Non riuscivamo ad avere figli: la storia di tullio solenghi e il desiderio della paternità

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Non riuscivamo ad avere figli: la storia di tullio solenghi e il desiderio della paternità

L’arrivo di Tullio Solenghi nel salotto di Nunzia De Girolamo a Ciao Maschio porta al centro un racconto intimo e concreto: il desiderio di diventare genitori, le difficoltà emotive che ne hanno accompagnato l’attesa e la trasformazione che ha aperto una nuova fase di vita di coppia.

tullio solenghi a ciao maschio: il desiderio di diventare genitori

Nel corso della puntata prevista sabato alle 17.05 su rai 1, l’attore ripercorre uno dei passaggi più complessi della propria storia personale: il periodo in cui, nonostante il grande desiderio, non riuscivano ad avere figli. Solenghi descrive quegli anni come “sette anni lunghissimi”, segnati da una pressione emotiva che cresceva anche osservando la vita delle persone intorno.

Il racconto mette in evidenza il contesto quotidiano: la visione delle coppie che avevano bambini, il fratello che generava figli, e il confronto costante con una realtà che non si concretizzava. L’attore sintetizza la sensazione ricorrente con una frase diretta: “noi che avevamo un grande desiderio di averli ci sentivamo spesso un po’ in difficoltà”.

la svolta tra adozione e gravidanza: il cambiamento nella coppia

All’interno dell’intervista emerge il momento della svolta, legato a una scelta ben precisa. Solenghi spiega che avevano deciso di adottare un bimbo peruviano e che, dopo aver presentato la domanda, è arrivata una notizia inattesa: Laura è rimasta incinta. Nel ricostruire l’accaduto, l’attore associa il cambiamento anche a uno sblocco psicologico, come se la decisione di intraprendere un percorso concreto avesse spostato l’equilibrio interiore.

il ruolo di laura: primo arbitro e termometro emotivo

La parte più personale del racconto riguarda il legame con la moglie Laura. Solenghi la descrive come un riferimento costante, capace di leggere ogni sfumatura del suo lavoro e delle sue scelte. Il modo con cui interviene nella quotidianità viene espresso con immagini concrete: “il primo arbitro”, “il primo pubblico”, “il primo test”. La valutazione, in particolare, passa da un segnale semplice e immediato: se lei sorrideva, per l’attore significava che la proposta era “promossa”.

Il racconto approfondisce anche la gestione del rapporto tra vita privata e attività professionale. Pur affermando di non voler mescolare il privato con la professione, Solenghi riconosce che Laura aveva comunque una funzione specifica: essere il termometro della coppia, un punto di misura capace di mantenere equilibrio e direzione nel tempo.

trio con massimo lopez e anna marchesini: equilibrio, amicizia e passaggio di scena

Nel dialogo si inserisce il tema del lavoro teatrale e televisivo, soprattutto legato all’esperienza del Trio, composto da Massimo Lopez, Anna Marchesini e Tullio Solenghi. Solenghi spiega come sia stato possibile costruire un equilibrio duraturo tra amore e lavoro, mantenendo una linea chiara: non mescolare la sfera personale con la professione, pur senza escludere il ruolo di Laura, presente come punto di controllo emotivo.

Lo sguardo finale si concentra poi sullo scioglimento del Trio e sul suo significato umano. L’attore chiarisce che non si trattava soltanto di interrompere un gruppo di lavoro: non si è separato “un trio di amici”, ma un “trio in scena”. La trasformazione viene definita con un passaggio iniziale doloroso, seguito da una continuità: la permanenza di una solida amicizia, rimasta fino agli ultimi momenti.

personaggi citati nel racconto

  • Tullio Solenghi
  • Nunzia De Girolamo
  • Laura
  • Massimo Lopez
  • Anna Marchesini

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