Poraccio caressa litiga con cassano e attacca adani
‼ Fabio Caressa snobba Cassano ("Poraccio") e bacchetta Adani... pic.twitter.com/eGGMfJu8aJ
— erclab_ilritorno (@erclab_tweet) April 14, 2026
Le parole di Antonio Cassano hanno acceso un acceso botta e risposta nel mondo del giornalismo sportivo. Fabio Caressa ha deciso di intervenire pubblicamente per replicare alle critiche rivolte al proprio ruolo, con particolare attenzione anche alle posizioni di Lele Adani. Il confronto ruota attorno a temi di ruoli professionali, responsabilità pubblica e modalità di gestione dei toni all’interno di contesti mediatici.
fabio caressa risponde a cassano dopo le critiche su viva el futbol
La reazione di Fabio Caressa nasce dopo le dichiarazioni dell’ex attaccante, rilasciate nel podcast Viva El Futbol. Cassano ha rivolto attacchi diretti a Caressa e ad altri volti noti del giornalismo sportivo italiano, inserendo nel discorso anche l’idea che l’ambiente televisivo e mediatico contribuisca a spingere verso scelte legate alla panchina della Nazionale.
Al centro della polemica c’è un passaggio in cui Cassano ha indicato figure specifiche, sostenendo che alcuni nomi avrebbero bisogno di “vergognarsi” per il modo in cui vengono portate avanti le proprie posizioni nel calcio. Nel mirino sono finiti anche riferimenti a Beppe Bergomi, Caressa, Zazzaroni e Sabatini, con un’accusa legata a lecchinaggio e alla necessità di mettere ordine attraverso un “resett” del sistema.
cassano attacca caressa e altri volti: il punto sulle responsabilità nel calcio
Nella sua presa di posizione, Cassano ha parlato in termini duri e ha utilizzato un linguaggio che mira a descrivere un contesto degradato. Le sue parole includono l’idea di un intervento necessario per “fare piazza pulita” e la richiesta di coinvolgere persone che, secondo l’impostazione dell’ex attaccante, amano davvero il calcio invece degli interessi personali.
Il bersaglio non è solo Caressa: nel ragionamento di Cassano vengono richiamati anche altri nomi, citati come parte di un gruppo percepito come vicino a specifiche dinamiche all’interno del calcio italiano.
la replica di caressa: il confronto sui toni e sul diritto di proseguire
La risposta di Caressa viene presentata come secca e immediata. Intervenendo con un video pubblicato sul proprio canale YouTube, il giornalista sportivo ha posto l’accento sul senso pratico della reazione alle provocazioni.
Caressa ha usato un paragone concreto: se qualcuno pronuncia insulti lungo un percorso, la scelta descritta è non fermarsi e non iniziare una conversazione con chi urla. Il punto della replica è che rispondere non significherebbe necessariamente chiarire le cose, ma potrebbe tradursi in un’interazione con chi utilizza toni offensivi.
caressa su adani: rappresentanza, brand e regole di comportamento
Il ragionamento di Caressa si fa più articolato quando entra nel merito del ruolo di Lele Adani. Caressa collega l’attività pubblica a una responsabilità legata all’immagine professionale e al fatto che, nel suo modello, chi lavora per emittenti o contesti di comunicazione deve considerare il ruolo di rappresentanza.
Il giornalista spiega che Adani, oltre a essere fondatore di Viva El Futbol, risulta anche opinionista Rai. In questo quadro, Caressa richiama l’idea secondo cui personaggi pubblici e giornalisti non operano solo come individui, ma anche come elementi associati a brand e aziende.
per caressa contano i ruoli: sky, servizio pubblico e presenza in contesti controversi
Caressa argomenta che lavorando da 30 anni per Sky è normale che la propria immagine venga associata al brand. Di conseguenza, sostiene di doversi fare carico delle implicazioni della presenza pubblica in base alle regole connesse al ruolo svolto.
Nella parte conclusiva del suo intervento, Caressa insiste sul concetto che un’azienda, soprattutto se con una lunga storia di comunicazione e giornalismo, possa pretendere il rispetto di criteri di comportamento. Il giornalista collega questa impostazione anche alla possibilità che un rappresentante importante partecipi a un contesto in cui, secondo la sua ricostruzione, gli insulti vengono pronunciati con regolarità e in cui lo stesso linguaggio offensivo sarebbe talvolta presente anche da parte di chi è ospite o parte attiva.
Il punto finale riguarda il fatto che Caressa definisce l’esistenza di regole come elemento essenziale: cambiare “cappello” non azzererebbe la responsabilità connessa ai marchi e ai ruoli rappresentati.
nomi citati nel confronto
Nel botta e risposta vengono menzionati diversi protagonisti legati alla scena del calcio e del giornalismo sportivo:
- Fabio Caressa
- Antonio Cassano
- Lele Adani
- Beppe Bergomi
- Massimiliano Allegri
- Davide Zazzaroni
- Renato Sabatini