Robot non sanguinano: nuova strategia dellucraina per fermare il tritacarne contro la russia

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Robot non sanguinano: nuova strategia dellucraina per fermare il tritacarne contro la russia

Robot e droni terrestri stanno ridefinendo il modo in cui le forze ucraine affrontano le operazioni vicino alla linea del fronte. L’approccio punta a colmare il divario numerico con la Russia tramite sistemi controllati a distanza, capaci di contenere l’avanzata nemica, sostenere manovre e ridurre il coinvolgimento diretto della fanteria. Al centro della strategia ci sono piattaforme terrestri telecomandate e robot impiegati in missioni sempre più frequenti, con benefici legati alla maggiore difficoltà di individuazione e a prestazioni operative superiori rispetto ad altri mezzi.

robot e droni terrestri: controllo a distanza e impiego contro l’avanzata russa

Secondo quanto riportato, la componente chiave della strategia ucraina riguarda robot e droni gestiti da un pilota a distanza, collocato in una posizione sicura a chilometri dalla linea del fronte. Questo modello operativo permette di contrastare l’avanzata dei soldati russi oppure di riconquistare territori, limitando il rischio di perdite tra gli uomini impegnati sul campo di battaglia.

Tra gli obiettivi indicati, l’esercito di Kiev mira a sostituire un terzo della fanteria con droni e robot entro quest’anno. Un risultato significativo citato riguarda una missione in cui la posizione sarebbe stata conquistata senza sparare un solo colpo, con la cattura di prigionieri russi effettuata tramite robot e droni, senza il coinvolgimento della fanteria.

da ricognizione e supporto a assalto: come cambiano i droni terrestri sul campo

Da anni, nelle zone di combattimento, i cieli sopra le linee del fronte risultano attraversati da droni aerei, considerati una minaccia grave per la fanteria. Per questo motivo, l’impiego ucraino si è progressivamente esteso ai droni terrestri: veicoli telecomandati su ruote o cingoli, affiancati da sistemi robotici. Inizialmente l’uso era orientato soprattutto a evacuare i feriti e a rifornire le truppe, mentre in seguito le funzioni sono state estese anche a missioni di assalto in combattimento.

La Cnn evidenzia differenze operative rilevanti: i droni terrestri risultano più difficili da individuare e intercettare rispetto a mezzi di dimensioni maggiori. Inoltre, rispetto ai droni aerei, possono operare in qualsiasi condizione meteorologica e trasportare carichi più consistenti. La loro robustezza è accompagnata da una durata della batteria molto maggiore.

successi operativi della terza brigata: tenuta per 45 giorni con un robot armato

Al termine dello scorso anno, il Terzo Corpo d’Armata, comprendente la Terza Brigata d’Assalto Indipendente, ha riportato un episodio in cui un singolo robot terrestre equipaggiato con una mitragliatrice sarebbe riuscito a respingere un’avanzata russa per 45 giorni. Nello stesso resoconto, il funzionamento avrebbe richiesto solo manutenzione leggera e ricarica della batteria ogni due giorni.

Mykola “Makar” Zinkevych, comandante dell’unità ucraina “NC13” della Terza Brigata d’Assalto Indipendente, avrebbe collegato l’esigenza del cambiamento all’impossibilità di superare la Russia sul piano numerico: l’organico, secondo le sue parole, non potrà mai essere superiore e non ci sarà un vantaggio numerico. Il vantaggio dovrebbe quindi essere ottenuto tramite la tecnologia.

volodymyr zelensky: 22mila missioni con droni e robot in tre mesi

Nel quadro delle dichiarazioni istituzionali, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che droni e robot abbiano svolto oltre 22mila missioni soltanto negli ultimi tre mesi. Nel discorso citato, Zelensky ha collegato l’impiego dei sistemi robotici alla riduzione del rischio per il personale: più di 22mila vite sarebbero state salvate quando un robot è entrato nelle zone più pericolose al posto di un soldato.

La Cnn riporta anche le osservazioni di Robert Tollast, esperto di guerra terrestre presso il Royal United Services Institute, think tank britannico specializzato in difesa e sicurezza. Secondo Tollast, i progressi ucraini stimoleranno un dibattito sull’opportunità di considerare questi robot come il futuro della guerra. Ha inoltre aggiunto che, con questi sistemi, potrebbe risultare più difficile mantenere il controllo del territorio, paragonandoli all’uso di carri armati senza il supporto della fanteria.

Pur evidenziando limiti sul controllo territoriale, è stato sottolineato che i robot stanno diventando determinanti in compiti specifici: salvataggio durante evacuazioni feriti, missioni di rifornimento in aree pericolose, sminamento e, con crescente frequenza, combattimenti. In una guerra in cui l’osservazione aerea tramite droni rende quasi letale ogni movimento vicino alla linea del fronte, questi sistemi trovano impieghi sempre più ampi, anche in scenari futuri.

piano di guerra di kiev: intercettazione e “zona di fuoco” con droni e robot

Il piano ucraino include obiettivi sia difensivi sia offensivi. L’indicazione principale riguarda l’uso di dati e tecnologie per individuare in tempo reale ogni minaccia aerea, con l’obiettivo di intercettare almeno il 95% di missili e droni. Parallelamente, viene citata la creazione di una “zona di fuoco” profonda 15-20 chilometri lungo la linea del fronte, in cui droni e robot operano senza sosta.

Il ministero della Difesa ucraino ha dichiarato che circa mille equipaggi sarebbero già operativi nell’ambito di questo nuovo programma unificato.

superiorità droni e incognita ai: la prossima sfida per l’ucraina

Secondo gli analisti riportati dalla Cnn, l’evoluzione tecnologica avrebbe conferito all’Ucraina un vantaggio nel settore dei droni sul campo di battaglia. L’Institute for the Study of War, organizzazione statunitense che monitora i conflitti, ha valutato che tale superiorità contribuisce probabilmente a rallentare l’avanzata russa e a favorire i recenti contrattacchi ucraini. Nella nota citata si afferma anche che nessuna delle due parti avrebbe ottenuto un vantaggio decisivo, mentre la campagna di attacchi a medio raggio ucraina permetterebbe a Kiev di “riprendere il sopravvento”.

La sfida indicata per l’Ucraina riguarda il mantenere un passo avanti mentre la Russia risponde. L’attenzione però si sposta anche oltre il contesto europeo: la prossima grande difficoltà viene identificata nell’intelligenza artificiale. Kiev starebbe sviluppando e addestrando modelli per sistemi senza pilota, utilizzando dati reali raccolti dal campo di battaglia.

Nonostante i progressi, permangono preoccupazioni sulla piena automazione. Zinkevych avrebbe dichiarato che, anche comprendendo la possibilità di automatizzare alcuni processi, l’impiego delle tecnologie autonome sul campo di battaglia non sarebbe privo di rischi. È stata posta l’attenzione sulla necessità di una decisione finale affidata a un essere umano, con interrogativi sul grado di affidabilità nel distinguere amico e nemico e sulla possibilità di mancati funzionamenti o conseguenze inattese.

personaggi citati:

  • Mykola “Makar” Zinkevych
  • Volodymyr Zelensky
  • Robert Tollast

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