Paolo Crepet: adulti che sembrano adolescenti e dinamiche games, il ruolo delle minacce e dei ricatti
Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, interviene nel podcast “Supernova” condotto da Alessandro Cattelan, affrontando il rapporto tra sviluppo infantile, ruolo del gioco e immaturità adulta. Il punto centrale riguarda la necessità di permettere ai bambini di esprimersi, costruire esperienze attraverso il gioco e acquisire competenze fondamentali anche nel confronto con la frustrazione.
paolo crepet e il gioco come strumento di crescita
Secondo Crepet, garantire ai bambini la possibilità di esprimersi rappresenta un passaggio decisivo per lo sviluppo. Il gioco, in questa visione, diventa un canale attraverso cui il bambino organizza esperienze e trasforma le difficoltà in occasioni di apprendimento. Il tema viene collegato a un’impostazione pedagogica già presente nella tradizione della Montessori e in altri pedagogisti: i bambini sono considerati persone con un talento che devono poter esprimere con autonomia, senza blocchi eccessivi.
Nel ragionamento dello studioso emerge anche una critica all’iper-assistenza, indicata come problema attuale. L’eccesso di intervento, infatti, viene presentato come un ostacolo alla naturale possibilità del bambino di sperimentare, provare e costruire strumenti personali.
assenza dell’esperienza ludica e conseguenze sull’apprendimento
Crepet richiama un aspetto specifico dell’apprendimento: l’assenza di esperienza ludica impedirebbe ai bambini di assimilare un passaggio considerato cruciale, legato alla sconfitta. La perdita, nel quadro descritto, non viene ridotta a un semplice momento negativo, ma a una tappa rilevante per la maturazione personale.
La logica esposta mette in evidenza un collegamento diretto tra apprendimento emotivo e sviluppo: senza la possibilità di misurarsi con il risultato, si riduce la costruzione di competenze necessarie a gestire l’esito di un tentativo.
comportamenti adulti che richiamano dinamiche adolescenziali
Accanto al focus sull’infanzia, l’intervento allarga la prospettiva agli adulti. Crepet segnala come, in numerosi casi, emergano atteggiamenti definiti tipicamente adolescenziali, descrivendo un fenomeno di immaturità diffusa nella società contemporanea.
In questa lettura, il passaggio dalle esperienze della crescita alle dinamiche moderne sarebbe influenzato da contesti in cui l’errore non produce conseguenze. Il riferimento esplicito è ai videogiochi: “Ora sulla playstation se perdi, rifai la partita”. L’argomentazione prosegue evidenziando l’assenza di vergogna e il venir meno di una storia legata alla perdita: si perderebbe senza doversi confrontare con ciò che comporta l’esito negativo nella vita reale.
war games e reazioni automatiche nelle relazioni
Nel seguito del ragionamento, Crepet precisa che non intende riferirsi a persone specifiche, come Washington, ma a una serie di individui adulti. A suo avviso, il loro modo di agire risulterebbe simile a quello degli adolescenti, con dinamiche descritte come “war games”.
La modalità comunicativa viene esemplificata con una logica di risposta pronta e minacciosa: “Se fai così, allora ti sparo un razzo”. In questo modo, la conversazione e la gestione del conflitto sarebbero guidate da reazioni automatiche, più che da una rielaborazione matura dell’evento e delle sue conseguenze.
ospiti e figure citate
Nel contenuto sono presenti i seguenti nominativi:
- Paolo Crepet
- Alessandro Cattelan


