stato tra i primi sostenitori finanziari del fondatore Giovanni Agnelli verso la fine dell’Ottocento, senza alcuna confusione con il nipote Giovanni Agnelli, l’Avvocato.
Il romanzo mette in primo piano anche il tema della trasmissione: del sangue, del carattere e della memoria. Il passato continua a emergere attraverso i corpi e i nomi di chi viene dopo, costruendo un ponte narrativo che collega generazioni diverse.
la casa come scenografia: arte, minimalismo e cultura
La cornice dell’evento è stata l’appartamento ex-alto borghese di Carla Milesi di Grésy, situato in una zona elegante di Milano, non lontano dal Parco di via Palestro. L’abitazione è stata trasformata in un enorme spazio artistico, con sculture in cemento realizzate dalla stessa proprietaria. L’arredamento si presenta come minimal/chic, fondato su mobili ridotti all’essenziale, mentre lo spazio viene valorizzato da un quadro di Mario Schifano e da altre opere di artisti, sia noti sia meno conosciuti.
tavolo lungo, appetizer e dettagli artistici
Il ricevimento si è svolto attorno a un tavolo particolarmente lungo, dove i camerieri servivano appetizer. Anche il tavolo viene descritto come un’opera legata alla padrona di casa. Le mani nel cemento diventano un segno distintivo, richiamando la famiglia d’origine e la tradizione industriale bergamasca: un filo che si riconosce anche nella scelta di rendere ogni elemento parte di un unico racconto visivo.
libri ovunque e la copertina di “l’eroina bianca”
Libri presenti in più punti della casa accompagnavano l’evento. Copertina e contenuto si collegavano attraverso l’immagine di un’eroina risorgimentale. Insieme alla presentazione del libro, l’atmosfera contribuiva a rendere la serata un incontro letterario e culturale, dove storia, arte e cultura convivevano nello stesso spazio.
ospiti e rete culturale della serata
All’evento hanno partecipato figure legate alla scrittura, al design e al mondo culturale, con presenze provenienti da diverse città. L’uscita dalla serata si è trasformata in un momento condiviso: ciascuno ha ricevuto una copia del romanzo, rafforzando l’idea di un appuntamento dedicato a un libro insolito e affascinante.
- Walter Siti
- Isabella Bossi Fedrigotti
- Germano Maifreda
- Davide Tortorella
- Crocifisso Dentello
- Marta Brivio Sforza
- Lina Sotis
- Cecilia Nesbit
- Fiorenza Locatelli
- Daniela Morera
- Chicca Olivetti
- Antonio Citterio
- Francesco Colombo
- Luca Lindner
- Paolo Landi
- Massimo Fini
- Fabio Bellotti
- Stephan Janson
- Luisa Beccaria
- Barbara Frua
- Marco Merati Foscarini
- Gérard de Ganay
- Micky Camerini
- Leo Griglié
- Koko Shinoda
- Terry Dwan
- Regina Edelman
- Jonathan Santolin
- Emanuele
- Alessandro
- Ludovica
- Luisa
- Carla
La serata ha confermato un equilibrio tra intelletto e eleganza, con un clima raffinato ispirato al modello del salotto colto, reso da una compresenza di cultura, conversazione e attenzione all’esperienza complessiva. Il romanzo viene così presentato non soltanto come storia, ma anche come racconto capace di far circolare idee sul tempo, sulla memoria e sulla continuità delle identità.


