Recensione scritta con ai: il licenziamento di un giornalista critico letterario per accuse di copia e incolla
Una recensione pubblicata al New York Times ha innescato un caso che ha coinvolto Alex Preston, giornalista e critico letterario, e l’uso improprio dell’intelligenza artificiale. L’episodio si è concluso con l’interruzione della collaborazione con un freelance dopo l’accertamento di ampi stralci generati da un’IA e copiati da un articolo precedente uscito su Guardian. La vicenda ha acceso i riflettori sulle modalità di impiego delle tecnologie e sulle tutele previste dalle policy editoriali.
intelligenza artificiale e recensione: cosa è successo al new york times
La carriera di Alex Preston come collaboratore del New York Times si è interrotta bruscamente per un uso improprio dell’intelligenza artificiale. Il quotidiano statunitense ha infatti messo fine alla collaborazione freelance dopo aver verificato che una recensione pubblicata nel gennaio 2026 conteneva ampi stralci di testo generati da un’IA. Tali passaggi risultavano chiaramente copiati da un articolo pubblicato in precedenza sulle pagine del Guardian.
Il controllo è scattato su un’asse specifica: il riscontro tra la recensione di Preston dedicata al romanzo “Watching Over Her” e un pezzo antecedente firmato dalla critica Christobel Kent. La pubblicazione originale su Guardian, collocata nell’agosto precedente, presentava somiglianze che andavano oltre qualunque interpretazione legata alla mera ispirazione.
la scoperta delle somiglianze: dal guardian al times
Il caso ha preso forma grazie alla segnalazione di un lettore attento. Analizzando il testo firmato da Preston sul New York Times, dedicato a “Watching Over Her”, il lettore ha individuato somiglianze inequivocabili con un articolo del Guardian firmato da Christobel Kent.
Le affinità tra i due testi sono risultate strutturali e puntuali. In particolare, alcuni passaggi specifici non si limitavano a richiamare il contenuto di origine, ma ne riprendevano l’impianto con variazioni minime. Un esempio citato nella ricostruzione riguarda la descrizione di un personaggio definito “lo Stefano machiavellico e pigro”, riportata cambiando solo l’ordine degli aggettivi.
Anche la parte conclusiva della recensione è stata giudicata un trasferimento diretto. Il giudizio finale sul libro, formulato come “una canzone d’amore per un paese di contraddizioni: ferito, diviso, smarrito e miracoloso”, con riferimento alla vita italiana vista come “performance” e all’immagine dei “circhi” che sorgono nelle terre desolate, sarebbe stato riportato con traslazione di peso dal Guardian al Times.
confessione di alex preston e licenziamento
La redazione del New York Times, guidata da Joe Kahn, ha avviato immediatamente un’indagine interna dopo la segnalazione. L’autore del pezzo è stato convocato e interrogato. La ricostruzione riporta che Preston, messo alle strette, avrebbe ammesso i fatti.
Successivamente, contattato anche da The Wrap, Alex Preston si è detto profondamente imbarazzato e ha definito l’accaduto un grave errore. Le giustificazioni fornite riguardano l’uso improprio di un software di editing basato sull’IA impiegato per rifinire la bozza. Secondo la versione del giornalista, non si sarebbe accorto del fatto che la macchina avesse attingere ampiamente dal testo della collega su Guardian.
Preston ha dichiarato di aver assunto responsabilità e di aver chiesto scusa al New York Times. Ha inoltre precisato di non aver usato l’IA per altri lavori in passato. Nonostante le spiegazioni, il quotidiano ha agito in modo netto: la collaborazione con il freelance è stata interrotta con effetto immediato. Il collaboratore, attivo dal 2021, aveva firmato sei recensioni. La testata avrebbe anche inviato una mail formale di chiarimento al Guardian.
nota redazionale e policy sull’uso dell’ia
Per garantire trasparenza agli abbonati, il New York Times ha inserito una nota redazionale in calce all’articolo incriminato. La nota include anche un link diretto alla recensione originale pubblicata dal quotidiano britannico.
Nella spiegazione fornita, il giornale afferma che l’affidamento all’IA e l’uso di contenuti non attribuiti a un altro autore rappresentano una violazione degli standard del Times. La testata statunitense dispone inoltre di linee guida molto rigide sull’impiego delle tecnologie, indicate come Principles for the Use of Generative AI.
Le policy stabiliscono che i principi fondamentali del giornalismo devono essere applicati con la stessa intensità anche quando intervengono strumenti automatizzati. Ogni utilizzo dell’IA, secondo le regole citate, deve essere supervisionato dai giornalisti e vagliato attentamente dai redattori.
figure coinvolte nel caso
- Alex Preston
- Joe Kahn
- Christobel Kent


