Nba e salto in alto, bargnani contro gravina e il mito del guadagno euro

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Nba e salto in alto, bargnani contro gravina e il mito del guadagno  euro

Le parole attribuite al presidente della FIGC, Gabriele Gravina, dopo un’eliminazione sportiva hanno innescato una reazione a catena nel mondo dello sport. A prendere posizione è anche Andrea Bargnani, ex cestista italiano con una lunga esperienza in NBA, che attraverso un intervento su LinkedIn ha raccolto e rilanciato le osservazioni di numerosi sportivi.

le parole di gabriele gravina e la risposta di andrea bargnani

Bargnani si concentra sulle dichiarazioni con cui Gravina avrebbe definito “dilettantistici” gli altri sport. Nel messaggio, l’ex atleta collega la critica a una domanda di fondo: quanto il cosiddetto professionismo venga effettivamente misurato in termini concreti e non solo attraverso percezioni legate allo stipendio.

Il riferimento riguarda anche la reazione generale che ha coinvolto altri nomi presenti nelle risposte, indicati come Irma Testa, Pietro Sighel e Tommaso Giacomel, tra i tanti sportivi citati nel contesto dell’intervento.

lo scenario sportivo e il richiamo al “tritacarne”

Nel testo di risposta Bargnani precisa che non intende esprimere giudizi sul risultato sportivo dei propri colleghi. Lo sport viene descritto come un contesto in cui contano anche gli episodi, ricordando un’esperienza personale: l’ex cestista dichiara di aver deluso le aspettative nei gironi di qualificazione con la nazionale di basket. L’immagine utilizzata richiama l’idea di un campionato che “macina” chi vi partecipa, un passaggio riassunto come stare dentro a un “tritacarne”.

economia del calcio e confronto sul professionismo

Entrando nel merito delle parole di Gravina, Bargnani porta un argomento economico collegato alla Serie A. La critica riguarda un bilancio indicato come chiusosi nel 2025 con un buco di oltre mezzo miliardo, quantificato in -531.241.500 euro. Da qui nasce l’interrogativo su quando e in quale misura si manifesterebbe il professionismo evocato nelle dichiarazioni.

Il confronto si sposta poi su un riferimento diretto all’esperienza in NBA, descritta come “la lega sportiva più professionistica al mondo” e indicata come benchmark per qualsiasi disciplina. In questa cornice Bargnani afferma di non essersi mai sentito più atleta e più professionista di chi pratica con continuità contesti come le Fiamme Oro, citando in modo specifico un allenamento indicato in 8 ore al giorno.

professionismo: oltre lo stipendio, dentro dedizione e sacrificio

Uno dei passaggi centrali del messaggio è l’idea che il professionismo non possa essere misurato esclusivamente in base allo stipendio. Bargnani richiama una “regola non scritta” dello sport: il professionismo si lega a dedizione, sacrificio e alla mancanza di un secondo lavoro, con allenamento orientato per tutta la vita alla propria disciplina.

Il ragionamento prosegue con un confronto numerico: secondo la prospettiva espressa, guadagnare 10 milioni di dollari a stagione in NBA oppure 2.000 euro alle Fiamme Oro con atletica leggera non cambierebbe, a livello di sostanza, il livello di professionismo. Viene inoltre riportato un elemento osservativo: chi pratica atletica leggera o sci si allenerebbe, nella maggior parte dei casi, molte più ore rispetto a una star NBA, con la precisazione “molte, molte” ore.

il tema normativo e la questione del linguaggio “dilettanti”

Bargnani conclude il ragionamento distinguendo il piano normativo e legislativo. Nel messaggio viene riconosciuto che esistono distinzioni nette tra professionismo e dilettantismo, connesse anche a strategie e politiche. Allo stesso tempo il punto critico resta la scelta di usare un’etichetta che, secondo l’ex cestista, richiederebbe un certo tipo di “coraggio”.

pallavolo e successi: un esempio citato nel ragionamento

Nel testo viene portata un’ulteriore indicazione legata alla nazionale di pallavolo, indicata come campione del mondo in carica sia maschile sia femminile. Bargnani sottolinea che, seguendo quella logica, la definizione di “professionistica” non risulterebbe coerente. La motivazione si collega anche ai successi ottenuti in ambito olimpico e nella Nations League.

Il messaggio identifica poi il nodo principale: non sarebbe il risultato di una singola partita a costituire il problema, ma chi guida alcuni sport e con quale spessore o know-how. La chiusura del post viene attribuita con la firma “Mago”.

sportivi citati nelle risposte

Nell’ambito delle reazioni riportate all’intervento su LinkedIn, vengono menzionati i seguenti nominativi:

  • Irma Testa
  • Pietro Sighel
  • Tommaso Giacomel
  • Andrea Bargnani
  • Gabriele Gravina
“Ho giocato in Nba e non mi sono mai sentito più professionista di chi guadagna 2mila euro nel salto in alto”: anche Bargnani contro Gravina

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