Omicidio pierina paganelli tablet toccato 3 ore dopo il delitto ultimi risvolti

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Omicidio pierina paganelli tablet toccato 3 ore dopo il delitto ultimi risvolti

Ore di osservazione tecniche e incroci testimonali hanno continuato a ridefinire la ricostruzione dell’omicidio avvenuto a Rimini. Nel corso dell’udienza in Corte d’assise è emerso un dettaglio legato al tablet di Pierina Paganelli, con un possibile spostamento e una successiva attivazione a distanza di tempo dall’aggressione. Sullo sfondo, la vicenda ruota anche intorno alle dichiarazioni di Manuela Bianchi e alle contestazioni emerse dopo una deposizione giudicata controversa.

tablet di pierina paganelli acceso dopo la morte e presumibilmente toccato

Un accertamento tecnico illustrato dal maresciallo dei carabinieri Francesco Lobefaro, consulente della Procura incaricato degli esami sui dispositivi informatici, ha riguardato il tablet della vittima e i telefoni dell’imputato Louis Dassilva e della moglie Valeria Bartolucci.

Secondo quanto ricostruito, il tablet sarebbe stato acceso tre ore dopo la morte, alle 1.23 del 4 ottobre. Lo schermo si sarebbe attivato perché, secondo Lobefaro, qualcuno lo avrebbe toccato. Il maresciallo ha indicato quell’accensione come riconducibile sicuramente a una interazione umana.

La posizione temporale dell’evento assume un rilievo centrale: tra il ritrovamento sul luogo del delitto, avvenuto tra le 22.13.32 e le 22.13.42 del 3 ottobre, e la successiva attivazione alle 1.23, si colloca l’ipotesi che il dispositivo sia stato spostato.

spostamento sulla scena e tracce riscontrate dopo la caduta del tablet

Nel quadro ricostruito, il tablet al momento dell’aggressione risultava con la vittima: sarebbe caduto dalla borsa e sopra il dispositivo sarebbero state rilevate tracce di sangue. Successivamente, secondo la ricostruzione illustrata, il tablet sarebbe stato toccato e poi rimesso a posto alle 1.23 di notte.

Ne deriva la presenza sulla scena del crimine di qualcuno tre ore dopo il delitto, con un’ulteriore interazione riferita agli effetti personali di Paganelli, rinvenuta con la gonna tagliata fino alla vita.

cellulare di louis dassilva registra passi poco dopo l’orario di attivazione del tablet

La consulenza ha riguardato anche l’analisi del cellulare dell’imputato. Meno di dieci minuti dopo l’attivazione del tablet, alle 1.35, il dispositivo di Dassilva avrebbe registrato dei passi.

Secondo il pubblico ministero Daniele Paci, questo elemento indicherebbe che l’imputato, unico indagato per l’omicidio, si trovasse in movimento in quell’orario.

dichiarazioni di manuela bianchi e deposizione controversa della testimone romina sebastiani

Parallelamente agli aspetti tecnici, il processo ha acquisito nuovi passaggi in merito alle testimonianze. Manuela Bianchi, nuora della vittima, è stata convocata con urgenza per testimoniare dopo una deposizione considerata controversa resa da Romina Sebastiani, sua amica.

accuse su presunte menzogne e timore di intercettazioni

Secondo la versione attribuita a Sebastiani, Bianchi avrebbe dichiarato in precedenza di aver mentito al gip durante l’incidente probatorio. In quel contesto, avrebbe raccontato di aver incontrato Dassilva nel garage di via del Ciclamino la mattina del 4 ottobre 2023, prima del rinvenimento del cadavere.

Le circostanze richiamate sono state collocate nel tempo: il racconto di Sebastiani riporta che il 15 aprile del 2025 Bianchi le avrebbe detto: “ti rendi conto che Louis è in carcere per colpa mia”. Nel corso della conversazione, mentre a voce alta venivano riconfermate le accuse verso Dassilva, la testimone ha riferito che Bianchi avrebbe indicato con il labiale che non era vero, spiegando che la nuora temeva di essere intercettate.

messaggi letti in controinterrogatorio e riferimento a disturbo borderline

Nel corso della deposizione, Sebastiani ha riferito anche che il 5 maggio 2025 Bianchi le avrebbe detto che il capo della squadra mobile l’avrebbe indotta a raccontare quanto accaduto la mattina del ritrovamento del cadavere. In un incontro successivo, secondo quanto esposto, Bianchi avrebbe invece indicato come responsabile il pubblico ministero.

Nel controinterrogatorio, il pm Daniele Paci ha letto alcuni messaggi inviati da Sebastiani in cui emergeva la difficoltà a ricostruire con certezza il proprio punto di vista, con espressioni come “di non sapere ciò che era vero. Forse ho capito male”. La Procura ha fatto inoltre riferimento a un disturbo diagnosticato, descritto come borderline, confermato dalla testimone.

convocazione d’urgenza e smentita di manuela bianchi

Bianchi, convocata dalla Corte, ha smentito le accuse riportate da Sebastiani. Nel riferire la propria posizione, ha parlato di dichiarazioni che l’hanno sconvolta. La Corte ha chiamato entrambe le donne a rispondere di quanto accaduto in date specifiche: 15 aprile, 5 maggio 2025 e 16 gennaio 2026.

Le due testimonianze hanno mantenuto impostazioni contrapposte: Sebastiani ha ribadito l’ipotesi che Bianchi l’avesse indotta a dichiarare di aver visto Dassilva in garage, mentre Bianchi ha continuato a negare tali circostanze.

rinvio dell’udienza e prosecuzione delle fasi istruttorie

Al termine dell’udienza, l’esame si è concluso con un rinvio: il 18 maggio 2026 è stata fissata la prosecuzione con chiusura istruttoria e con le conclusioni del pubblico ministero. Il 25 maggio toccherà alle difese.

persone citate nel contesto processuale

  • Pierina Paganelli
  • Louis Dassilva
  • Valeria Bartolucci
  • Francesco Lobefaro
  • Fiorella Casadei
  • Daniele Paci
  • Manuela Bianchi
  • Romina Sebastiani
Caso Paganelli, il tablet della 78enne ha avuto una “interazione umana” tre ore dopo l’omicidio. Confronto in Aula tra Bianchi e la testimone della difesa

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