Molestie sessuali Blake Lively respinte restano accuse di ritorsione contro Justin Baldoni
Le accuse di molestie sessuali legate a Blake Lively e Justin Baldoni sono state respinte, ma il procedimento non si è chiuso: rimangono infatti operative le contestazioni di ritorsione. Il processo è fissato per il 18 maggio, con una decisione del giudice federale di New York che consente a Lively di portare gran parte delle proprie doglianze davanti a una giuria.
accuse di molestie sessuali: respinte per limiti del contesto scenico
La decisione del giudice federale Lewis J. Liman, pubblicata giovedì 2 aprile, ha respinto le accuse di molestie sessuali presentate da Blake Lively contro Justin Baldoni in relazione ai rispettivi ruoli nel film “It Ends With Us”. Secondo quanto indicato nella sentenza scritta, a Lively sarà comunque consentito sottoporre molte delle accuse a una giuria.
L’iniziativa legale di Lively risale allo scorso dicembre: Lively aveva citato in giudizio Baldoni accusandolo di molestie sessuali. A sua volta, Baldoni e la società di produzione Wayfarer Studios avevano avviato una controcausa contro Lively e suo marito, l’attore di “Deadpool” Ryan Reynolds, parlando di diffamazione ed estorsione. Le accuse mosse da Baldoni sono state respinte a giugno.
ritorsione: il nodo centrale resta davanti alla giuria
Per quanto riguarda le ritorsioni, il giudice ha sostenuto che alcune prove potrebbero permettere a una giuria di concludere che la casa di produzione di Baldoni avesse pianificato non soltanto di danneggiare la reputazione di Lively, ma anche di compromettere la sua carriera per timore che Lively presentasse una denuncia per discriminazione.
Nel corso dell’analisi, Liman ha richiamato la tesi di Lively secondo cui una campagna diffamatoria sarebbe stata “devastante” per la sua reputazione e la sua carriera. La decisione ha indicato anche che alcune accuse di molestie sessuali potrebbero essere utilizzate come supporto a due accuse di ritorsione ancora vive, coinvolgendo It Ends With Us Movie LLC e Wayfarer Studios. La sentenza ha inoltre lasciato intatta una terza accusa di ritorsione, legata alla denuncia di una possibile violazione di un accordo contrattuale aggiuntivo contro It Ends With Us Movie LLC.
molestie sessuali: la condotta considerata nel quadro delle riprese
Il giudice ha spiegato che le affermazioni di Lively dovessero essere valutate nel contesto del film mentre stavano lavorando al progetto. Nel passaggio motivazionale sono state richiamate diverse condotte descritte da Lively: l’indicazione che, durante le riprese, Baldoni si sarebbe avvicinato con gesti come se volesse baciarla, avrebbe baciato la fronte e strofinato il viso e la bocca contro il collo; avrebbe posto il pollice sulla bocca e avrebbe dato un colpetto sul labbro inferiore. La decisione riporta anche l’accusa secondo cui Baldoni avrebbe accarezzato Lively e si sarebbe chinato sul suo collo dicendo: “ha un buon profumo”.
Liman ha riconosciuto che una simile condotta, fuori contesto, avrebbe potuto configurare un ambiente di lavoro ostile. Il punto decisivo della sentenza riguarda però la collocazione di questi fatti dentro una scena: secondo il giudice, Baldoni stava “recitando nella scena”. La decisione afferma che la condotta non sarebbe stata così distante da ciò che ci si può ragionevolmente aspettare tra due personaggi durante una scena di ballo lento da consentire, isolatamente, un’inferenza di trattamento ostile basato sul sesso. Inoltre, il giudice sostiene che, almeno separatamente, la condotta sarebbe stata rivolta al personaggio interpretato da Lively, più che a Lively stessa.
margine creativo e scene controverse: riferimenti riportati nella sentenza
Nella motivazione, Liman ha aggiunto che gli artisti creativi, non meno degli autori di commedie, devono poter avere un certo margine per sperimentare entro i limiti di una sceneggiatura concordata, senza temere di essere ritenuti responsabili di molestie sessuali.
La decisione richiama anche alcuni episodi citati nel caso. Risulta che Baldoni una volta avrebbe detto “piuttosto sexy” dopo aver chiesto a Lively di togliersi la giacca, mentre mostrava un reggiseno di pizzo. La sentenza riporta che, quando gli sarebbe stato fatto notare che il commento era inappropriato e fonte di distrazione, Baldoni avrebbe risposto alzando gli occhi al cielo: “Scusate, mi sono perso il corso sulle molestie sessuali”.
Un ulteriore riferimento riguarda una scena in cui Baldoni avrebbe insistito affinché Lively girasse una scena di parto nuda. Secondo quanto citato dal giudice, la scena sarebbe poi stata filmata per diverse ore senza che il set fosse chiuso al personale non essenziale.
dichiarazioni della difesa e focus sulle ritorsioni
In una dichiarazione riportata nel materiale della causa, l’avvocato di Lively, Sigrid McCawley, ha scritto che Lively non vede l’ora di testimoniare al processo. La difesa ha indicato l’obiettivo di continuare a fare luce su una forma di ritorsione online, descritta come “feroce”, con la finalità di renderla più riconoscibile e contrastabile.
La stessa dichiarazione collega il cuore del procedimento alla ritorsione e alle misure adottate, secondo l’impostazione difensiva, per distruggere la reputazione di Blake Lively in ragione della sua decisione di difendere la propria sicurezza sul set.
principali figure citate nel procedimento
Nel quadro descritto compaiono le seguenti persone ed entità:
- Blake Lively
- Justin Baldoni
- Ryan Reynolds
- Sigrid McCawley
- Lewis J. Liman
- Wayfarer Studios
- It Ends With Us Movie LLC


