Narcotrafficanti del cartello di sinaloa, perché volevano farla finita con charlie sheen e lo scambiarono per un concorrente
Charlie Sheen torna al centro della scena con un racconto autobiografico che mette al riparo poche zone d’ombra: nel libro “The book of Sheen. Un memoir” l’attore 60enne ripercorre tappe cruciali della propria vita con un tono diretto, includendo dettagli che descrivono sia l’aspetto umano sia quello più controverso. L’elemento che colpisce, fin dall’inizio, è l’immediatezza con cui vengono affrontati eventi estremi, fino a costruire un percorso in cui fede, ricordi e racconti di set si intrecciano con episodi legati al narcotraffico.
the book of sheen: la confessione senza filtri di charlie sheen
Nel contesto del lancio del memoir, Charlie Sheen ha condiviso la propria lettura degli eventi che lo hanno attraversato, affermando di trovarsi a convivere con l’idea che la sopravvivenza non sia frutto del caso. Le sue parole evocano la convinzione che “Dio o chi per lui” abbia dei piani per lui, mentre i contenuti del libro vengono presentati come un attraversamento completo delle fasi salienti della carriera e della vita privata.
La narrazione si apre con un’affermazione di forte impatto: “Sono nato morto”. Il passaggio successivo chiarisce il senso della frase, collegandola a una condizione critica legata al momento della nascita, quando il cordone avrebbe esercitato una stretta tale da rendere l’attore, di fatto, già destinato al carro funebre. A salvare la situazione sarebbe intervenuto un medico, descritto come determinante attraverso un’azione rapida e fisica. L’episodio include anche un riferimento personale al nome: Sheen spiega di avere come secondo nome Irwin, in onore di un ricordo riconducibile al medico che lo avrebbe aiutato.
aneddoti di vita e set: filippine, apocalypse now e la lezione di brando
Tra i capitoli che emergono con maggiore intensità c’è il racconto dell’infanzia sul set. Sheen richiama la propria presenza a soli dieci anni, insieme al padre Martin Sheen, in Filippine, durante le riprese del film cult “Apocalypse Now”, diretto da Francis Ford Coppola.
pressione hollywoodiana e incontri sul set
La ricostruzione del set viene descritta come un ambiente folle e oltre ogni immaginazione. Nel ricordo di Sheen risultano centrali la pressione tipica di Hollywood nel suo periodo di massima intensità e la presenza di figure decisive come Coppola e Marlon Brando. Sul set, secondo la memoria dell’attore, sarebbe circolato ogni tipo di sostanza, elemento collegato proprio alla densità degli stimoli e delle aspettative.
il pranzo con brando: un dettaglio che racconta il personaggio
Tra gli episodi ricordati compare anche un momento legato all’ospitalità e alle abitudini del cast. Sheen racconta che, durante una visita, Coppola sarebbe passato a pranzo e che la madre avrebbe preparato per tutti una grande porzione di spaghetti al burro e parmigiano. Di fronte a quel piatto, Brando avrebbe avuto un atteggiamento descritto come estremamente caratteristico: avrebbe iniziato a divorarla senza lasciare spazio agli altri, lasciando i presenti senza parole. Il ricordo di Sheen sottolinea il fascino e l’intelligenza di Brando, definiti come qualità quasi “soprannaturali”, insieme a una capacità di impressionare immediatamente chi era accanto a lui.
narcotraffico e cartello di sinaloa: l’incontro raccontato nel memoir
Un’altra parte del libro si concentra su un episodio che Sheen associa direttamente all’ambiente del narcotraffico, citando un incontro con i narcotrafficanti del Cartello di Sinaloa. L’attore descrive il motivo per cui sarebbe diventato un bersaglio: l’idea diffusa era che lui acquistasse quantità così ingenti di droga da indurre i trafficanti a pensare che potesse anche spacciarne e rappresentare una sorta di concorrenza.
l’equivoco sulla quantità di droga e l’accusa implicita
La dinamica raccontata mette in luce l’incomprensione alla base dell’attenzione riservata a Sheen. Il punto centrale, nel racconto, è l’impossibilità di far rientrare l’elevata quantità nel semplice acquisto: secondo la ricostruzione, i narcotrafficanti non avrebbero potuto credere che un singolo individuo fosse capace di gestire così tanta sostanza senza trasformarla in traffico o rivendita.
personaggi e figure citate: cast, registi e protagonisti degli episodi
Nel racconto compaiono diverse figure legate sia al mondo del cinema sia agli eventi descritti nel memoir, con una presenza che attraversa set, produzione e contatti personali:
- Charlie Sheen
- Martin Sheen
- Francis Ford Coppola
- Marlon Brando
- narcotrafficanti del Cartello di Sinaloa


